«Il Comune di Palagiano proceda all’abbattimento, come previsto dalla sentenza del

Consiglio di Stato»

“Riteniamo ormai non più tollerabile il permanere della situazione di palese illegalità relativa all’annosa vicenda
del villaggio turistico “Pino di Lenne” a Palagiano. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il
Prefetto di Taranto per meglio illustrare la situazione in essere e chiedere gli interventi di rispettiva competenza.
È importante che si proceda all’abbattimento per ripristinare lo stato dei luoghi, come stabilito dalla sentenza del
Consiglio di Stato del 2013”. Dichiarano Francesco Tarantini e Preneste Anzolin, rispettivamente presidente di
Legambiente Puglia ed esponente del Circolo Legambiente di Palagiano, a margine dell’incontro con il Prefetto di
Taranto, dott. Donato Cafagna. I rappresentanti di Legambiente hanno colto l’occasione per consegnare al dott.
Cafagna il dossier nazionale “Abbatti l’abuso – I numeri delle mancate demolizioni nei Comuni italiani” in cui, tra
gli altri, è riportata la storia dell’abuso edilizio del Villaggio Turistico pino di Lenne.
Nei giorni scorsi Legambiente e Libera hanno incontrato sulla stessa vicenda il Procuratore Aggiunto della
Repubblica di Taranto, dott. Maurizio Carbone, che si è riservato di approfondire i fatti esposti e valutare le
eventuali iniziative di competenza.
Quella del villaggio turistico “Pino di Lenne” di Palagiano è una vicenda di abusi ed omissioni lunga 39 anni. Si
tratta di una lottizzazione abusiva, dichiarata tale già nel 1987 con sentenza penale, su cui si sono succeduti negli
anni ricorsi e sentenze. Fino a quella del Consiglio di Stato del 2013 che ricostruisce la vicenda della
lottizzazione abusiva che provocò la devastazione di un bosco di pini d’Aleppo lungo le rive del fiume Lenne, in
un’area peraltro caratterizzata da un forte rischio idrogeologico e assoggettata a plurimi vincoli ambientali e
paesaggistici. Il Consiglio di Stato inoltre ha ordinato al Comune di Palagiano di ristabilire lo stato originario dei
luoghi, demolendo la costruzione abusiva e ricostituendo la parte di bosco distrutta dagli interventi edilizi.

Ufficio Stampa Legambiente Puglia