Palagiano  01.09.2017

 

Alla Sig.ra Ministra della P.I.

 

 

 

OGGETTO:    Lettera aperta.

 

 

            Sig.ra Ministra,

 

sino a ieri ero Dirigente Scolastico di un Istituto Comprensivo (il “Gianni Rodari” di Palagiano, un comune del tanto deprecato Sud per i suoi ritardi formativi nelle classifiche nazionali e internazionali ), da oggi sono un comune cittadino e, da comune cittadino Le scrivo.

 

Lei, come tanti altri Rappresentanti istituzionali e Politici, ci racconta quotidianamente le “magnifiche sorti e progressive” che si intendono assicurare al sistema scolastico italiano, nonché l’importanza per il nostro Paese di investire in Formazione e Cultura: la “c.d. “Buona Scuola”, le (sempre insufficienti) immissioni in ruolo per eliminare il precariato, gli investimenti per garantire migliori e più funzionali ambienti di apprendimento, l’elevamento della qualità dell’Offerta Formativa,….  .

Ma ,poi, nella dura concretezza della “vita”  delle scuole le cose sono molto diverse.

 

Le rappresento un piccolo, ma sicuramente rappresentativo di tante altre analoghe situazioni.

 

L’Istituto che ho avuto l’onore di dirigere sino a ieri, comprende anche due distinte Scuole dell’Infanzia, collocate – tra l’altro –  in zone periferiche del paese,  molto distanti tra loro e in contesti socio-culturali, almeno in parte, problematici e in cui il fondamentale ruolo della Scuola dell’Infanzia è  spesso trascurato. Abbiamo lavorato molto in questi anni, per recuperare queste sacche di “evasione”, a volte lavorando porta a porta; abbiamo raggiunto significativi risultati, tra cui il non trascurabile traguardo di avere, sia nell’Infanzia che nella Primaria, circa il 50% di iscrizioni al Tempo Normale e al Tempo Pieno: e nella Scuola dell’Infanzia – come Lei sa molto bene – il Tempo Normale (40 ore settimanali con servizio mensa) è il Tempo “normale” appunto, mentre il Tempo Ridotto (25 ore) dovrebbe essere l’eccezione.

 

Ora,  è accaduto che per il prossimo a.s., l’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Territoriale di Taranto (accampando, peraltro, l’insufficienza del contingente di organico a disposizione) ci ha “tagliato” una sezione a Tempo Normale in una delle 2 scuole,  la “W. Disney”, nonostante 62 iscrizioni con una bimba disabile di livello “grave”. E questo perché,  applicando pedissequamente e senza alcuna analisi di contesto, il disposto del DPR  n. 81 del 2009 secondo cui “Le classi iniziali di ciclo delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado e le sezioni di scuola dell’infanzia sono costituite con riferimento al numero complessivo degli alunni iscritti.”, è stato operato un calcolo medio tra le 2 Scuole.

 

Il risultato è che, avendo nella Scuola “W. Disney” in Organico di Diritto solo 2 sezioni a T.N.  (e a nulla sono valse le nostre ripetute motivate relazioni dimostrative, neanche in sede di adeguamento “alle situazioni di fatto”), dovendo assegnare non più di 20 alunni in una sezione per la presenza della disabile grave   (come previsto dall’art. 5 del Regolamento n° 81/2009) , anche ad assegnarne 25 nell’altra, ben 17 bambini dovrebbero trasmigrare all’altra scuola e persino cambiare la propria scelta da Tempo Normale a Tempo Ridotto!

Alla faccia, tra l’altro, del sacrosanto diritto alla libera scelta della Scuola e del tipo di Offerta Formativa da parte dei Genitori, diritto garantito dalla norma e, a mio sommesso avviso,  giuridicamente tutelabile.

 

Ad abundantiam:  si consideri che, in ogni caso, con l’assegnazione di 3 sezioni a T.N. e 4 a T.R. il numero di alunni per sezione anche per la Scuola “W. Disney” rientrerebbe nei limiti previsti dell’art. 9 comma 2  del DPR n° 81/2009 (157 : 7 = 22,43 alunni/sezione). Se, invece si considerassero separatamente (come è più giusto) si avrebbero per il T.N. 3 sezioni con 20e 21 alunni e al T.R. 4 sezioni con 23 e 24 alunni.

 

Ed anche se, per mero ragionare, ci si riferisse al calcolo medio di tutte le sezioni delle 2 scuole (considerando 3 alunni diversamente abili gravi/gravissimi), si avrebbe un parametro di 21,45 alunni/sezione.

 

In conclusione, in ogni ipotesi saremmo nel pieno rispetto della norma, ma con l’indubbio vantaggio di avere sezioni di Scuola dell’Infanzia meno affollate e con indubbio miglioramento della qualità dell’insegnamento/apprendimento. E senza dimenticare il non trascurabile particolare che non si perderebbero 2 posti di lavoro per docenti, visto che tutti – giustamente! – si sono allarmati per il 35% di disoccupazione giovanile ancora ieri drammaticamente certificati dall’ISTAT.

 

Sono sicura che sul Suo  tavolo vi sono tante altre situazioni difficili,  ma mi auguro che Lei – nell’esclusivo interesse delle nostre alunne e dei nostri alunni –  possa ancora trovare una positiva soluzione.

 

 

Preneste ANZOLIN

già   Dirigente Scolastico