Temporale

Quasi per un arcano destino, a distanza di un anno mi sono trovato ad assistere allo stesso tipo di emergenza (blocco del traffico per l’incendio della pineta) presso la Marina di Chiatona. Erano appunto le ore 12,30- 12,40 di domenica 14 luglio, quando non all’improvviso (rimarco ancora non all’improvviso per le ragioni che dirò dopo) una sorta di tempesta mista a pioggia, vento e grandine si è abbattuto sui bagnanti che a quell’ora e numerosi, affollavano la spiaggia di Chiatona.  Inutile stare qui a raccontare le scene di vero panico che si sono presentate davanti ai miei occhi. La gente impaurita la prima cosa che ha pensato di fare è stata quella di correre ai propri mezzi per “scappare” da quella sorta d’inferno che si era scatenato. Presto tutto si è bloccato, la gente non riusciva a raggiungere e superare il sottopasso che da li a pochi minuti si è subito allagato. Il tutto poi ingigantito dal traffico quasi paralizzato sulla 106 che impediva il rapido deflusso delle auto che uscivano da Chiatona.  In mezzo alla bufera, scorgo,  all’imbocco del sottopasso in uscita da Chiatona, tre impermeabili gialli, erano i ragazzi dell’associazione di protezione civile COVER di Palagiano. Anch’essi probabilmente impauriti, ma imperterriti a cercare di derimere il traffico caotico improvvisando una sorta di corsia alternata tra chi usciva proveniente dalla zona di Massafra e chi usciva proveniente dalla zona di Palagiano. Erano giovanissimi, a malapena riuscivano a stare in piedi per la velocità del vento e dell’acqua che sferzava in modo violento; erano lì, semplici volontari, senza neppure l’aiuto di qualcuno che invece doveva stare li a coordinarli. A questo proposito proporrei all’Amministrazione Comunale un encomio a questi ragazzi, lo dobbiamo non per dire un semplice grazie, ma solo perché vengano additati ad esempio per noi adulti ed a  quanti dovevano state li a loro posto, ma che hanno preferito stare oltrove.

E’ da un po di giorni che il territorio di Palagiano, o parte di esso, è flagellato, da questi improvvisi temporali estivi, ma è anche vero che puntualmente il Comune di Palagiano, attraverso i fax di allerta meteo, è costantemente allertato ed informato sull’evolversi di questi eventi. Se poi a questo si aggiunge che il maltempo che stava arrivando era palesemente visibile e che si trattava di una domenica con una vasta affluenza di cittadini al mare, il buon senso avrebbe voluto che “qualcuno” che avesse avuto uno spiccato senso del dovere di protezione civile, avesse sommato tutte queste criticità per mettere da subito in campo le azioni di coordinamento delle forze sul territorio, oltre che allertare tutte le forze dell’ordine. Avrebbe fatto sicuramente il suo dovere.

In passato, mi sono occupato della protezione civile come amministratore di questo Comune, e l’ho fatto facendo approvare il piano di emergenza e il regolamento comunale di protezione civile, dove ad ognuno veniva assegnato uno specifico compito. Un bel lavoro, rimasto sostanzialmente nel cassetto per un po di anni per essere ripreso e consultato ogni qualvolta capitano situazioni di questo tipo.

Finita l’emergenza ritorna nel cassetto. E la formazione?, e il senso civico prima ancora di quello istituzionale che deve pervadere tutti i responsabili della protezione civile comunale?.

Se ne parlerà, forse al prossimo anno o forse al prossimo evento.

Buona fortuna Palagiano.

Pasquale Rizzi (ex assessore alla Protezione civile di Palagiano)

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

8 pensiero su “CHIATONA SI SALVI CHI PUO’”
  1. Sig. Pasquale Rizzi,
    evidentemente non ha guardato bene.
    All’ora da Lei indicata anch’io cercavo di uscire da Chiatona, e sono stato AIUTATO dai vigili e dai ragazzi vestiti di giallo (probabilmente della protezione civile che dice lei, perché tra di loro qualche viso noto di Palagiano).
    Da quel che ho potuto vedere non si trattava di tre ragazzini, ma di una decina di volontari inzuppati d’acqua che si prodigavano ad aiutare la gente e sinceramente non mi sono sembrati per nulla impauriti!.
    Anziché denigrare l’operato di tutti, come la maggior parte della gente di Palagiano sta facendo in questi giorni, dovremmo tutti essere più rispettosi e cauti in casi di emergenza.

    Giampiero Petralla

  2. Le posso confermare che si trattavano di ragazzi della protezione civile e non di vigili. Io ho anche scritto che a questi ragazzi bisognerebbe proporre un encomio. Poi se Lei Sig. Petralla crede che starsi zitti e non denunciare le cose che non funzionano in questo paese sia la soluzione migliore (me lo documenti) allora seguirò il suo consiglio. Io all’inbocco dell’uscita da Chiatona (zona mare RIPETO) non ho visto decine di volontari ma solo tre ragazzi della Cover che conosco benissimo e questo è un dato documentabile anche da testimoni.
    Comunque il mio commento voleva solo mettere in evidenza la necessità di un coordinamento tra tutte le forze in campo che evidentemente non c’è stato. Se poi vogliamo che le cose continuano così………. buona fortuna Palagiano!
    Pasquale Rizzi

  3. Sig. Rizzi, la consideravo una persona obiettiva, ma evidentemente devo ricredermi.
    Non capisco se parla così perché ha il dente avvelenato da ex amministratore o perché vuole condurre una battaglia contro qualcuno, ma poco mi interessa.
    Io non sto zitto se ho da fare qualche denuncia la faccio nelle sedi opportune e con tanto di documentazione a corredo, non faccio polemica su un sito web. Se davvero voglio che la mia denuncia produca risultati positivi per il futuro.
    Posso portarle testimoni che documentino con foto la presenza di decine di volontari di più associazioni.
    Ma poi mi chiedo: se lei era in auto ed è uscito da Chiatona come può sapere che non c’è stato un coordinamento? Questo io lo lascerei dire agli addetti ai lavori.
    Giampiero Petralla

  4. Signori, da perfetto profano – in quanto non ho mai pensato di rendere remunerativo il diploma da geometra che pure mi ritrovo, e poiché confesserei il falso se dovessi affermare che anche un solo giorno della mia vita l’avrei dedicato alle interessanti (e per certi versi interessate) tematiche concernenti la protezione civile – mi chiedo se siano necessarie competenze particolari per comprendere ciò che a questo punto avrebbero dovuto comprendere anche un bambino o un sindaco qualsiasi: Chiatona va dichiarata inagibile, almeno per il periodo estivo.

    Apprezzo tantissimo le letterine che i nostri amministratori inviano regolarmente anche al presidente della Repubblica – non fosse altro perché, conoscendo il loro modo di esprimersi quando sono costretti a farlo in italiano, chiunque può in meno di cinque minuti apprendere l’estremo stato di disagio (anche culturale) che si vive da queste parti – ma temo che né il mio apprezzamento e neppure un miracolo potranno garantirci per sempre contro il probabile ripetersi di tragedie come questa:

    http://www.youtube.com/watch?v=0LWDfV-CebI

    Mimmo Forleo

  5. Cmq è vero che la gente il più delle volte rischia di fare la fine del topo in trappola. Lo dicono ovunque, che in caso di temporali o improvvisi monsoni è consigliabile non avventurarsi con le auto in sottopassi…specialmente se sei a chiatona dove è risaputo che quel sottopasso è sotto il livello del mare. Altro che vigili o volontari…qui ci vogliono gli assistenti di sostegno. Resta una cosa.Chiatona dal punto di vista logistico è un posto fuorilegge. Sia perché l’unico accesso diretto è un sottopasso da killer, sia per l’uscita dal bosco in strade che hanno la larghezza di una pista da bowling. Questo non vuol dire che sto implicitamente avallando la tesi di qualcuno sull’apertura di una nuova via di fuga( o nuova trappola per topi). Gradirei soltanto che la marina fosse resa libera dalle auto che affollano le strette strade, perché come peraltro già altre volte è successo, potrebbero essere le ambulanze ad avere problemi di mobilità.

  6. Perché sviare il discorso sul problema dell’obiettività (che peraltro ho già spiegato), anziché rispondere alla mia domanda?
    Non si preoccupi, gliela ripropongo certo di una sua risposta soddisfacente: “se lei era in auto ed è uscito da Chiatona come può sapere che non c’è stato un coordinamento? Questo io lo lascerei dire agli addetti ai lavori”

    Giampiero Petralla

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