A poco più di un mese dall’invio della richiesta ufficiale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte del nostro Presidente del Consiglio Comunale, lo stesso Ministero risponde in maniera del tutto vaga dichiarando la propria impossibilità a segnalare a quale accordo territoriale i cittadini debbano far riferimento per la stipula dei contratti di locazione abitativa a “canone concordato”.

La richiesta avanzata dal Presidente del Consiglio traeva origine proprio dal recente Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2017 che confermava la possibilità di stipulare contratti di locazione abitativa “a canone concordato” nei comuni in cui non è vigente alcun accordo territoriale sottoscritto tra le organizzazioni delle proprietà edilizie e quelle degli inquilini dando possibilità di attingere agli accordi territoriali vigenti nel comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale sia pure situato in altra regione.

Sentendosi rispondere picche dal Ministero proprio su quale sia il comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale in cui siano stati siglati i predetti accordi, il Sindaco Domiziano Lasigna e il Presidente del Consiglio Francesco Carucci si sono messi immediatamente in moto per avviare un tavolo di concertazione tra Amministrazione e organizzazioni maggiormente rappresentative degli inquilini e della proprietà edilizia al fine di definire gli accordi territoriali e dare la possibilità anche ai cittadini di Palagiano di stipulare tale tipologia di contratti di locazione abitativa.

Questa procedura, prevista da una legge datata addirittura 9 dicembre 1998 e mai avviata dalle amministrazioni precedenti, ha sicuramente come obbiettivo principale quello di arginare il fenomeno dei cosiddetti “affitti in nero”.

Ricordiamo infatti che il contratto di locazione abitativa “a canone concordato” rappresenta una opportunità tanto per i proprietari quanto per gli inquilini: i primi trovano sicuramente convenienza sul fronte fiscale (riduzione IMU del 25%, opzione per la cedolare secca al 10%); la convenienza per i secondi si concretizza di fatto nel pagamento di un canone locatizio inferiore a quello cui dovrebbero far fronte in virtù di un contratto di locazione a canone libero.

In tal modo se da un lato saranno disincentivate condotte elusive, dall’altro saranno premiati i proprietari più virtuosi di fabbricati abitativi con la garanzia, per gli inquilini che vi abitano, di un regolare contratto che rispetti le loro esigenze come rappresentate dalle relative organizzazioni di categoria in sede di stipula degli accordi territoriali.

“Il Sindaco e il Presidente del Consiglio”