Ancora una sentenza contro Equitalia per la notifica delle cartelle esattoriali effettuata direttamente a mezzo posta.
L’orientamento favorevole al contribuente continua, nonostante le interpretazioni contrastanti, ad assumere sempre maggiore consistenza numerica.
La sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bari, inoltre, risulta essere importante perchè il suo Presidente, il dott. Luigi Claudio, risulta essere anche Presidente della Sezione Lavoro presso il Tribunale di Bari.

BARI – La notifica di una cartella non può tradursi in una mera spedizione per raccomandata. Apparentemente può apparire una classica questione di lana caprina, ma per la Commissione tributaria tale «vizio» rende letteralmente «inesistente» l’intimazione di pagamento. È destinata a far discutere la sentenza (n. 51/02/12) di alcuni giorni fa con la quale la commissione tributaria provinciale di Bari (II sezione, presidente Luigi Claudio, relatore Margherita Farnelli) ha annullato due cartelle di pagamento inviate da Equitalia a una società per un presunto debito tributario di complessivi 100mila euro.

I giudici hanno accolto la tesi rappresentata dall’avv. Paride Lo Muzio (componente di «Arcon» Puglia, associazione regionale contribuenti) che è riuscito a far cancellare l’avviso di pagamento inviato dal concessionario. Secondo la tesi di parte, il concessionario non dovrebbe inviare la cartella con «semplice» raccomandata, ma l’atto dovrebbe essere recapitato al contribuente secondo i cosiddetti criteri della notificazione. Il risultato è lo stesso, ma il mezzo è diverso: per le notifiche, infatti, la legge prevede esattamente come debbano avvenire. Dal canto suo, Equitalia, ha tentato di affermare la tesi che è la legge a consentire la notifica per raccomandata. Ed è proprio questo il punto: la «notifica» sarebbe cosa ben diversa dalla spedizione della raccomandata per la semplice ragione che gli atti del processo tributario seguono un iter diverso da quelli amministrativi. Quindi, le notifiche (anche per raccomandata) devono essere eseguite da ufficiali della riscossione e non da un comune impiegato che porta i plichi alla posta. Una differenza non da poco che si riflette dal punto di vista economico (con la procedura meno formale si risparmia) e sull’organizzazione, essendo necessario reclutare gente ad hoc per tale funzione. Equitalia farà appello a tale sentenza che rischia di provocare non solo ricorsi a cascata ma anche un pericoloso effetto domino che potrebbe mettere in difficoltà la riscossione.

fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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