L’espansione dell’epidemia di Coronavirus ha evidenziato tutte le fragilità e insieme le grandi risorse di cui dispone il nostro Paese in situazioni di emergenza. A essere minacciata è la salute delle persone, come attestato da un numero crescente di morti. Ai parenti ed agli amici delle vittime rivolgiamo la nostra vicinanza ed il nostro dolore. A chi in queste ore sta lottando contro la malattia giunga il nostro calore umano. Agli operatori sanitari, al personale medico e della Protezione Civile, ai militari che stanno intervenendo incessantemente in presidi di Pronto Soccorso, ospedali, laboratori, centri di ricerca, vada la nostra riconoscenza e apprezzamento.

Da una così grande mobilitazione emerge che solo attraverso l’unità, la solidarietà e la collaborazione fra tutte le componenti della società civile, saremo in grado di superare questa crisi epidemica e alle sue conseguenze economiche e sociali.

Purtroppo, mentre il mondo della scienza e le istituzioni sono impegnate in questo sforzo straordinario a fronte di un’emergenza finora  sconosciuta, c’è un settore politico ostile che diffonde notizie, anche false e denigratorie, su web, giornali, televisioni, ed attacca sconsideratamente allo scopo di generare paura e divisione fra la popolazione, diffondendo nel mondo un’immagine vergognosa del nostro Paese.

A sostenere l’urto di questa inaspettata epidemia rimane il nostro Sistema Sanitario Pubblico, che da essere uno dei migliori al mondo, subisce tagli sconsiderati, dismissioni, impoverimento delle risorse umane. Tutte politiche manageriali volte più a una visione contabile che a una vera funzione assistenziale, di prevenzione e cura.

La conseguenza della regionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, di fatto, ha prodotto la sua frantumazione, evidenziando le disparità esistenti fra le varie regioni e permettendo ai poteri politici locali di esercitare un ruolo determinante nella direzione delle strutture sanitarie e nella scelta del personale dirigente.

Contemporaneamente, una ingente risorsa pubblica, 37 miliardi di euro, pari al 70% del bilancio delle Regioni, che potrebbe essere utilizzata per assumere stabilmente più medici negli ospedali pubblici, viene dirottata verso un sistema sanitario privato, diventato un vero e proprio affare per imprenditori “convenzionati” (rimborsati con soldi pubblici) che in tal modo si sostituiscono al servizio pubblico.

In questa situazione di emergenza, di grande significato è la decisione del Ministero della Difesa di aprire strutture e ospedali militari, mettendo a disposizione luoghi e posti letto, atti ad accogliere eventuali contagiati che necessitano di misure cautelari e di isolamento.

Al governo e alle forze politiche rivolgiamo l’invito perché si ponga rimedio allo squilibrio esistente nella sanità pubblica, invertendo la tendenza degli investimenti, riducendo sprechi e inefficienze, privilegiando la Formazione, la Ricerca, l’Università.

Alla comunità tarantina rivolgiamo un appello a seguire innanzitutto le indicazioni e le direttive emanate dal Governo e dalla Comunità scientifica nazionale e, contemporaneamente, un appello alla solidarietà e a una mobilitazione sociale nazionale per affrontare e superare questa epidemia, a partire dall’impegno di ciascuno di noi a garantire il mio proprio impegno alla responsabilità in ogni ambito sociale, istituzionale, economico e produttivo.

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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