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GLI “ERRORI” DI NAPOLITANO, A MODESTO AVVISO DEL SINDACO.

 

Ho letto con attenzione quanto affermato dal Sindaco nel suo articolo relativo al comizio della coalizione “Insieme per Palagiano”.

 In particolare, mi ha colpito come lo stesso abbia voluto riduttivamente definire, a suo modesto avviso, “poveri di contenuto, errati nei principi, impacciati” gli interventi dei tre relatori saliti sul palco.

I candidati alle primarie del 7 e 8 Gennaio p.v. Battafarano, Cervellera e Cuscito, sia pure con sfumature diverse, hanno sottolineato quelli che sono i tre principi fondanti della nostra Coalizione: Ottimizzazione dei servizi, riduzione della spesa e riduzione della pressione fiscale.

Il Sindaco definisce tali principi errati.

Si tratta, fino a quando l’italiano ha un suo significato, di una condanna senza appello che dovrebbe far ritenere, fino a prova contraria, che stiamo dicendo corbellerie e che le cose, sia in termini di pressione fiscale che in termini di efficienza del settore pubblico, vadano bene così come attualmente si presentano.

Se il Sindaco avesse rispettato la sue stesse ordinanze (estendendole anche alla piazza virtuale di Palagiano.net), dirette ad impedire a politici irresponsabili di avvelenare il clima natalizio con argomentazioni politiche, probabilmente avrebbe potuto ascoltare, a poche ore di distanza, il messaggio di fine d’anno del Capo dello Stato.

Ma cosa dice di così sconvolgente Giorgio Napolitano, a tal punto da rendersi anche Lui meritevole dei rimbrotti rivolti dal Sindaco ai nostri candidati?

“Dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, è cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive”.

Giuro che non sono parole mie e che non ho interpolato alcuna parte del discorso essendomi limitato, nella sostanza, a fare un copia ed incolla.

Non mi si venga a dire che l’affermazione del Presidente della Repubblica riguarda lo Stato nazionale, come se ci fosse una scissione insanabile tra Stato e realtà territoriali.

Oggi, dopo la modifica del Titolo V, Parte II della Costituzione, l’art. 114 recita che “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”.

Fino al 2001, invece, lo stesso articolo diceva che “Lo Stato è costituito da…..”.

Tale precisazione serve soltanto ad impedire, da subito, qualsiasi disputa nominalistica, tesa a sfuggire la sostanza del discorso di Napolitano.

Dunque, l’affondo del Presidente riguarda il settore pubblico nella sua interezza, di cui viene denunciata la sempre maggiore invasività, il maggior peso, i maggiori oneri progressivamente assunti nel tempo.

Il linguaggio, pur appartenendo ad un uomo di sinistra quale Napolitano, risulta essere estremamente diretto e chiaro nel condannare, senza mezzi termini, la dimensione abnorme che il settore pubblico ha assunto in Italia.

Come si traduce tale dimensione abnorme?

In un sistema che “….ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni future”.

Come si esce da tale situazione?

Ancora una volta non facciamo parlare Battafarano, Cervellera o Cuscito ma Napolitano.

“….è necessario riconoscere come si debba senza indugio procedere alla puntuale revisione e alla riduzione della spesa pubblica corrente: anche se ciò comporta rinunce dolorose per molti a posizioni acquisite e a comprensibili aspettative”.

Riduzione della spesa pubblica corrente! Toh, uno dei principi errati di cui parla il Sindaco.

Conseguenza della riduzione della spesa pubblica senza fare macelleria sociale?

Logico: ottimizzazione dei servizi. Guarda un po’….un altro dei nostri principi errati!

Obiettivo di tale azione?

Ridurre “….tasse troppo pesanti”. (basta simulare un calcolo della prossima IMU per comprendere di cosa stiamo parlando a livello comunale!).

C’è da non crederci!!! 3 su 3! En plein e fuochi d’artificio alla magnifica povertà dei contenuti ed inadeguatezza dei principi condivisi da Battafarano, Cervellera e Cuscito.

Stiamo lavorando da mesi per un linguaggio che oggi, a livello nazionale, è patrimonio anche di un uomo al di sopra di ogni sospetto rispetto all’accusa di liberismo: Giorgio Napolitano!

Non siamo presuntuosi e diciamo subito che non abbiamo inventato niente!!!

Ci siamo solo limitati a studiare, studiare ed ancora studiare, arrivando a capire per tempo quali sarebbero state le sfide che la Politica sarebbe stata chiamata ad affrontare.

Ora sappiamo che dalla nostra parte, pur professando principi che il Sindaco ha bollato come errati, abbiamo un “tifoso” d’eccezione: il Presidente della Repubblica!

 

 

Un saluto

Donato Piccoli

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