MyLife: Le Clementine di Palagiano

Clementine

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La Clementina del Golfo di Taranto è un incrocio tra il mandarino e l’arancio, caratterizzato dalla forma sferoidale, leggermente schiacciata ai poli, con una buccia liscia o leggermente rugosa, di colore arancio e con una lieve sfumatura verde.

La polpa, anch’essa di colore arancio e molto succosa, ha un sapore dolce ed aromatico e contiene al massimo tre semi. Oltre a possedere un elevato contenuto di vitamina C, è rinfrescante e diuretica, e può essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate.

Il clima caldo, soleggiato e poco umido del territorio che si affaccia sul Golfo di Taranto, influenza benevolmente la crescita e la maturazione del frutto, conferendogli caratteristiche qualitative eccellenti. L’irrigazione viene praticata quasi tutto dell’anno, e avviene a goccia o a zampillo, in modo diretto ma lontano dalla chioma, per evitare marciume nella zona del colletto della pianta. La raccolta viene effettuata rigorosamente a mano, onde evitare che i frutti si deteriorino.

La Clementina del Golfo di Taranto è coltivata esclusivamente nella Provincia di Taranto nei comuni di Taranto, Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Statte. Le clementine devono il loro nome ad un frate di nome Clemente, che scoprì questo frutto in Algeria. Le prime introduzioni di agrumi nel territorio sono da far risalire al XVIII secolo, ma solo a partire dal 1900, grazie al reperimento ed alla creazione di risorse irrigue adeguate, si assiste alla loro diffusione in coltura specializzata.

CLEMENTINE
E’ ibrido fra l’arancio amaro e il mandarino comune, è l’agrume più redditizio per la precocità e per la bontà del frutto. Il clementine «comune» e gli altri cloni apireni hanno una bassa esigenza di calore per cui si adattano meglio alle aree costiere e precollinari.
Probabilmente è nato da un ibrido tra il mandarino «Avana» e l’arancio amaro Granito, rinvenuto nell’orto di un orfanotrofio di Misserghin in Algeria all’inizio del secolo a seguito di semine dirette effettuate de Padre Clement Rodier (dal quale ha tratto il nome)
La coltivazione delle clementine si è diffusa tra il 1900 ed il 1960 A Palagiano dopo la Riforma Fondiaria (1950-1951), dove questo agrume ha trovato il suo habitat naturale: un clima mite e costante che permette al frutto di sviluppare appieno le sue caratteristiche qualitative estrinseche e intrinseche e di maturare molto precocemente.
Nell’ambito di questo agrume si sono evidenziate nel tempo diverse selezioni clonali derivate da mutazioni gemmarie con caratteristiche distintive soprattutto relativamente alla produttività, alla pezzatura del frutto e all’epoca di maturazione.

La pianta è di notevole vigore più o meno assurgente, poco resistente ai venti con produttività costante ed elevata nel «Monreal», con produttività media e fruttificazione incostante nelle zone interne più calde meridionali in concomitanza di elevate escursioni termiche durante l’allegagione nelle cultivar apirene. Foglie di dimensioni medie («comune», «di Nules») o medio-grandi («Tardivo»), lanceolate, con apice appuntito, di colore verde scuro, con picciolo lungo. Fiori riuniti in grappoli o isolati, medio-piccoli, o grandi («Tardivo»), con polline presente in quantità media.
I frutti di forma sferoidale, leggermente schiacciata ai poli. Buccia liscia di colore arancio. Polpa succosa, contenuto in solido solubili 10- 12° Brix. Semi assenti.
La qualità di quest’agrume è stata premiata con una IGP (Indicazione geografica Protetta) p.ubblicata sulla GUCE, serie L235 del 23.09.2003
La rete distributiva premia la varietà Clementine apireno (senza semi) dell’arco ionico per la sua maggiore resistenza al freddo e ai trasporti. L’assenza di semi, è molto apprezzata dai consumatori.
Valore alimentare ed energetico:
Acqua (g) 87,5
Proteine (g) 0,9
Lipidi (g) 0,1
Carboidrati disponibili (g) 8,7
Zuccheri solubili (g) 8,7
Fibra totale (g) 1,2
Energia (kcal) 37
Sodio (mg) 4
Potassio (mg) 130
Ferro (mg) 0,1
Calcio (mg) 31
Fosforo (mg) 18
Tiamina (mg) 0,09
Riboflavina (mg) 0,04
Niacina (mg) 0,3
Vitamina A retinolo eq. (µg) 12
Vitamina C (mg) 54
Ovviamente queste scale di valori possono cambiare a seconda della tipologia e coultivar.

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