Carissimi cittadini e lettori,

fra qualche settimana l’Amministrazione Comunale avvierà una campagna di sensibilizzazione sull’importanza della raccolta differenziata, in attesa che venga attivato il servizio di raccolta porta-a-porta, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale. Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono sostanzialmente tre:

• raggiungere livelli di differenziata nel rispetto dell’attuale normativa (57% entro il 31.12.2011);

• avere un ambiente più pulito e salubre;

• ridurre sensibilmente il costo di smaltimento in discarica di rifiuti indifferenziati che attualmente è pari a circa 100 euro a tonnellata.

Una percentuale così alta (90.73%) di rifiuti indifferenziati prodotti nell’anno 2010, oltre a danneggiare l’ambiente e dunque la salute dei cittadini, a non rispettare le disposizioni normative in materia di rifiuti; oltre alla applicazione di pesanti sanzioni per i Comuni inadempienti, fa aumentare vertiginosamente il costo di smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Più alta è la percentuale di raccolta differenziata

più basso è il costo per il conferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica

meno rifiuti passano dall’inceneritore

piu’ l’aria è salubre.

Se, come prevediamo, entro un anno Palagiano raggiungerà il 50% di differenziata il costo di smaltimento in discarica indifferenziata si dimezzerà.

Palagiano ha prodotto nel 2010 ben 7.182.760 Kg. di rifiuti indifferenziati e soli 733.785 Kg. di rifiuti differenziati per un totale complessivo di 7.916.545 Kg. L’obiettivo, a dodici mesi dall’avvio del nuovo servizio, è quello di portare in discarica solo il 50% di indifferenziato ovvero poco più di 3.500.000 kg e di raggiungere, negli anni, il 70-80% di differenziato la qual cosa ci permetterà di ridurre i costi della bolletta.

Infatti, come dimostrato in altri comuni, il 70/80% di differenziata consente un risparmio economico e renderà il Comune di Palagiano uno dei Comuni più ricicloni della provincia di Taranto e dell’intera Regione.

Alcuni esprimono un timore verso la raccolta porta a porta dei rifiuti in quanto si ritiene che tale sistema di raccolta faccia lievitare i costi delle tariffe.

In verità così non è!

Infatti se è vero che inizialmente il costo del servizio è maggiore in quanto necessità di maggiore manodopera, a regime, come già detto, la quantità di rifiuti differenziati porta sicuramente dei risparmi nelle casse comunali – e quindi sulla bolletta della tariffa fino al 15-20% di possibile risparmio.

D’altra parte se vogliamo davvero evitare di fare la fine di altre regioni “sepolte” dai rifiuti il primo passo irrinunciabile è la differenziazione dei rifiuti alla fonte ovvero nelle nostre case.

“Il sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti lo praticano già da tempo milioni di cittadini in oltre 1500 Comuni in Italia con risultati soddisfacenti sia sotto l’aspetto della riduzione dei rifiuti, sia sotto l’aspetto dell’aumento della differenziata (fino al 70/80%).

Se vogliamo guarire dalla “malattia rifiuti”, il primo passo è proprio questo: iniziare con una buona differenziazione dei rifiuti alla fonte!

La raccolta domiciliare certamente comporta un cambiamento di abitudini ed un maggior numero di addetti, richiede quindi una adeguata informazione, la collaborazione di tutti ed un aumento degli occupati.

Maggiori occupati (cosa non disprezzabile coi tempi che corrono) significa maggiori costi, ma sia chiaro: questi maggiori costi sono ampiamente compensati dai minori costi di smaltimento del residuo, dai minori investimenti e dal maggior guadagno che proviene dalla vendita dei materiali ben differenziati alla fonte ed è qui che vogliamo si vada a parare: la raccolta porta a porta deve essere finalizzata al riciclo e non all’incenerimento!

E non si dica che non esiste mercato per il riciclo in periodo di esaurimento di risorse come l’attuale: il 10 nov. 2009 Assopannelli ha denunciato la carenza di legno di riciclo per la costruzione di pannelli truciolari, legno che insieme a tante altre nobili materie quali carta e plastiche viene totalmente sprecato nelle voraci fauci degli inceneritori!

Infine, e mi stupisce davvero che mai questo venga messo sul “piatto della bilancia”, perché nessuno affronta il problema dei “costi esternalizzati”, ossia i costi in termini di danni alla salute ed all’ambiente che provengono dalle attività industriali/energetiche/produttive ecc? Questi costi, riconosciuti e valutati (oltretutto parzialmente) dall’UE, variano, per l’incenerimento di una tonnellata di rifiuti da 4.5 a 21 Euro, a seconda dell’efficienza energetica raggiunta dall’impianto.

Allora, se mettiamo sul piatto della bilancia la riduzione del 20% della TARSU (o TIA) che si ottiene col porta a porta, l’assenza di costi esternalizzati, i nuovi posti di lavoro che si creano, da che parte pende la bilancia?

A me pare che penda tutta da una sola parte e che i motivi per dire sì al porta a porta -“senza se e senza ma” – siano indiscutibili. O forse a qualcuno non interessa farci guarire dalla “malattia rifiuti”?

(tratto da una lettera della dott.ssa Patrizia Gentilini dal titolo: Rifiuti – i vantaggi della raccolta “porta a porta”)

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Patrizia Gentilini

Associazione Medici per l’Ambiente (Oncoematologo ISDE Forlì)

è nata a Faenza nel 1949, si è laureata in medicina e chirurgia a Bologna nel 1975, specializzata in Oncologia a Genova nel 1980 e poi in Ematologia a Ferrara nel 1988. Ha lavorato nei consultori familiari e poi dal 1979 stabilmente in Oncologia presso l’ ospedale di Forlì occupandosi sia di Prevenzione-Diagnosi Precoce che di Terapia dei tumori, da 3 anni a questa parte si è prevalentemente occupata di paziente con problemi di tipo oncoematologico. A fine 2007 si è ritirata dall’esercizio attivo della professione. Fa parte dell’ Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL) sezione Forlì-Cesena, con l’incarico di vice presidente. Fa inoltre arte dell’Asociazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).

PER SAPERNE DI PIU’

?”Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.” Kenneth Boulding

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Novità: articolo a bilancio dei sistemi Porta a porta 2009-2010

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La raccolta “porta a porta” (2009)

Il “porta a porta”, ovvero la raccolta domiciliare dei materiali, non è un costo, è un investimento. Allora si può parlare di Gestione. E’ il solo sistema in grado di ripagare i suoi costi senza farli ricadere genericamente sulla collettività, quindi il sistema largamente più EFFICACE per ridurre la quota destinata a smaltimento. Un dato (sbalorditivo) su tutti: a Mercato San Severino (SA), in piena “emergenza rifiuti” perenne a causa del commissariamento, mentre tutto intorno a loro era un disastro sociale, economico, sanitario e ambientale, il Comune otteneva il 55% di raccolta differenziata e una incoraggiante stabilizzazione degli scarti complessivi. La tariffa che i cittadini e le aziende pagano per il servizio, una volta stabilizzata può avere incrementi legati al costo della vita, la tassa a metro quadro oltre ad essere iniqua può raddoppiare da un anno all’altro.

Il “porta a porta” è innanzitutto crescita culturale e di equità sociale, in quanto capace di creare legami fra le persone. Responsabilizza. Favorisce il controllo del territorio, la riqualificazione lavorativa degli addetti e, aspetto non indifferente, rende più appetibile un luogo sotto l’aspetto turistico. Il suo valore va ben oltre quello meramente economico, la differenza non la fanno 5 euro in più o in meno per il primo anno da quando lo si introduce, ma la qualità della vita nel suo insieme.

Tramite il porta a porta possiamo prevenire problematiche sanitarie drammatiche che sono sotto gli occhi di tutti, anche se le soluzioni che i media divulgano sono le stesse che causano i disastri.

Una discarica senza frazione organica di rifiuti urbani è di fatto innocua, altro discorso sono i rifiuti speciali e industriali, per i quali la gestione influenza impatti e costi.

Senza soffermarsi sulla crisi campana, basta guardare al Consorzio Gaia indebitato di 180 milioni di euro, per notare quanto cattive scelte politiche e mancanza di controlli possano provocare, sui “rifiuti”. Basta stare 10 minuti a Malagrotta… Non esiste una ragione valida per perseverare con gli sprechi innanzitutto immorali, della nostra società.

Abbiamo tutte le conoscenza per gestire e prevenire gli sprechi.

Basta la volontà politica di agire. La gestione degli scarti alimentari è il sistema più veloce e più economico per pianificare una RD di qualità, capace di centrare gli obiettivi. Il Comune di Roma informa che a Colli Aniene in un mese si è giunti al 63% di raccolta differenziata. Conferma quanto Novara, Asti, Treviso, Capannori, Colorno dimostrano da anni e noi “rifiutologi” cerchiamo di far comprendere a tutti:la RACCOLTA DIFFERENZIATA fatta bene CONVIENE. A tutti.

IL SITO DELLA RETE REGIONALE RIFIUTI ZERO DEL LAZIO (chi ha permesso “educando” e spronando gli amministratori, di far giungere in Regione Lazio, queste “modalità” di gestione). Anche io ne faccio parte: www.rrrlazio.it ricchissimo di informazioni sui “rifiuti”.

C’è anche il Convegno che ho pianificato e tenuto insieme al Dott. Montanari in Regione il 9 febbraio 2007 a seconda delle caratteristiche geografiche delle abitudini delle persone nei luoghi, e della produzione di rifiuti (ci si basa sui dati certificati dall’osservatorio provinciale) c’è una fase di studio non-aggirabile, per proporre i piani alternativi. (La Provincia di Roma propone un sistema agevolato) Come ha spiegato perfettamente il Comune di Colorno (PR), comunicando i dati del I anno di RD(60%): “non abbiamo avviato il porta a porta per risparmi nell’immediato, ma per contenere gli aumenti inevitabili del costo di smaltimento che avverranno a breve termine”.Stabilizzata la situazione col porta a porta, la tariffa può avere incrementi legati al costo della vita, come gli affitti delle case.

Separati col porta a porta vetro metalli carta-cartone e plastica più la frazione organica (che da sola rappresenta il 30% del totale) si va ad ottimizzare tanti altri fattori di RIDUZIONE DEGLI SPRECHI, il primo e importante è l’acqua; indirettamente, tutte le risorse racchiuse all’interno di oggetti e cibi.

L’idea di fondo: far collaborare strettamente Attività produttive., Ambiente, Gestione degli scarti, Agricoltura, con tutti gli assessorati competenti della Pubblica Amministrazione di Provincia e Comune. Le risorse di ognuno, come finanza e mezzi, possono concorrere a fare la differenza, rendendo più agevole uno sforzo considerevole soltanto nell’avvio. Quando la raccolta differenziata diventa una abitudine non servono più grandi incentivi o richiami morali: serve solo una corretta organizzazione.

Roberto Pirani.

Esperto in gestione e riduzione di materiali post consumo tramite raccolta differenziata di prossimità e altre strategie. Economista ambientale autodidatta, geometra ormai solo a tempo perso.

VI RIPORTO L’ESPERIENZA DI UN ALTRO COMUNE

Raccolta differenziata porta a porta: l’esperienza di Suzzara

Ambiente, Progetti a 5 Stelle, Rifiuti Zero, Servizi ai Cittadini Add comments

Suzzara è un paese da 18.000 abitanti, che nel giro di poco tempo ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata dell 81%!!!

…a Campagnola Emilia siamo al 57,6%.

Cosa fa la differenza?

A Suzzara hanno deciso di puntare all’indipendenza da discariche e inceneritori (che non eliminano le discariche essendone dipendenti) con varie iniziative, la più importante ed impegnativa delle quali é stata di innovare il sistema di gestione e raccolta dei rifiuti urbani (RSU) passando al sistema di raccolta “Porta a porta” estesa a tutto il territorio comunale.

Lo stesso Giulio Davoglio, Assessore Difesa e Valorizzazione dell’Ambiente – Valorizzazione delle Reti e dei Servizi Pubblici – Gestione del Patrimonio – Protezione Civile del comune di Suzzara, promotore di questa evoluzione, si é reso gentilmente disponibile a spiegarci come, perché e con quali cambiamenti per i cittadini suzzaresi.

Il primo passo é stato fissare degli obiettivi da raggiungere, per poi inserirli nel piano finanziario del comune:

• riduzione dei rifiuti/riduzione dei rifiuti conferiti

• aumento della raccolta differenziata

• maggiore equità tariffaria

Innanzitutto occorre un’importante campagna di informazione dei cittadini, per prepararli alle novità e pubblicizzare le varie iniziative del comune, la conoscenza é alla base del successo di un’iniziativa.

Riduzione dei rifiuti

Campagna Ecoacquisti, che in accordo con le attività commerciali promuove l’acquisto di prodotti con vuoto a rendere o alla spina, evitando la produzione di contenitori ed imballi.

Riduzione dei rifiuti conferiti

Diffusione del compostaggio domestico che evita l’onere del ritiro da parte dell’azienda preposta, incentivato con la distribuzione gratuita degli appositi compostatori e premiato con la riduzione della tariffa.

Aumento della raccolta differenziata

Per ottenere questo risultato il PaP é indispensabile, la raccolta stradale non é sufficiente.

Questo tipo di raccolta prevede la distribuzione di appositi contenitori che i cittadini utilizzano per raccogliere i rifiuti differenziati e che vengono esposti in strada nel giorno prestabilito per il ritiro da parte degli addetti.

E’ stata creata anche una piattaforma ecologica alla quale i cittadini possono conferire i rifiuti, anche in alternativa alla raccolta domestica e per pubblicizzarne e stimolarne l’utilizzo é stata organizzata una lotteria a premi.

Maggiore equità tariffaria

Con il passaggio da tassa a tariffa é stato riformulato il metodo di suddivisione della spesa per gli utenti e si é ottenuta l’esclusione totale della spesa dalle casse del comune.

Fattore molto importante questo, in quanto l’obiezione più frequente che viene fatta alla proposta di PaP é l’aumento della spesa per il comune, mentre invece questo metodo non comporta la gestione da parte del comune ma delega tutto all’azienda preposta alla gestione rifiuti.

Si passa quindi dalla tassa, calcolata solo in base alla superficie dell’edificio occupato, alla tariffa, che tiene conto del numero dei componenti del nucleo familiare e dell’effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti, infatti l’unica tipologia di rifiuto che incide sulla tariffa é l’indifferenziato.

Inoltre, questo metodo distribuisce i costi del servizi in modo più equo fra utenza non domestica (industrie e grandi attività) e utenza domestica (cittadini), quest’ultimi talvolta penalizzati da una ripartizione che non tiene conto dell’effettiva produzione di rifiuti.

Questo sistema di gestione, non solo finora non ha portato aggravi sulle tasche dei cittadini di Suzzara, ma ha addirittura permesso una diminuzione della tariffa!

Infatti una parte dell’aumento del costo di gestione viene assorbito dall’introito della vendita delle materie prime seconde, dal mancato costo di smaltimento e dalla diminuzione dell’aliquota provinciale riservata ai comuni che riciclano molto.

In proposito al costo di smaltimento, attualmente i comuni della bassa pagano relativamente poco in quanto proprietari della discarica, ma, a questo ritmo, la discarica é destinata ad esaurirsi ben presto ed a quel punto la spesa per la gestione dei rifiuti aumenterà decisamente!

Una più equa suddivisione dei costi ha anche il vantaggio di premiare e quindi incoraggiare i comportamenti virtuosi, ed il graduale affrancamento da inceneritori e discariche, fino all’indipendenza da queste irragionevoli pratiche antieconomiche ed altamente deleterie per la salute!

Al comune non costa nulla in più, ai cittadini solo un po’ di impegno.

Ho voluto riportarvi alcune esperienze di altri Comuni e di alcuni esperti perché ritengo importante che i cittadini di Palagiano sappiano che l’Amministrazione Comunale di Palagiano non ha inventato niente di nuovo in quanto il sistema di raccolta porta-a-porta è già praticato con notevole successo da molti altri comuni: facciamo tutti in modo che diventi un successo anche a Palagiano!

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Rocco Ressa – Sindaco