DE-EPURAZIONE

12 Settembre 2005 Off Di Life

Il fitodepuratore

A pochi chilometri dall'abitato di Finale Emilia, ? stato realizzato un sistema di fitodepurazione che si estende su una superficie complessiva di oltre 35 ettari, trasformando l'intera area in una vera e propria “zona umida” d'interesse naturalistico.
L'impianto suddetto rappresenta un significativo esempio di eco-tecnologia applicata alla depurazione delle acque; in particolare, il termine “fitodepurazione” indica una modalit? di rimozione degli inquinanti da un corpo idrico a fronte di una produzione di biomasse vegetali.
Le acque trattate sono prelevate dal Cavo Canalazzo, che sottende ad un bacino imbrifero di oltre 3500 ettari e riceve gli scarichi di numerose attivit? produttive di tipo agroalimentare e dei depuratori fognari dei Comuni di Medolla, S. Felice s/P., Massa Finalese e Canaletto.

Aspetti naturalistici.

L'area di fitodepurazione “Le Meleghine”, presentando caratteristiche e condizioni favorevoli al rifugio e allo sviluppo di specie vegetali ed animali, ha assunto anche una rilevante valenza naturalistica.
  FLORA (microflora, macroflora): [ approfondimento ]
Gli organismi vegetali, presenti nel sistema, svolgono un ruolo fondamentale nella depurazione delle acque attraverso alcuni processi quali l'assorbimento dei nutrienti in eccesso (in particolare sostanze azotate), la funzione di substrato per la flora microbica e l'ossigenazione dei sedimenti.
  FAUNA (mammiferi, rettili, anfibi, uccelli, pesci):
L'esistenza di una comunit? vegetale, sufficientemente diversificata, ha permesso la colonizzazione dell'intera area da parte di numerose specie animali.

Struttura e funzionamento.

La depurazione dell'acqua avviene grazie a processi chimico-fisici quali, ad esempio, la sedimentazione e l'assorbimento, unitamente a processi biologici sostenuti da microrganismi (es. denitrificazione e mineralizzazione) e da organismi vegetali ed animali (assimilazione). L'impianto di fitodepurazione in oggetto ? un sistema integrato costituito da tre comparti collegati in serie: stagno facoltativo, palude artificiale e stagno aerobico.

1. Stagno facoltativo Le acque, derivate mediante idrovora dal cavo Canalazzo, sono immesse nel primo invaso che occupa una superficie complessiva di 3 ettari ed ha una profondit? variabile da 0,9 a 1,4 metri.
La funzione principale del comparto ? di rimuovere le sostanze sedimentabili e di diluire eventuali aumenti di concentrazione dei carichi inquinanti in entrata al sistema.

2. Palude artificiale (Free Water Surface System) Posta a valle dello stagno facoltativo occupa una superficie di 18,7 ettari ed ha una profondit? variabile da 0 a 0,5 metri. Ha il compito primario di rimuovere i nutrienti in eccesso, soprattutto azoto, grazie anche alla presenza di una vasta comunit? vegetale. Nel comparto circa 6 ettari sono occupati da un bosco composto di essenze arboree ed arbustive igrofile.

3. Stagno aerobico L'ultimo invaso della sequenza si estende per 7,9 ettari ed ha una profondit? che pu? variare da 0,6 a 1,10 metri; in questo stagno la qualit? dell'acqua ? ulteriormente affinata.
Chiude il sistema un condotto di ricircolo atto a garantire un adeguato regime idraulico e l'eventuale diluizione, con acqua gi? trattata, di carichi inquinanti eccessivi in entrata allo stagno facoltativo.

Cordialmente