4 Novembre. di Carmine Gravina.

4 Novembre 2006 Off Di Life
Il quattro novembre 1918, ultima tappa
della prima guerra mondiale.

L? ITALIA ? LIBERA , non ha pi? dominio straniero, agli occhi nostri le doline, il Carso, l?infausto Caporetto, le trincee, il Piave.
Risalgono e senza speranza, i resti di quelli del pi? potente esercito del mondo, in disordine, quelle valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
I venti dei principi di libert? , fraternit? e legalit? soffiavano ancora, ma con il Congresso di Vienna (1815), abolendo i benefici di Napoleone Bonaparte che diede la prima spallata all'Austria, gi? tanti ma tanti anni prima, fin da quando la principessa Sissi amava tuffarsi nellaValle delle rose; una principessa diversa, semplice, rara, per quella dinastia manierata, che non poteva accettare il suo comportamento pi? che popolare, si Restaurarono i vecchi poteri.

Le potenti monarchie precedenti si divisero l?Italia in sette piccoli stati, la maggior parte sotto il dominio dell? Austria (Regno Lombardo-Veneto, il Ducato di Parma, il Granducato di Toscana, il Ducato di Modena e Reggio, ma il clima di repressione e censura non imped? di desiderare e tentare l?opposizione in nome dell?Indipendenza e dell?Unit?.

Ma quanti eroi, quanti martiri:
SILVIO PELLICO, PIERO MARONCELLI, SANTORRE diSANTAROSA e il conte FEDERICO CONFALONIERI, accusati di volere l?ITALIA libera dal giogo straniero,condannati a morte, graziati poi, ma costretti a marcire nel castello di Varsavia, disabitato umido, abbandonato, utilizzato come ?Il carcere di Spielberg?, in Moravia.

Tre guerre furono combattute per l?indipendenza e infine quella del 1915-1918 la prima guerra mondiale, a cui presero parte, da ogni parte d?Italia, giovani volontari come CESARE BATTISTI NAZARIO SAURO, GUGLIELMO OBERDAN che su 600 Km di aspre montagne e su vari fronti come l?Isonzo, la Marmolada, l?Adamello, l?Adige, il Tonale, il Piave ,Vittorio Veneto, fronteggiando milizie pi? avantaggiate, per vari aspetti, affrontarono inverni rigidi e aspre battaglie.
E come degni successori dei primi martiri, insieme ai 650mila caduti e 1milione di feriti,sono stati i primi padri di questa nostra ITALIA immersa in tre mari uno pi? azzurro dell?altro
.Grazie a tanti eroi,come a colui che scrisse?Fida gavetta mia, pace anche a te quass?, anche se non colmaio non brontolo pi??,che ci hanno donato una nazione libera, democratica e impegnata nella ricerca del bene e soprattutto della pace, e proiettata oggi in un avvenire ricco di sicuro benessere senza confini.?

Finch? il sole risplender? sulle sciagure umane? glorifichiamo i caduti!

CARMINE GRAVINA