Egregi Amministratori,

 

il 29 giugno scorso il Consiglio d’Istituto  dell’I.C. “Gianni Rodari” di questo comune (di cui anche lo scrivente era componente) deliberava all’unanimità la “Intitolazione del plesso di Scuola Secondaria  di I grado  a Nicola RUFFO, Medaglia d’oro al Valor Civile”.

Colgo anche questa occasione, peraltro, per divulgare la vicenda umana di questo nostro concittadino.

 

Nicola Ruffo, infatti, la cui storia rappresenta una vicenda esemplare ed eroica in difesa della Legalità, come forse non tutti sanno, era nato a Palagiano. Un piccolo eroe dimenticato. Un uomo comune fuori dal comune. Un figlio, un marito, un padre, un lavoratore come tanti, che ha scelto di sacrificare la sua vita per salvare quella di un’altra persona. Nicola Ruffo, 44 anni, macchinista delle Ferrovie dello Stato, moriva così il 6 febbraio 1974. Colpito al cuore da un proiettile durante una rapina in una tabaccheria nel quartiere Picone di Bari:  fu il primo fatto di sangue di questo tipo a Bari, il battesimo della “sacra corona unita”.

A Nicola Ruffo,  con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 novembre 1977 è stata conferita alla memoria la medaglia d’oro al valor civile e nel 2006 il Comune di Bari,  sindaco Michele Emiliano, gli ha dedicato una via.

 

Rimasto orfano a 14 anni, Nicola Ruffo aveva vissuto l’adolescenza lavorando presso un orafo nella nostra Palagiano, per aiutare la madre a portare avanti i suoi tre fratelli più piccoli. Dopo il diploma, nel 1951, era andato alla scuola per macchinisti ed era poi stato assunto  in servizio prima a Novara e poi a Bari, dove si era, quindi, trasferito.

Nel 1974 lui aveva 44 anni, sua moglie Maria 35 e le loro due figlie, Pasqualina e Paola, rispettivamente 11 e 9 anni. All’inizio di quell’anno la famiglia Ruffo stava per adottare una bambina vietnamita, ma il sogno di Nicola tramontò la sera del 6 febbraio. Stava tornando dal lavoro, aveva indossato il suo  cappotto più bello. A pochi isolati da casa, intorno alle 19,00, si accorse che un gruppo di rapinatori aveva fatto irruzione in una tabaccheria. Non ci pensò due volte. Attraversò la strada e si scagliò contro uno dei cinque per proteggere la tabaccaia contro la quale stavano puntando la pistola per impossessarsi dell’incasso della giornata. Fu colpito a morte da una pallottola in pieno petto.

Dunque, Nicola Ruffo è una vittima innocente di mafia, anche se, per la mancata retroattività della legge, ancora non vi è stato il formale riconoscimento.

 

Questa breve premessa, per sottolineare il senso delle cose

 

Per poter procedere all’intitolazione di un edificio scolastico (o di un plesso), la normativa prevede che il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale debba adottare un Decreto, previa acquisizione del parere del Prefetto (di Taranto, nel nostro caso) e del Comune (di Palagiano, nel nostro caso).

 

La Delibera del Consiglio d’Istituto è stata inviata, per i propri adempimenti, al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Taranto in data 11 luglio 2017 e in pari data, per agevolare le procedure,  al  Sindaco di Palagiano.  Da notizie assunte presso l’Ufficio Scolastico, risulta che il Prefetto ha espresso il proprio parere tempestivamente, mentre … non è ancora giunto il parere che il  Comune di Palagiano deve esprimere con una Delibera di Giunta (senza alcun impegno di spesa), nonostante la formale richiesta da parte dello stesso Ufficio.

 

Ora, io capisco le difficoltà dell’avvio di una nuova esperienza amministrativa e l’incombere di ben più complesse problematiche; posso anche capire le difficoltà legate alla necessità di riorganizzare la macchina amministrativa, ma che non si riesca ad esprimere un parere (quale che sia!) dopo quasi 5 mesi, non è più comprensibile!

 

Auspico, pertanto, che la Giunta voglia adempiere nel più breve tempo possibile.

 

Grazie per l’attenzione.

 

Preneste Anzolin

 

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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