Chi mi conosce vicino al mondo dell’agricoltura e delle sue gravi difficoltà, anche in questa occasione, non manca di chiedermi qualche informazione in più rispetto alle notizie che si vanno via via diffondendo.

Rivestendo un ruolo politico, preciso sin d’ora che tale articolo si prefigge esclusivamente lo scopo di fornire – nei limiti di ciò che al momento è possibile – qualche elemento tecnico-pratico in più agli agricoltori interessati. Né, tantomeno, intendo assumermi alcun merito, anzi…!

Nei primi giorni dell’anno, quando Palagiano era coperta di neve, io ero infatti tra i più scettici.

Il mio scetticismo rinveniva dal fatto che a disciplinare la materia degli aiuti agli agricoltori in caso di eccezionali avversità atmosferiche è un decreto legislativo del 2004, il n. 102. Con tale decreto, infatti, è stabilito che gli aiuti previsti non possono essere concessi alle produzioni e alle strutture ammesse all’assicurazione agevolata.

La “ratio” della legge, infatti, è quella di non rimborsare i danni che potrebbero derivare alle colture e/o alle strutture al fine di incentivare la stipula di polizze assicurative – sia pure a condizioni agevolate – a copertura dei rischi da calamità atmosferiche. La norma ordinaria, dunque, esclude la possibilità di rimborsare il danno occorso a colture e strutture sprovviste di apposita copertura assicurativa (ma assicurabili in maniera agevolata).

Invece, del tutto positivamente mi ha sorpreso l’emanazione del Decreto Legge n. 8 del 9 febbraio 2017 che, limitatamente alle avversità atmosferiche intercorse tra il 5 e il 25 gennaio dell’anno in corso, ha derogato alla previsione legislativa del 2004 prevedendo che gli aiuti possano essere concessi anche per colture e strutture non assicurate.

Gli aiuti di cui parliamo sono di diverso tipo, prevedendo anche agevolazioni previdenziali e creditizie. Ma ciò che al nostro territorio interessa principalmente concerne la concessione di contributi in conto capitale che potranno arrivare fino all’80% del danno accertato sulla produzione lorda vendibile e al 90% di quello accertato sulle strutture aziendali.

Le modalità di presentazione delle domande non sono ancora note. Né l’entità del danno rimborsabile a ciascun agricoltore. Ciò che è chiaro è che le domande di ammissione ai benefici dovranno essere presentate entro 45 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche emanato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il 12 ottobre scorso.

Il detto decreto, non ancora in Gazzetta Ufficiale, stabilisce quali siano i territori comunali che potranno godere del beneficio e il tipo di aiuto che potrà essere concesso. Nella nostra provincia si tratta di Palagiano, Palagianello, Castellaneta, Laterza, Ginosa, Massafra, Mottola, Crispiano, Statte e Taranto.

Rassicuro tutti che quella segnalazione che alcuni hanno protocollato qualche mese fa al nostro comune non è condizione necessaria per accedere ai benefici. Anche chi non ha segnalato nulla potrà tranquillamente richiedere gli aiuti.

Ovviamente è necessario non solo possedere i terreni, ma esercitare l’attività agricola: sarà dunque necessario essere titolari di partita IVA ed iscritti alla Camera di Commercio; occorrerà necessariamente essere in possesso di fascicolo Agea e delle fatture di vendita del prodotto riferite almeno alle due annate agrarie precedenti per poter determinare la media della produzione lorda vendibile.

Molto probabilmente le domande saranno presentate alla Regione per il tramite dei comuni nel caso di azienda agricola con terreni ubicati in un solo comune. Nel caso di terreni ubicati nel territorio di più comuni, analogamente a quanto è avvenuto in passato in simili situazioni, le domande potrebbero essere indirizzate direttamente al Settore Agricoltura della Regione.

Ma il condizionale è d’obbligo! Per capire come meglio muoverci non possiamo far altro che attendere provvedimenti che forniscano elementi certi sulle modalità operative di presentazione delle domande.