“Ai miei amici massafresi” è il titolo del sesto libretto in edizione limitata (100 copie). E’ una “strenna” dialettale, in massafrese, che il poeta dedica ai suoi amici nel periodo tra natale e capodanno. Sono poche poesie, ma tanto attese dai suoi amici che poi le passano per la lettura ad altri amici e questi ad altri  ancora.
Nell’ultimo libretto (con in copertina, in bianco e nero, l’ovile abbandonato della Masseria Grottafornara di Statte),  troviamo un componimento dedicato al carissimo amico suo – e di tutti i massafresi – Paolo Catucci, nostro diretto onorario, Inoltre due componimenti composti verso la fine degli anni sessanta ma sempre attualissimi ed un brindisi popolare (pubblicato già nel 2003) che ebbe a dettargli la sua carissima genitrice. Con piacere pubblichiamo in dialetto massafrese (e in versione italiana) una di queste sue poesie e precisamente quella dedicata “All’amico Paolo Catucci”. Quann  nasciebb  jì, a cäsa me’, / No’ s  sapev  ce cos’er  nät. / Nu Bbommin  no’ s  putev’ave’: / Cugghiern  lu fior  ‘ngin tät. / Cudd’è lu fior  ch’è crisciut  sul, / ’mmienz’a lo vi’ semb’aggarbät, / Lossann  ind’a lo stadd  u mul, / Fra grann’e criatur  s’è spicchiät. / Ddä’ ’mmienz  stiev  tu, ca m’aiutät  / Ck  Spedit , Robbert, ’mb’Orazij / Lu Rettor  e Ggiann  accumbagnät. / Fatiann  ’nzin  aqquä’ vit’arruät  / Lu pais  avit  pigghiät  ’mbrazz  / E, summ nann , na scol  s’è criät.
“All’amico Paolo Catucci”. Quando nacqui, a casa mia, / Non si sapeva cos’era nato. / Un Bambinello non si poteva avere: / Colsero il fiore generato. / Quello è il fiore che è cresciuto solo / Per strada sempre garbato. / Lasciando nella stalla il mulo, / Fra grandi e creature s’è specchiato. / Tra quelli c’eri tu, che mi hai aiutato / Con Espedito, Roberto, (compare) Orazio, / Il Rettore e Gianni tutti insieme. / Lavorando sino ad ora siete arrivati, / Il paese avete preso in braccio / E, seminando, una scuola s’è creata.
Cosimo Scaligina da sempre si dedica alla poesia popolare. Fra l’altro con l’amico Angelo Marinò è autore del volume “Statte alle tijembe de tataranne” (Edizioni Pugliese, pagg. 236, 2007)) sulla poesia popolare e le tradizioni di vita di un tempo, quando “‘nnanze ‘a ‘u focarile” si riuniva la famiglia per ascoltare “le cunte” che il più anziano, il nonno (tataranne) con maestosità, raccontava alla famiglia riunita. Scaligina e Marinò si sono rivolti agli anziani dei paesi di Statte e di Massafra per riportare, dalla loro memoria orale, scioglilingua, proverbi, indovinelli a doppio senso, giochi infantili e scherzi, filastrocche e ninna nanne, canzoni e stornelli giocosi e d’amore, poesie e canti religiosi, pizzeche, ed infine “le cunte”, storie tipiche degli abitanti del paese distintisi per bravura o stoltezza.
Per richiedere questo volume o per altre informazioni, i nostri lettori possono rivolgersi direttamente a Cosimo Scaligina inviando una e.mail: cosimo.scaligina@gmail.com. Nella foto la Masseria Grottafornara e l’ovile abbandonato.