“Riservato ai lettori che coglieranno il senso pieno di siffatto racconto di realtà navigata, e che nella pertinente realtà si sono riscontrati, rinvenendo a calzare le medesime tangibilità: spogliare e smentire una Falsa Identità”.
Questo il biglietto da visita, con cui Margherita Tinelli apre il suo libro “Falsa Identità”, Editore Antonio Dellisanti, recentemente presentato nell’Auditorium di Corso Lenne, a Palagiano.

E’ lo stesso editore a spiegare, nella sua prefazione, che siamo di fronte ad “una prosa volutamente convulsa e piena di arcaismi verbali e sintattici”, alternata “da periodi fluidi e magnetici”. “La lettura, prosegue, è a tratti scorrevole, lineare, composta; in altri contorta, irta, difficile. E’ lo specchio di una vicenda umana, trasfigurata e adattata al romanzo breve”.

Il libro narra le vicende di Larita, fra tranelli ed ingenuità adolescenziali, in una crudezza fatta di falsità e doppi giochi.
Al centro, un amore tenero e sincero, contrapposto all’ambiguità di un giovane che si prende gioco della sua amata, fino a carpirle l’essenza della vita e dei sentimenti.
L’Amore, quello vero, quello atteso, era però per Larita dietro l’angolo, fra le braccia del suo amico Renzo.
Una presenza costante dall’inizio alla fine della vicenda umana della giovane che, da adolescente, approda ad essere donna attraverso una storia di “Falsa Identità”.
“Margherita ha avuto il coraggio di liberare, attraverso questo romanzo, una storia d’amore importante, ha sostenuto Dellisanti nel presentare il libro, catartica, di purificazione. Ho conosciuto Margherita in questa biblioteca, fucina di letterati. Ha scritto pagine in cui si sente l’amore, una passione che cresce”.
Spiega poi che “gli stimoli ad una falsa identità ci vengono indotti da piccoli.
La falsa identità si ingenera in ognuno di noi anche per una carenza di affetto e, nell’era della comunicazione, comunichiamo poco.
La maschera la mettiamo perché non riusciamo a superare degli ostacoli, e non avendo più fiducia in noi stessi, la strada più facile diventa indossare la maschera”.
“Falsa Identità, un titolo che incuriosisce e crea un alone di mistero, ha poi sostenuto il Sindaco di Palagiano Rocco Ressa, l’amore che diventa il bene supremo ed aiuta l’uomo e la donna a purificarsi. Chi di noi non ha diverse identità? Forse tutti, anche i più saggi e i più disinteressati. Forse, uno dei mali del nostro secolo, è di aver indossato troppe false identità, ma credo che sia una condizione di vita dell’uomo. La cosa che mi colpisce nella storia di questo libro è che, nonostante si scopra la falsa identità, la fiamma dell’amore non era falsa, ma era davvero amore”.

Dopo aver evidenziato il lavoro di una Amministrazione che ha scommesso sulla cultura (“Fin dall’inizio il Sindaco ha accettato questa sfida, perché nel sentire comune, nella mentalità di tanti, la cultura potrebbe essere sciupio di risorse. La cultura è invece investimento, leggere serve per vivere, e grazie a questi autori stiamo scoprendo quanto sia bello scrivere”), la consigliera comunale Maria Grazia Mellone sostiene che “bisogna tornare alla centralità della persona, non confidarli solo come numeri di una collettività, falsa identità di tutto un sistema virtuale, di tutte le violazioni che vengono fatte nei confronti degli uomini, che possono andare dal tradimento in una storia d’amore al tradimento quando rinunci a prenderti cura di una persona”.
Un inno all’amore, all’amicizia, alla solidarietà, l’intervento dell’autrice, con un desiderio:”Far conoscere Margherita ad ognuno di voi, e di non farvi sentire soli”.

Ogni autore inserisce nei suoi lavori, proprie esperienze di vita, spesso avendone cura di celarle in oscuri anfratti.
Ancor più evidente in una prima esperienza letteraria, dove i confini tra realtà e fantasia, sono segnati sulla neve di agosto.

Giuseppe Favale

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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