La drammatica vicenda dei lavoratori ex somministrati ILVA è certamente solo una delle tante difficili vertenze oggi presenti sul territorio e che colpiscono centinaia di lavoratori. Vertenze che tutte meritano il sostegno e la mobilitazione di chi crede che dalla crisi devastante di questo modello di sistema economico si possa e si debba uscire facendola pagare a chi l’ha causata ed a chi non ha mai pagato.

Ma la vicenda dei somministrati ILVA ha qualcosa di assurdo. Non è concepibile che dopo 14 mesi dalla sua stipula un accordo non venga rispettato compiutamente dall’ILVA.  E se è vero, come è vero, quello che gli stessi responsabili dello stabilimento hanno dichiarato (e cioè, che solo pochi non sono stati ancora riassunti), allora è anche più grave ed insopportabile perché induce al forte sospetto che vi siano comportamenti discriminatori. Così come ridicola appare la dichiarazione che si deve ancora procedere all’accertamento del titolo di studio e delle competenze professionali possedute da questi lavoratori! Cosa vuol dire, che quando li hanno sfruttati per 15, 20 o 26 mesi (licenziandoli poi per non fargli raggiungere la soglia oltre la quale sarebbe scattato l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato) non le avevano le competenze?

Credo sia poco rilevante in questo momento considerare se vi siano stati momenti di tensione e disaccordo tra questi lavoratori e le Organizzazioni Sindacali. Va ricordato che a quell’accordo si giunse dopo che i lavoratori furono costretti ad adottare forme di lotta estreme con l’occupazione del “PONTE DELLA SPERANZA “ davanti alla Direzione dello stabilimento siderurgico e lo sciopero della fame. E che di quell’accordo si fecero garanti anche Vendola, Stefano e Florido: ora hanno tutti quanti il dovere, morale prima che politico, di ritornare in campo e costringere Riva a rispettare l’accordo!

I lavoratori “Somministrati ILVA” devono essere assunti con contratto a T.I. e l’accordo sottoscritto il 9 dicembre 2010  deve essere rispettato!

 

Ieri ho incontrato alcuni di questi lavoratori che sono tornati ad occupare il ponte sulla statale 100 e alcuni dei quali hanno sfiorato il gesto estremo.  Ho ritenuto doveroso non far mancare loro anche in questa occasione la mia personale solidarietà. La cosa che mi ha spaventato è aver constatato, insieme alla loro determinazione, lo stato di profonda prostrazione fisica e psicologica. Ne hanno ben ragione! Mi permetto di chiedere a tutti coloro che hanno un ruolo in questa vicenda (Sindacati, Regione,Comune, Provincia,….), di mettere al bando le chiacchiere e gli inutili appelli alla moderazione e imporre la soluzione positiva della vertenza per tutti questi lavoratori. E di far presto.  

 

  Preneste Anzolin