La legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27.12.2017 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29.12.2017 Suppl. Ord. n. 62) ha confermato quella opportunità già introdotta dal legislatore per il 2017.
Si tratta di una opportunità che, personalmente, ritengo sia davvero apprezzabile soprattutto da quel mondo agricolo più autentico rappresentato da chi di agricoltura vive. A maggior ragione se si trova in una giovane fascia di età.
Dal comma 117 dell’ articolo 1 della manovra di bilancio è previsto infatti un significativo incentivo per i lavoratori autonomi agricoli di età inferiore a 40 anni che, anche nel 2018, decideranno di iscriversi all’INPS per la propria posizione pensionistica nella gestione dei Coltivatori Diretti o degli Imprenditori Agricoli Professionali.
Tali soggetti potranno beneficiare di un importante esonero contributivo per il primo quinquennio di iscrizione nella previdenza agricola. In particolare per i primi tre anni potranno godere del totale esonero dal pagamento dei contributi previdenziali. Il quarto anno beneficeranno di una notevole riduzione del pagamento nella misura del 66% e il quinto anno nella misura del 50%. Cominceranno a versare i contributi previdenziali per intero soltanto a partire dal sesto anno di iscrizione.
I cinque anni in cui i giovani agricoltori godranno del beneficio saranno ovviamente considerati validi ai fini pensionistici.
Inoltre, se i terreni coltivati sono di proprietà del giovane che decide di iscriversi nella apposita gestione previdenziale di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali vengono totalmente esentati dal pagamento dell’IMU. In questo caso, dunque, il beneficio diventa doppio!
La misura già introdotta dalla legge di bilancio 2017, ma a dir la verità poco sfruttata dai giovani, rappresenta sicuramente un importante incentivo per investire nelle attività agricole regolarizzando la propria posizione previdenziale.
In una comunità a vocazione prettamente agricola come la nostra, in cui molti giovani si dedicano alla coltivazione dei terreni di famiglia, si dovrebbe approfittare dell’occasione senza pensarci due volte!
A proposito della vocazione agricola, e in particolare agrumicola del nostro territorio, la stessa legge di bilancio 2018 ha previsto l’istituzione di _“un fondo volto a favorire la qualità e la competitività delle produzioni delle imprese agrumicole e dell’intero comparto agrumicolo nonché l’aggregazione e l’organizzazione del comparto medesimo”_ con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2018 e di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
Trattandosi di una novità, non esprimo una valutazione su quella che può essere la reale utilità di tale ultima disposizione normativa, nell’attesa di poterla constatare concretamente tra qualche tempo!
Ovviamente l’augurio che personalmente rivolgo ai nostri agricoltori per il nuovo anno è quello, anche attraverso l’istituzione di questo fondo, di vendere le famose clementine ad un prezzo perlomeno decente rispetto ai prezzi, a volte “ridicoli”, che purtroppo sono stati applicati negli ultimi anni!