Sedici mesi dopo il voto, a Palagiano la campagna elettorale non sembra ancora finita. Non è forse arrivato il momento di mettervi un punto e voltare pagina?
Innanzitutto, una considerazione sulla strategia comunicativa dell’amministrazione. Viviamo in un periodo difficile, con tanti problemi e poche risorse per affrontarli. Basta guardarsi intorno quando andiamo in giro. Perciò, certi comunicati “enfatici”, che però stridono con lo stato delle cose, a lungo andare diventano controproducenti e rischiano di alimentare la sfiducia verso la politica e le istituzioni. Secondo me, sarebbe meglio adottare una comunicazione un po’ più sobria. Anche perché se tutto è “straordinario”, non riusciamo più a capire cos’è veramente importante.
E qui veniamo al secondo punto che mi sta a cuore: la necessità di una dialettica matura tra “maggioranza” e “opposizione” proprio sulle questioni importanti.
Questo paese ha molti problemi, ma non tutti della stessa rilevanza. Alcune questioni prioritarie meritano di essere al centro di un confronto civile e aperto tra i gruppi politici.
Un esempio su tutti, la raccolta dei rifiuti. Se non ricordo male, l’anno prossimo scadrà il contratto in vigore, e il nuovo bando sarà in Ambito di raccolta ottimale. Non sarebbe il caso, allora, di cominciare a discutere pubblicamente su alternative e proposte per questo servizio, così da arrivare a quella scadenza preparati e senza sorprese per la cittadinanza? Soprattutto alla luce delle problematiche più generali che investono il ciclo dei rifiuti e che ormai ogni giorno leggiamo sui giornali. Questo sarebbe veramente il segno di un nuovo modo di fare politica, promuovendo percorsi di approfondimento, di partecipazione e di trasparenza.

I gruppi politici, insomma, dovrebbero sforzarsi di dare un senso più elevato alla discussione, rendendola allo stesso tempo concreta e proficua.

P.S. Mi ero riproposto di non intervenire più su questioni di politica locale. Poi l’altra sera c’è stata la grandine. E tutti sappiamo cosa significa la grandine per un paese a vocazione agricola. E poi, ancora, la questione Ilva che pende come una spada di Damocle sulla nostra testa. Forse, allora, sarebbe appropriato iniziare ad affrontare le cose con un atteggiamento responsabile e, almeno sulle questioni fondamentali, collaborativo, teso al confronto.

Giuseppe Piccoli