Renzo Tondo Governatore del Friuli ha argutamente definito un “capolavoro” l’elezione di un post-democristiano alla guida di un partito a maggioranza post-comunista. Un capolavoro perchè l’assenza di una profonda revisione politica della storia della sinistra contrassegnata innanzitutto dallo scontro fra socialisti, socialisti democratici e comunisti ha dato come esito la formazione di un partito di sintesi (che viene sempre rivedicata come fondativa) delle culture cattolico progressiste e comuniste. Naturalmente si deve tenere conto che quest’assenza di processo revisionistico ha tuttavia consentito al centro-sinistra di essere maggioranza per ben due volte nel paese e di costruire un ipotesi di superamento delle esperienze del novecento attraverso un nuovo partito che assumesse sempre di più le sembianze di un partito “all’americana”, molto in presa diretta con il popolo, vocato alla rappresentazione di interessi larghi, diffusi financo contrapposti.

Un’operazione che ha messo in moto simmentricamente Berlusconi che ha fatto esattamente la stessa cosa riuscendovi meglio. In questo caso però non é difficile sostenere esattamente lo stesso pensiero di Tondo, anche questo è un bel capolavoro perché ha assorbito,le tendenze democristiane più autonome, ha saccheggiato abbondantemente nel pensiero liberale, ha annientato comprendendola nel suo seno la destra democratica mutuandone le tematiche più strettamente legate al governo dell’ordine pubblico, ha valorizzato posizioni socialiste singole e sfuse esaltandone l’elemento della testimonianza giammai quello dell’autonomia e dell’identità,lo stesso dicasi per altre tendenze ultra-minoritarie tuttavia presenti nel patch-work populista.

Il ritorno ad una chiarezza di fondo di ciò che deve rappresentare il Pd, cio che è, non ciò che non è diventato con Veltroni, può suscitare anche il compiaciuto disincanto di chi pensa allo strazio ed all’amara nemesi che ha colpito il vecchio gruppo dirigente del Pci, ma parimenti dovrebbe incominciare a far riflettere chi , in cuor suo non ha abbandonato la propria matrice socialista, riformista, liberale (non liberista) e incominciare a domandarsi se per caso non sarebbe utile un big.bang di natura politica anche per quest’area. Anzichè contestare al povero Peppino Englaro, che ha dichiarato la sua totale adesione al Socialismo di Bettino Craxi,le compagnie che lo hanno sostenuto perché non incominciare a domandarsi perché al suo fianco non ha ritrovato tutt’area politica proveniente dal PSI e non solo un residuo di quella?
Perché continuare a sostenere politiche insostenibili su terreni diversi (l’economia, l’ordine pubblico,la laicità dello Stato, la politica mediterranea) e tentare di richiamarsi ad una medesima comune radice politica?
Il potere é un fattore momentaneo, le mancate svolte politiche, i ritardi faranno vivere anche al paese gravi momenti, l’assenza troppo prolungata di un Partito socialista moderno degno di questo nome sta minando la stessa dialettica democratica. Il PD qualora ritrovasse smalto elettorale non potrà essere la sola risposta politica e la sola alternativa credibile a sinistra, non lo sarà, ed il “capolavoro” per noi socialisti sarà un occasione per lanciare una sfida politica che si esca o no vincitori dalle elezioni di tarda primavera, la nostra storia ha una lunga prospettiva, basta saperla cogliere.

P.s. – Devo riconoscere nel giovane Barracuda che scrive su Palnet una capacità intuitiva non trascurabile, anche alla luce di ciò riportato nel suo ultimo post. Aggiungo altresì che gli eredi di Turati stanno nel Partito Socialista, attualmente come sappiamo non disponiamo di una visibilità né numerica né mediatica, ma certamente ben disposti e determinati affinchè si arrivi alla formazione di una sinistra ben più larga di ispirazione socialista riformista, laica e libertaria come fortunatamente possiedono le più grandi democrazie d’Europa, ma non l’Italia.
In quanto all’eventuale effetto domino provocato dalla crisi del PD che inevitabilmente colpirebbe anche il centrodestra…beh.. desidero rassicurarti. La politica anonima e senza prospettive gli italiani la stanno vivendo sulla loro pelle già abbondantemente…si tratta solo di attendere la fine del sogno e della politica virtuale, impasto tra perdita reale di rappresentanza da parte del popolo e spot speculativi sulle paure della gente ..la fine del “sogno” come dicevo non tarderà ad arrivare.

Saluti V.L.

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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