Mimmo Forleo

Le strane proposte dei comunisti

Mi rendo conto di quanto sia difficile proporre una soluzione sensata, quando non si abbia la benché minima contezza del problema che si vorrebbe risolvere, ma credo che certa sinistra stia davvero esagerando con le sue continue dimostrazioni di incompetenza. Che si parli di acqua, di ambiente e, da ultimo, di denaro, sembra che a sinistra si sia scatenata una gara per aggiudicarsi l’Ig Nobel ad ogni costo.

Oggi parliamo di banche di centrali, e subito ci si imbatte in uno strafalcione meritevole di cartellino rosso: viene proposto alla BCE di fare come la FED, senza tener in alcun conto che né la Merkel e tantomeno Monti possono qualcosa per obbligare la BCE a comprare titoli di debito emessi dagli Stati. Perché di titoli di debito si tratta, e a nulla serve utilizzare l’eufemistico nome titoli di Stato; i mercati sono meno fessi di come ce li si immagina da in qualche ambiente.

Spiegato nella maniera più semplice possibile, la FED acquista direttamente buoni del tesoro USA (debiti) e li rivende al sistema bancario, che a sua volta li colloca sui mercati; la BCE presta denaro al sistema bancario, che con quel denaro acquista titoli di debito dei singoli Stati che poi colloca sui mercati. Va subito detto che entrambe le Banche Centrali non agiscono così in virtù di scelte che possono fare in piena libertà, ma per via degli statuti che ne regolano i rispettivi funzionamenti. Va inoltre fatto notare che la BCE, quando acquista direttamente piccole quantità di titoli di Stato, come ha fatto nei giorni scorsi, agisce al limite e forzando i poteri che le sono stati conferiti per statuto.

Chiarito questo aspetto, passiamo ora a specificare quali effetti comportano sul denaro le loro azioni. In pratica sortiscono lo stesso effetto, perché, in teoria, entrambe le operazioni sono finalizzate a raccogliere denaro dai mercati per conto degli Stati. Il procedimento di raccolta si svolge nel modo seguente: gli Stati dichiarano di voler contrarre un debito e si rivolgono alle Banche Centrali per ottenere denaro in prestito, le Banche “stampano” nuovo denaro, che nel caso della FED girano agli USA e nel caso della BCE alle banche, in attesa di compensarlo (azzerarlo) con denaro già circolante, una volta che sarà stata perfezionata la raccolta di quest’ultimo.

Sempre in teoria, quindi, si tratta di un gioco a somma zero: la somma “stampata” dalle Banche Centrali per prestare denaro allo Stato (caso FED) o alle banche (caso BCE), viene azzerata nel momento in cui le banche vendono i titoli di debito emessi dagli Stati; il denaro circolante incassato dalla vendita va così a sostituire il denaro virtuale creato per un breve lasso di tempo e questo lascia apparentemente intatta la base di denaro realmente circolante. Perché apparentemente? Perché il sistema di riserva frazionaria, in effetti, rende duratura nel tempo l’emissione di denaro originaria, che doveva essere temporanea.

Sarebbe lungo stare a spiegare come funziona il sistema della riserva frazionaria, sappiate però che esso funziona dalla notte dei tempi e che di fatto moltiplica la quantità di denaro circolante.

Dunque, la soluzione individuata da Rifondazione e consistente nel parificare i metodi operativi della BCE con quelli della FED, è economicamente parlando una vera fetecchia; nella pratica i due metodi non sono alternativi, poiché comportano gli stessi effetti. Più interessante sarebbe chiedersi dove conducono gli effetti provocati tanto dalla FED quanto dalla BCE.

Entrambi i metodi portano a un aumento della quantità di denaro realmente circolante, effetto conosciuto col nome INFLAZIONE. Ora, poiché sappiamo, o dovremmo sapere (anche i comunisti), che la prima conseguenza comportata dall’inflazione consiste in un progressivo impoverimento dei ceti più deboli, che Rifondazione dice di voler porre al riparo dalle azioni nefaste della “speculazione”, dovrebbe esserci altrettanto chiaro come la proposta avanzata dai comunisti vada esattamente a colpire i più deboli.

Insomma, il capolavoro è servito.

Mimmo Forleo

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