Politica

Comunicato Stampa FLI

            L’On. Patarino, Vice Presidente del gruppo FLI alla Camera dei Deputati e coordinatore provinciale del partito della provincia di Taranto, prendendo spunto dall’interessante intervento del Presidente FINI, tenuto nella Sala della Lupa a Montecitorio in occasione del convegno nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori sul tema “L’Agricoltura nei 150 anni dell’Unità d’Italia”, ha inviato una circolare  a tutti i coordinatori cittadini di FLI di terra jonica, invitandoli ad individuare, ciascuno per il proprio comune, imprenditori ed esperti del settore di accertata autorevolezza per approfondire con loro una così importante questione e studiare proposte concrete da avanzare come FLI nei vari consessi.

            Quello che ha sostenuto il Presidente della Camera, ha precisato il parlamentare jonico, riprendendo testualmente le sue parole : “ Il Made in Italy agroalimentare è un marchio che si distingue anche per il primato della sicurezza, tanto che l’UNESCO ha riconosciuto la dieta mediterranea come modello nutrizionale per una sana alimentazione. Ma, se l’agricoltura italiana ha dimostrato una eccezionale vitalità, è purtroppo mancata invece nel nostro Paese una coerente politica industriale e commerciale in grado di valorizzare le tipicità…” merita un’attenta valutazione.

            Ciò che denuncia FINI, ha aggiunto, l’On. Patarino, se vale per l’agricoltura nazionale in generale, deve far riflettere e deve spingere ancor più quelli del SUD a reagire per assicurare al settore il rispetto e l’attenzione che merita e per tutelare e valorizzare l’alta professionalità, conquistata sul campo dai nostri agricoltori – soprattutto le nuove leve, fatte di giovani, anche donne, diplomati e laureati – che vi si stanno dedicando con passione ed entusiasmo e con risultati di altissimo livello.

L’obiettivo – ha concluso Patarino – per quanto ci riguarda, come esponenti di partito e come cittadini che amano la propria terra, è sicuramente economico, per le grandi opportunità di lavoro che un settore generoso come l’agricoltura può offrire, ma è anche e soprattutto sociale.

Un’agricoltura, più forte, più ricca, più moderna, più attiva, più soddisfacente, oltre a garantire stima, rispetto e reddito per chi la pratica, può rappresentare, anche da sola, il più grande rimedio per porre un freno a quella che da tempo è diventata la più preoccupante malattia meridionale di questo primo decennio del 2000 : l’Emigrazione, che, ed è ciò che deve suonare come un continuo campanello d’allarme, non è più solo quella delle braccia, è anche quella dei cervelli che vanno via, che lasciano la nostra terra per andare a produrre ricchezza e benessere altrove.

Cordiali saluti.

 

Roma lì, 16 dicembre 2011

                                                                                                   per la segreteria

                                                                                              Angelo Giandomenico

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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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