Una decina di alberi crollati nel centro abitato di Palagiano in una giornata di vento, con rischi  per persone e cose, e tutti pronti a dare la colpa al vento, per salvarsi l’anima. Ed, invece, così non è! O, ad esser buoni, non esclusivamente così! Abbiamo denunciato più volte in passato lo scempio che amministratori insipienti e “tagliatori di alberi” improvvisati  provocavano al nostro (già scarso ) patrimonio arboreo, con i conseguenti gravi danni anche alla salute e alla stabilità degli alberi. Ma si sono sempre nascosti dietro il “non ci sono soldi” (per questo!) e “quelli di Legambiente sono sempre contrari a tutto”.    E allora, facciamo parlare gli esperti:

 “I pini sono alberi complessi caratterizzati da una particolare architettura arborea che crea delle strutture rigide capaci di resistere perfettamente ai venti. I nostri pini mediterranei,  principalmente Pinus pinea e Pinus halepensis, sono degli autentici capolavori di resistenza e resilienza, progettati da madre natura per vivere in condizioni estreme. I pini giocano col vento, non lo subiscono. Il Pinus pinea ha una chioma a ombrello totalmente rigida in cui tutti i rami si bilanciano tra loro e basta vedere da vicino una di queste strutture per capire che al contatto con il vento nulla si muove. La chioma, anzi, sembra quasi sospesa nel cielo come un grosso disco volante riuscendo a smorzare completamente la forza del vento e abbattere tutta l’energia che può incidere sulle radici…. . Nel Pinus halepensis i (il nostro Pino d’Aleppo) il discorso è decisamente più articolato perché l’albero si muove sinuosamente a contatto con il vento. La chioma è formata dai cosiddetti “globi di fronda” che lo rendono simile a una nuvola… Questi globi di fronda, tutte strutture rigide, formano una cortina frangivento sin da terra dove ogni cosa è al suo posto come in un perfetto ingranaggio che permette l’equilibrio tra tronchi. Queste affascinanti caratteristiche hanno un unico scopo: dissipare tutta l’energia possibile che può incidere sull’apparato radicale. 

Nellecittà la gestione dei pini si fa problematica per via della cementificazione  che reprime la crescita lussureggiante e l’architettura di questi straordinari alberi. Il primo errore che viene fatto nella potatura dei pini è la cosiddetta “cimatura” che è un’azione fortemente sconsigliata. Essendo la chioma del pino una struttura chiusa, compatta e caratterizzata da rigidità per resistere ai forti venti, l’intervento di cimatura interrompe per sempre questo perfetto meccanismo mettendo in crisi l’albero.  Le chiome aperte e fortemente diradate del Pinus pinea creano rotture di branche considerevoli, schianti o addirittura la morte dell’albero.Stessa cosa nel Pinus halepensis, che spesso viene potato a scopazzo con un ciuffo verde nella parte alta e quindi diventando preda dell’effetto vela e quindi pericoloso. 

La potatura dei pini, quindi, deve essere affidata esclusivamente a arboricoltori specializzati. E’ una potatura che non si improvvisa.  ..Si tratta di interventi minuziosi e mirati che non devono assolutamente compromettere gli equilibri dell’esemplare arboreo.

 Il periodo per potare i pini è l’autunno-inverno, quando l’albero è in riposo vegetativo. Interventi effettuati in primavera – estate vanno a compromettere le funzioni vitali dell’albero fino a renderlo instabile. In città, per l’incolumità pubblica, si può intervenire per l’eliminazione del secco o di rami spezzati a rischio di crollo, rispettando sempre la compattezza della chioma e la sua naturale architettura. 

La superficialità e la fretta non appartengono al mondo dei pini che vanno tutelati e conservati attraverso la professionalità, la specializzazione e l’esperienza sul campo.”

            (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus)

A PALAGIANO SI E’ FATTO L’ESATTO CONTRARIO, ARRIVANDO PERSINO ALLA CAPITOZZATURA DEGLI EUCALIPTI E DEI PINI! Guardare per credere!

  • Da anni denunciamo episodi di potature selvagge, in netto contrasto con le norme di buona pratica forestale e con le linee guida dell’ EAC (European Arboricoltural Council).
  • Da anni denunciamo  la pratica della  capitozzatura che sconvolge l’assetto generale dell’albero e compromette la stabilità della pianta.
  • Da oltre 6 anni, chiediamo al Comune di Palagiano l’approvazione del Regolamento per il Verde Urbano proposto da 8 Associazioni.
  • E’ da anni che chiediamo alle Amministrazioni che si sono succedute l’attuazione di quanto dispone la   Legge n. 10/2013, che ha stabilito – tra gli altri – l’obbligo “.. per il comune di porre a dimora un albero per ogni neonato e di ciascun minore adottato ”; o quello di provvedere  “…Entro un anno… a censire e classificare gli alberi piantati, nell’ambito del rispettivo territorio, in aree urbane di proprietà pubblica.”; e ancora: “…I comuni che risultino inadempienti rispetto alle norme …  sulle quantità minime di spazi pubblici riservati alle attività collettive, a verde pubblico …. approvano le necessarie varianti urbanistiche per il verde e i servizi entro il 31 dicembre di ogni anno”.

Questo torniamo a chiedere, con ogni urgenza,  all’Amministrazione in carica.

p. Il Circolo Legambiente

        Preneste Anzolin