È arrivata anche quest’anno.

L’evento che era un fiore all’occhiello per l’agricoltura palagianese, trasformato in una semplice e banale festa di paese.

Dove si pensa a riempire la piazza con “specchietti per le allodole”, escamotage nazional popolari (o trucchetti populisti, chiamateli come volete) e ci si dimentica che le clementine stanno ancora sugli alberi, in attesa che qualche grossista abbia il buon cuore di fare l’elemosina a una categoria professionale a cui politica e mercato hanno messo, di concerto, il coltello alla gola.

L’atavica assenza di una visione programmatica, di supporto e stimolo al marketing agricolo, da parte della nostra classe dirigente – con qualche dovuta ma rara eccezione – non è una novità.

Lo è invece la miopia arrogante e la cieca inabilità di ammettere i propri limiti da parte di questa amministrazione, che riesce soltanto ad autocelebrarsi con slogan mediatici sui social, che nulla hanno a che fare con una sana e costruttiva azione amministrativa.

La loro incapacità sarebbe tragica e causa di una forma molto cristiana di compassione, se a questo non si unisse una sospetta malafede.

Dico sospetta perché non è mia intenzione accusare nessuno. Ma a giudicare da certi movimenti, spulciando qualche carta, qualche dubbio viene:

  1. come si spiega e giustifica il contributo di euro 35.520,00 con compartecipazione del Comune su un progetto di euro 88.800,00, concesso il 24.07.2018 dalla Regione Puglia, e sconosciuto fino a qualche giorno fa (29.11.2018) all’ufficio ragioneria perchè gestito (in base agli atti della corrispondenza) direttamente dal Sindaco? Da dove prenderemo i restanti 53.280,00 euro per completare il progetto? Come mai il contributo all’associazione organizzatrice dell’evento è invece di 10.000,00 euro?
  2. Come mai alla Pro Loco Palagiano, che aveva richiesto la gestione dell’evento in data 11.10.2018, è stato risposto dal Sindaco, in data 22.10.2018, che l’evento era affidato già ad altra associazione, se la Delibera di Giunta con cui si affida l’evento è del 07.11.2018 (n.132)?
  3. Come mai quell’altra associazione si è rivelata essere nuovamente Palagiano Promozione, che però ha presentato la propria richiesta solo il 15.10.2018, cioè 4 giorni dopo la Pro Loco?
  4. Come mai, di questa associazione, creata ad hoc con pochi soci, tutti parenti, amici e ex candidati dell’attuale amministrazione, si è dimesso il presidente, proprio subito dopo la presentazione della richiesta di gestione dell’evento?
  5. E come mai questa associazione inviava lettere alle aziende parlando di affidamento avvenuto il 6 Novembre, cioè il giorno prima della pubblicazione dell’effettiva delibera di affidamento?
  6. Come mai nella richiesta di contributo iniziale, viene citato Slow Food Puglia come partner, associazione di cui è dirigente regionale un consigliere comunale palagianese, tra l’altro fratello di una fondatrice e dirigente di Palagiano Promozione? Non è un conflitto di interessi fin troppo grossolano?
  7. Come mai il progetto della Sagra da parte di Palagiano Promozione, con relativo piano di spese, viene presentato il 13 novembre? Cioè quasi una settimana dopo la delibera di affidamento? Le valutazioni su affidamenti e contributi alle associazioni non dovrebbero essere effettuate a fronte di progetti già presentati? E come mai il Comune di Palagiano decide di affidare a una associazione che non ha presentato progetti per l’evento, mentre esclude la Proloco Palagiano che l’aveva presentato in data 19 Ottobre 2018?
  8. Come mai la Consulta delle Associazioni, per l’ennesima volta, non ha la minima idea di tutti questi passaggi, venendo meno chiaramente al proprio ruolo di monitoraggio e coordinamento? Non doveva la Consulta, così come sbandierato dal Sindaco, finalmente segnare e garantire la netta separazione tra politica e terzo settore?

Eppure il recente Codice del Terzo Settore prevede per il Comune che l’individuazione degli enti del Terzo Settore con cui attivare forme di collaborazione debba avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità, partecipazione e parità di trattamento.

Già l’anno scorso ne avevo parlato abbondantemente, denunciando tutta l’opacità delle operazioni e analizzando nel dettaglio lo strano fenomeno che è Palagiano Promozione (una specie di Pro Loco alternativa, forse necessaria perché i tentativi dell’Amministrazione di prendere il controllo della Pro Loco ufficiale sono naufragati miseramente), ed ero stato minacciato di azioni legali (che non hanno mai avuto seguito, neanche a dirlo), ma sembra proprio che dalla scorsa esperienza questa amministrazione non abbia imparato proprio niente, anzi continui a gestire in maniera scriteriata soldi pubblici in nome di una storia d’amore ormai non più ricambiato.

articolo originale su www.casapalagiano.it