Palagiano (Ta). Da sabato, Palagiano ha una scuola intitolata al suo concittadino Nicola Ruffo, assassinato a Bari il 6 febbraio del 1974, a soli 44 anni, durante una rapina in una tabaccheria del centro, nel tentativo di tutelarne la proprietaria indifesa. Un solo colpo dritto al cuore, un altro colpo inferto dalla mafia barese.

Il plesso in Corso Lenne dell’istituto comprensivo “G. Rodari” è stato intitolato alla sua memoria, alla presenza del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, nel 2006, da sindaco, nella città di Bari, gli ha voluto intitolare anche una strada.

“Oggi – ha detto Emiliano – vogliamo ricordare quanto faccia orrore il modo di fare delle mafie: sono una specie di grande tumore. Palagiano è schierata nell’antimafia sociale da tantissimi anni. Questa giornata deve servire – ha continuato Emiliano – anche a far capire ai nostri ragazzi che devono, quando è necessario, far valere i loro diritti, sì, ma mai intavolando atti di violenza e prepotenza, che vanno combattuti ed evitati. E, in questo, Nicola Ruffo è un gran maestro di vita. Per colpire le organizzazioni criminali bisogna ricordare gli atti ignobili di cui si sono resi artefici, ma, soprattutto, necessita ricordare gli uomini che li hanno o hanno tentato di contrastarli”.

Prima dello scoprimento della targa, che ricorda il sacrificio di “Nicola Ruffo concittadino, vittima di mafia e medaglia al valor civile”, nell’auditorium del “Rodari” si è tenuto un convegno. Hanno preso la parola il dirigente scolastico che si è prodigato perchè questa intitolazione avvenisse e che, avvenisse alla presenza di Emiliano. Sono intervenuti anche Preneste Anzolin (già dirigente del “Rodari”); il responsabile coordinamento Libera Taranto e Libera Memoria Puglia Alessandro Tedesco; la vicepresidente nazionale Libera e Libera Memoria nazionale Daniela Marcone; Mario Dabbicco, referente Libera Puglia; il vice Prefetto dott.ssa Buccoliero; Pasqualina Ruffo, figlia di Nicola Ruffo; il sindaco del Comune di Palagiano Domiziano Pio Lasigna.

“Questa giornata – ha detto Lasigna – non vuole essere solo un tributo al ricordo, ma all’insegnamento di quelli che devono essere i valori da perseguire e i comportamenti da combattere. Le tracce di memoria aiutano a saper scegliere da che parte stare, a discernere il bene dal male. La lotta alla mafia è anche questo” . Maria Liso Ruffo, moglie di Nicola, ha voluto ringraziare chi non ha mai dimenticato quel gesto eroico. “Mio padre, vittima innocente consapevole – ha detto Pasqualina – dopo 44 anni torna a vivere nella sua Palagiano, attraverso una scuola, che consegna ai posteri il ricordo del suo sacrificio”.