Cosi un altro Primo Maggio è andato, un’altra festa consegnata al rito della retorica ma del quale non si conosce né il valore né l’origine, è trascorsa tra i soliti comizi e concerti. I ragazzi, ubriacati dalla grande baraonda musicale, ancora una volta saranno tornati a casa soddisfatti benché, a farli ballare, resta l’instabilità del mercato del lavoro dal quale, almeno in Italia, sono sempre più esclusi. Ballano nonostante nessuno di essi, e mi ci metto pure io in mezzo che ho 8anni di precariato fortunatamente alle spalle, riuscirà a permettersi il posto dei padri ma a cui in compenso bisogna pagare la pensione.

Ma iniziamo subito dall’ennesima patacca storica. La festa del primo maggio è da sempre una ricorrenza di matrice filo comunista. Del resto, sappiamo bene che in tali manifestazione a sventolare sono soprattutto bandiere rosse in onore del conformismo di facciata di cui è intrisa la nostra letteratura. A dispetto della storia che ci racconta ben altro. La data del primo maggio, difatti, la si deve a una legge approvata nel 1866 nello stato dell’Illinois negli Stati Uniti. Stabiliva che la giornata di lavoro non poteva superare le 8 ore giornaliere. A dimostrazione che gli americani erano assai avanti anche nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori. In Europa, il primo maggio, rimase simbolico e al tempo stesso un’illusione per molti decenni, anche perché, furono anni nei quali le manifestazioni dei lavoratori che ne rivendicavano l’applicazione, finirono molto spesso soppresse nel sangue.
Ed è solo per un curioso scherzo del destino e per la straordinaria intelligenza politica di Lenin che, in seguito alla terza internazionale comunista del 1919, tale festa nata negli Stati Uniti diventa patrimonio culturale del comunismo.
Cioè di una realtà nemica del lavoratori, delle loro libertà, dei loro diritti.
Per chi vuole farsene un’idea, vi rimando a un libro che ho appena letto: “Democrazia e Terrore” di Goldman Wendy – Donizetti editore(2008).

Chiusa la parentesi storica, torniamo alle balle spaziali dell’attualità.
Oggi i giovani festeggiano e manifestano fianco a fianco con un certo mondo politico e sindacale che invece li sfrutta come sanguisughe.
A proposito di pensioni, c’è chi sostiene che ogni ipotesi di innalzamento dell’età pensionabile sarebbe pretestuosa, visto che i conti dell’Inps nel 2009 sono in attivo per circa 4,3miliardi.
Dunque, apparentemente dovremmo sentirci più tranquilli anche se, nella realtà, tra tutte le gestioni pensionistiche, solo due voci sono in attivo: il fondo per i lavoratori dipendenti per 6 miliardi circa e quello dei cosiddetti parasubordinati pari quasi a 9 miliardi.
La morale è presto fatta: i precari pagano e strapagano per i garantiti mentre a loro non vanno che le briciole.
E pagano non solo per me, decisamente più vicino alla loro età e che garantito lo sono da poco, ma anche per i dirigenti d’azienda. E bisogna anche sperare che, l’attuale crisi finisca al più presto, altrimenti saranno guai.
Ci vogliono 5,5 miliardi da trovare per coprire le prestazioni temporanee; vale a dire cassa integrazione, sussidi disoccupazione, assegni familiari e altro ancora.
Sicchè, cari ragazzi, se avete a cuore il vostro futuro abbiate il coraggio di ribellarvi ai vecchi brontosauri che vi invitano nelle piazze per farsi belli e non fanno altro che continuare a sfruttarvi.

P.s. naturalmente, mi dichiaro favorevole all’innalzamento dell’età pensionabile.
Rispettosamente, barracuda

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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