Cultura,  Palagiano

Luce & Sale presenta il primo programma teatrale 2012

“Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso”. Gigi Proietti

 

A Palagiano la voglia di fare teatro non è mai mancata grazie anche alla risposta positiva che sempre ha ricevuto dai suoi spettatori. Abbiamo visto egregi esempi di teatro amatoriale, scritto e diretto, interpretato e messo in scena con passione e maestria. Teatro per divertirsi, teatro per giocare, teatro per amore, teatro per sognare, teatro per mettersi alla prova. Su questi  binari da sempre si è mossa la volontà di cimentarsi in una delle arti più antiche, e sugli stessi si è spinta la curiosità dei tanti che hanno riempito auditorium, platee, piazzali in questi anni. Si è applaudito alla bravura del
vicino di casa, al professionista che per una sera si prende in giro.

Se ieri c’erano solo le persone, oggi c’è anche il giusto luogo che le accolga.
Il sipario è pronto per esser tirato su.

 Al via la prima rassegna del teatro comunale K. Wojtyla organizzata dall’associazione socio-culturale Luce&Sale.
Ad inaugurare il cartellone Nel mare ci sono i coccodrilli, con Paolo Briguglia, Globo d’oro nel 2003 come migliore attore esordiente nel film El Alamein, intenso interprete de “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, diretto sul grande schermo da registi come Enzo Monteleone, Marco Bellocchio, Pupi Avati, Sergio Rubini, Giuseppe Tornatore.

La storia vera di Enaiatollah Akbari, romanzata nel best seller di Fabio Geda, “Nel mare ci sono i coccodrilli”, è la pagina di cronaca dell’odissea di un migrante che lotta per scappare dal suo Paese, l’Afghanistan in mano ai talebani, ostile agli hazara come Enaiatollah.
Il 24 marzo sipario per Una volta nella vita, con Marco Cavallaro, il noto agente Tortorella nella fiction Il commissario Montalbano.

Curriculum teatrale di tutto rispetto, diretto, tra gli altri illustri, da registi del calibro di Claudio Insegno e Anna Mazzamauro. Dopo il grande successo di Pericolo di coppia, Cavallaro continua a far ridere con la commedia di Gianni Clementi, diretta da Felice Della Corte. Cos’hanno in comune un piccolo rapinatore romano, un logorroico bancario falso marxista, un mago siciliano e una affascinante fanciulla oltre al fatto di essere tutti MORTI? Lo scopriremo il
prossimo 24 marzo.
Il 30 marzo è la volta de La borto, di e con Saverio La Ruina, attore dal ricco ed intenso curriculum teatrale.

Dopo Dissonorata, con La borto (Premio UBU 2010 come Miglior testo italiano e Premio Hystrio alla Drammaturgia) La
Ruina interpreta un personaggio femminile dolorosamente consapevole di una condizione sottomessa. L’attore e regista si rende protagonista, anche grazie all’uso sapiente del dialetto calabrese, di un’interpretazione straordinariamente intensa.
Il 13 aprile, con Icone, le donne sono protagoniste nella performance di Ketty Volpe, indimenticabile protagonista della Lupa di Verga. Finalista del “Primo premio nazionale Bianca Maria Pirazzoli”, Ketty propone uno spettacolo di cui è
autrice oltre che interprete. Presta immagine e voce, cuore e forza alle sette protagoniste pensate sfogliando pagine di autori come Pirandello, Bodini, Benni, Ensler, Rame, Rasi, Dagerman e Loriello.

In un dialogo interiore profondo e sofferto prendono vita i sette personaggi femminili accomunati da un medesimo bisogno: l’urgenza di parlare mettendosi “a nudo” di fronte al pubblico.
La rassegna non si fa mancare uno sguardo alla tragedia greca.

 Il 4 maggio Annika Strohm e Saba Salvemini, autori e interpreti, portano in scena la Medea di Euripide. Due interpreti, una scenografia volutamente scarna, dove gli attori danno vita ad una storia universale ancora molto attuale. E’ una Medea basata sul teatro di parola, come deve essere nell’impostazione drammaturgica originale, in cui la violenza dell’essere umano si propaga nelle pieghe dell’anima e nei sentimenti più intimi.
A concludere, il 18 maggio Fanculopensiero stanza 510, liberamente ispirato al romanzo di Maksim Cristan, sulla scena Ippolito Chiarello. Lo spettacolo prova ad analizzare il desiderio di fuga ormai così violentemente connaturato nella
contemporaneità.

Il protagonista ci prova e mette in scena le alternative che si presentano possibili una volta mollato davvero tutto.

 Si spinge fino al limite del non ritorno ma fallisce. Qualsiasi nuovo ruolo indossi ha lo stesso sapore del cappotto di classe con il quale è entrato nel teatro/stanza 510.

Un cartellone ricco, che promette di non deludere.

 Un teatro dalle tematiche trasversali e delicate, come l’aborto, la guerra, l’immigrazione, la negazione dei diritti umani, la violenza, la condizione femminile di sottomissione.
Professionisti di rilievo nel panorama nazionale per inaugurare nel migliore dei modi un palcoscenico che sarà presto caro ad ogni palagianese.

Grandi attori che sapranno commuovere e divertire, che riusciranno ad allietare il pubblico pur portandolo a riflettere su temi sempre attuali.

Tutto è pronto. Non resta che prendere posto.

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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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