In un commento a un mio post, l’utente ADANEGRO sostiene che se Grillo avrebbe “fregato” i media (questo sulla base di un mio ragionamento, secondo il quale, a differenza di quanti li gestiscono direttamente, Grillo ne avrebbe meglio compreso la natura), Tarasco avrebbe invece “fregato” un’intera comunità (quella palagianese, alla quale vendette l’ormai celebre slogan “Ti puoi fidare…”).

A dire il vero, ADANEGRO non parla esplicitamente di “comunità”, ma precisa che a rimanere “fregata” sarebbe stata la maggioranza dei palagianesi, che l’ha votato. Questa differenza, tra comunità e maggioranza, è di somma importanza per comprendere una prima diversità esistente tra Grillo e Tarasco, e per stabilire quale dei due personaggi sia in realtà più pericoloso. Proviamo a vedere perché.

Com’è facilmente intuibile, la differenza tra comunità e maggioranza rimanda alla differenza esistente tra comunità e società. Se la prima è da considerarsi alla stregua di un “corpo” (cioè un “tutto” organico all’interno del quale non è possibile il formarsi di maggioranze e minoranze. Sarebbe, dovesse accadere il contrario, come escludere l’Io dal corpo umano e aspettarsi che le sue decisioni vengano prese a maggioranza dai vari organi, o parti, che lo compongono), la seconda invece si caratterizza proprio per il suo permanere in un continuo stato di frammentarietà, per rispondere al quale intervengono decisioni prese a maggioranza. In altre parole, se nella società è possibile, e anzi necessario, far agire il principio democratico, nelle comunità, perché possano funzionare, può valere solo il principio autoritativo, da cui discende il concetto di gerarchia. Basti pensare, per comprendere di cosa in realtà stiamo parlando, alla Chiesa romana, la quale si definisce “corpo mistico” (e quindi comunità), e per la quale risulterebbe catastrofico avviare un percorso di propria democratizzazione.

Possiamo allora giungere a una prima parziale conclusione circa il “grillismo”: contrariamente a quanto finora sostenuto da molti, e giustamente rifiutato dagli stessi grillini, non siamo affatto al cospetto dell’anti-politica ma più semplicemente di fronte a un fenomeno politico caratterizzantesi, al suo interno, per il rifiuto della democrazia. Grillo rappresenta il capo gerarchico di una comunità, e quella stessa comunità, oltre a riconoscere in Grillo il proprio capo, riconosce se stessa solo attraverso il capo. Il principio ispiratore di tutto il discorso, per intenderci, è lo stesso che all’inizio del Novecento veniva chiamato Führerprinzip.

Non poteva essere altrimenti, riflettendoci, atteso che nel grillismo, inteso come movimento, sono confluiti «un guazzabuglio di umori, insomma, più che di idee», come giustamente dice Luigi Castaldi. «È luogo di raccolta, infatti, di numerose suggestioni culturali dalle più varie provenienze (giacobinismo, luddismo, pauperismo, ecologismo, democrazia diretta, un po’ di filosofia New Age) che vi confluiscono perdendone la specificità, pur senza arrivare a una vera e propria sincresi».

Ora. Non mi sembra che le stesse conclusioni si possano trarre anche per Tarasco. A parte l’evidente deficit di carisma (politico) e di senso della gerarchia (propria, ché quella di altri pare riconoscerla pure in modo eccessivamente abbondante) di cui egli soffre, un’altra “qualità” che lo contraddistingue da Grillo è la totale inconsapevolezza (sempre politica) con cui sembra vivere le lotte personali che si danno nella sua maggioranza, che per lui si traducono invece in chissà quali lotte di tipo partitico e ideologico.

Quest’ultimo punto, a ben vedere, somiglierebbe parecchio alle lotte intestine che si davano nei regimi totalitari, ma l’impressione è solo fugace in quanto sappiamo bene che le lotte palagianesi sono sostanziate da interessi, come dire, più terra-terra rispetto agli interessi che contrapposero (con Lenin regnante) Stalin al restante gruppo dirigente sovietico e, dentro la propria cerchia, i gerarchi fascisti e nazisti (rispettivamente guidati da Mussolini e Hitler).

Se proprio si vogliono in qualche modo definire le lotte che si danno a Palagiano, tornerebbe molto più utile ispirarsi al qualunquismo spinto (nel senso che i protagonisti di quelle lotte indossano disinvoltamente qualunque abito politico, purché risulti utile a “nobilitare” e mascherare il coacervo di interessi personali che malamente celerebbero altrimenti) e verificare che anche il grillismo possa dirsi tale.

In effetti, per via del confluire in esso di tante tendenze tra loro contrastanti e incapaci di divenire sincretistiche, si sarebbe tentati di definirlo qualunquista, ma abbiamo appena visto come la nuova parola d’ordine dal grillismo lanciata sia «comunità». E su questa parola si gioca la più grossa delle differenze tra Tarasco e Grillo. Vediamola.

Tarasco, in teoria, atteso il suo dirsi cattolico prima che politico, partirebbe avvantaggiato rispetto a Grillo. Se solo avesse voluto, infatti, invece di giungere faticosamente a elaborare la giusta risposta a un movimentismo che può dimostrarsi suicida (ne sanno qualcosa quelli di Rifondazione comunista, il cui declino è coinciso col loro aderire ai movimenti che si davano nella società. E tale rischio deve essere stato ben presente a Grillo, per indurlo alla scelta di tipo comunitario), avrebbe potuto trasferire il suo essere cattolico in politica e così forgiare, sulla base di quella sua appartenenza, un proprio movimento politico (che non avrebbe mai corso il rischio tipico dei movimenti, in quanto più che movimento il suo sarebbe stato sin da subito embrione di una più larga comunità politica). Tarasco invece, da buon cattolico fedele ai precetti di madre Chiesa, ha acconsentito di farsi rappresentante di una coalizione che contava sulla presenza di “parti” (i partiti) della società già in lotta tra loro. In questo senso la sua è stata una scelta di laicità, in perfetta sintonia con la scelta effettuata da tempo dalla Chiesa, da quando cioè sa di non poter più esercitare sulla società la aperta pretesa di renderla comunità ad essa gerarchicamente sottomessa.

Per quanti si dicono democratici, questa scelta compiuta da Tarasco è solo da apprezzare. Voglio invece adesso vedere come proveranno, gli stessi sedicenti democratici, a giustificare la scelta compiuta da Grillo.

Mimmo Forleo

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

6 pensiero su “Affinità e divergenze tra Grillo e Tarasco”
  1. Signor FORLEO, mi scusi, la invito ad essere coerente, innanzitutto con se stesso. Non vorrei tediarla. Il suo commento sembra una parodiade senza testa e senza coda. Non me ne voglia. La seguo sempre con attenzione, ma questa volta, forse, per timore di esternare qualche pensiero più recondito, ha detto e non detto. Si è nascoto dietro una inutile comparazione tra GRILLO e TARASCO, evitando, coscientemente, di dire quello che pensa realmente. A mio parere, Lei, si è voluto nascondere dietro analisi filosofiche e sociologiche trascurando nei fatti il fulcro dei problemi. Prendendo spunto da alcuni suoi passaggi mi è venuto in mente di chiederLe e di chiedere in senso generale: Ma lei vive e/o vivete a Palagiano o in altri comuni? – La domanda nasce spontanea. Scusi – scusate, ma ci siamo resi conto che in questo comune non abbiamo un SINDACO? – Io vedo il nostro primo cittadino solo nella veste di un NOTAIO. Santa pazienza, ma solo chi scrive si è accorta che TARASCO assolve esclusivamente alle indicazioni del DUO. Il resto non conta. Vorrei essere più chiara onde evitare equivoci. Io non sono contro il DUO, nemmeno a loro favore, anzi mi sono indifferenti. Stò per gli interessi generali di Palagiano. Sono per la ripartizione delle risorse economiche per tutte le cooperative sociali di Palagiano e non solo per alcune; sono a favore del sostegno economico delle cooperative che svolgono servizi ausiliari sanitari con l’utilizzo ambulanze e non solo per quella dove vi sono, in qualità di addetti, ex amministratori uscenti e parenti del NOTAIO.

    Non siete a conoscenza che il sindaco del comune di PALAGIANO nei giorni scorsi è stato “costretto” a partecipare alla presentazione del candidato locale del partito UDC-LISTA MONTI. Oggi, invece, questa sera, è costretto ad assicurare la sua presenza per l’altro candidato locale del PD. Non faccio i nomi altrimenti il signor LIFE censura. Spero, comunque, di essere stata comprensibile. Anche qui la domanda nasce spontanea: “Tarasco è il sindaco di tutti i palagianesi o è solo degli elettori dei due menzionati partiti?”-

    Caro signor FORLEO è difficile argomentare in modo chiaro invece di utilizzare scorciatoie, comaparazioni poco comprensibili o con terminologie di non semplice metabolizzazione? – Guardi, per essere ulteriormente più chiara, ribadisco, a sostegno del mio pensiero sul nostro sindaco , da me definito NOTAIO, che alcuni giorni orsono,costui, con molta “leggerezza” ha firmato una DELIBERA di incarico legale (questione edilizia cooperative zona – 167 – ARNESE- molto onerosa economicamente) a favore di una legale (segretaria locale del PD), barattata in cambio della nomina, come quota rosa, di assessore della giunta comunale in sostituzione dell’assessore uscente Maria Grazia MELLONE. E’ vergognoso pensare che una situazione così delicata, senza offessa alcuna per la giovane professionista beneficiaria dell’incarico, venga assegnata senza tener conto di altri consulenti presenti sul territorio, altrettanto capaci di assolvere a tale incarico. Chiaramente queste situazioni inducono chiunque a pensare che a Palagiano COMANDAVANO, COMANDANO E COMANDERANNO SOLO IL DUO- Mi verrebbe voglia di dire all’aspirante neo-parlamentare INGROIA che a Palagiano ci vorrebbe la RIVOLUZIONE CIVILE per riportare DEMOCRAZIA E LEGALITA’. Pensavamo di averle ottenute con la elezione a sindaco di TARASCO, invece è stato solo “UN CALESSE” – tipica esternazione coniata nel film di TROISI: PENSAVO FOSSE AMORE, INVECE ERA SOLO UN CALESSE”. Attenzione questo è solo l’inizio di una lunga serie di malaffari che sono prontia decollare. Attendiamo l’esito dell’elezioni politiche.
    Noi su queste situazioni dobbiamo aprire un tavolo ed interloqiure. Mettere a nudo una serie di comportamenti censurabili dal punto di vista etico e, forse, anche penale, rientra nella competenza di ognuno di noi. Le delibere sono atti pubblici e, quindi, posso essere verificate; i fatti di cui sopra sono noti ed incontrovertibili – il sindaco che parteggia per due partiti è un fatto – Di che cosa dobbiamo temere? – Questi signori stanno ulteriormente martoriando un paese che regredisce da anni e noi ci soffermiamo sulla “comparazione tra comunità e maggioranza”.

    Ricordi signor FORLEO che il sindaco TARASCO ha già dimostrato, in poco più di 8 mesi del suo mandato, il proprio fallimento, mentre GRILLO E I GRILLINI devono ancora dimostrare se sono CAPACI E/O INCAPACI DI DIRE E DI FARE.

    Concludo dicendo, in maniera convinta che TARASCO non è un qualunquista, ma solo un NOTAIO del DUO. Egli deve solo firmare e assecondare la volontà di costoro.

    Apriamo un tavolo di discussione e di confronto, ma facciamolo argomentando in modo comprensibile per tutti.

    ADANEGRO

    1. Gentile ADANEGRO, mi scuso per la eventuale “oscurità” del mio scrivere, ma pensi che Life – me lo confidava proprio ieri – sta riscontrando lo stesso problema con la scuola di formazione politica voluta da Luce & Sale. Questo a mio parere significa che è praticamente impossibile risultare più “chiari” trattando certi argomenti, a meno che non si voglia correre il rischio di banalizzarli. Non si sfugge, voler rendere più “facile” la filosofia e la politica è paragonabile alla pretesa di avere un libro di matematica che non comprenda formule e numeri.

      Che dire riguardo a tutto il resto, in cui ingiustamente mi accusa di essere distratto di fronte alla realtà palagianese?

      Be’, mi pare di aver scritto anzitempo (si era ancora in campagna elettorale) e abbastanza chiaramente (in quel caso) di quanto poteva accadere, ed è accaduto, in caso di vittoria di Tarasco. Pensa davvero che io possa dirmi sorpreso dallo spettacolo che si svolge sotto i nostri occhi? E pensa forse che i palagianesi (votanti Tarasco e non) abbiano bisogno dei miei “occhi” per osservare quanto si sta dando?

      Mi creda, a vederci bene quando le cose accadono son capaci tutti; è prevederle che richiede qualche capacità in più. No, non mi fraintenda, non sto parlando di capacità divinatorie o di cose simili, sto facendo riferimento agli strumenti analitici che solo le discipline “oscure”, quali la filosofia politica unita a un pizzico di logica, possono permettere. Diversamente, si va avanti di sorpresa in sorpresa e ogni giorno sembra che sia il primo.

      Non trascuri allora la mia analisi del grillismo, magari (ma non glielo auguro) un giorno potrebbe scoprire che ho ancora una volta ragione.

      Per finire le muovo un unico appunto, circa una certa “ingenuità” che è propria del suo discorrere (mi perdoni, ma voglio sperare nella sua comprensione) e che è presente in ogni società pronta a far sua qualunque proposta che appaia politicamente alternativa, fosse pure di tipo totalitario.

      Lei scrive: “a Palagiano ci vorrebbe la RIVOLUZIONE CIVILE per riportare DEMOCRAZIA E LEGALITA’. Pensavamo di averle ottenute con la elezione a sindaco di TARASCO, invece è stato solo “UN CALESSE” – tipica esternazione coniata nel film di TROISI”.

      Ecco, questo è il vero punto debole del suo discorso, destinato a perpetuarsi e a perpetuare un problema non risolvibile attraverso il cambiamento che lei chiede. Per farla davvero semplice, le dirò che i santi pare siano buoni per chi ci crede, ma solo in vista di una salvezza ultraterrena. Su questa terra, invece, la salvezza può solo garantirla la consapevolezza che finché c’è occasione di peccato, il peccato tornerà a presentarsi. E pure il peccatore.

      In altre parole, chiedere che il Comune si faccia distributore di risorse, significa attribuire potere discrezionale su quelle risorse a qualcuno, e quel qualcuno, immancabilmente, deluderà qualcun altro. Quindi, se vuol continuare a credere ai santi e al loro influsso benefico sulla salvezza delle anime, smetta di cercarli ossessivamente per farne degli amministratori.

      Mimmo Forleo

    1. Life, se conosci una filosofia (diversa da quella occidentale), gradirei tu la trattassi approfonditamente. Sarei davvero curioso di conoscere un’arte in grado di far soccombere sempre chi se ne rende utilizzatore. Magari soltanto per verificare se Palagiano conta diversi suoi cultori, a loro insaputa.

      Mimmo Forleo

  2. Signor FORLEO La ringrazio per la Sua pazienza; non me ne voglia, ma ho notato che quando viene stimolato alla chiarezza i suoi commenti filano lisci come l’olio. La credo quando sostiene di aver anticipato che l’elezione di TARASCO sindaco sarebbe stato un errore. Mi congratulo con lei per le sue sensate previsioni, ma credo che la “MAGGIORANZA” dei palagianesi, che hanno voluto TARASCO, si sono impersonati nella figura del noto San TOMMASO. Non ha creduto sino a quando non ha veduto.
    Io non demordo. Sono testa dura; vorrei comunque insistere, per non dire perseverare sulla indizione di un dibattito, anche mediante questi strumenti e tentare di convincere, per il bene di Palagiano, gli attuali amministratori a cambiare rotta; in alternativa, a creare le condizioni di convicere costoro, almeno la “MAGGIORANZA” di essi, a rassegnare le proprie dimissioni. Dico questo perchè sono convinta che non tutti i consiglieri di “MAGGIORANZA” vengono accontentati nelle loro richieste. Basti guardare alla delibera sottoscritta dal sindaco, a favore della segretaria cittadina del PD, per l’incarico di consulente legale indicata per seguire la controversia dei suoli per l’edilizia popolare -zona 167 -contenzioso ARNESE – COMUNE DI PALAGIANO.
    Attenzione: “A causa di questo incarico, così delicato, si sono accesi dei focolai da parte di chi si era manifestato contrario”. Purtroppo questo consigliere, per ordini di scuderia, al momento dovrà masticare amaro e temporeggiare, in attesa che giunga il suo turno. Pare si tratti di un legale…

    Altri mal di pancia derivano dalla gestione dei servizi sociali che, con il defenestramento della ex vice sindaco e assessore Maria Grazia MELLONE, sono ambiti, soprattutto da parte dell’ex monello, LATAGLIATA, il quale venderebbe anche …. per divenire l’unico gestore.

    Comunque in pentola, o se vi piace meglio, sul fuoco vi è ancora tanta di quella carne che potrà essere servita solo a favore di chi assumerà una posizione prona…

    Auspico di riuscire ad informare, in maniera attendibile, quanti visitano questo sito o coloro i quali hanno interesse e voglia di sapere di che morte moriremo a Palagiano? Sicuramente qualcuno ironizzerà affermando: “IMPICCATI”… Okei, accetterò anche questo. L’importante è discutere.
    ADANEGRO

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