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Il Narracentro? Tutta colpa del papa…

Per la storia del Narracentro, io non me la prendo col Comune di Palagiano: me la prendo col papa!
Ma cosa c’entra il papa col Narracentro e col commissario straordinario che ci amministra in questi mesi? C’entra, c’entra. E se avete cinque minuti di pazienza per leggere questa storia, ve lo spiegherò.

Pochi mesi fa, in questo ridente borgo del soleggiato Meridione è stato completato il Museo Civico Narracentro, per il quale sono stati spesi 280 mila euro circa. Un paio di settimane fa (il 2 marzo, per essere precisi), viene pubblicata la delibera del commissario straordinario per la concessione della gestione del suddetto museo. Il Narracentro viene affidato in gestione alla Pro Loco.
L’articolo 6 della delibera stabilisce che «il Comune di Palagiano assume a proprio carico le spese di pulizia, telefoniche, di connessione ad internet, di energia elettrica, per la fornitura di acqua potabile, compresi i consumi e le quote fisse, e comunque tutte le spese per le utenze di cui necessitano gli impianti, per l’intera durata della concessione».
E non finisce qui. «Al Comune spettano inoltre, compatibilmente con le risorse economiche disponibili, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile e degli immobili» e pure «le spese da sostenere per gli adeguamenti normativi, di vigilanza e di assicurazione dei reperti esposti».
Il gestore, invece, «potrà stabilire il prezzo del biglietto d’ingresso al Museo, incamerando l’intera somma incassata, a ristoro delle spese di gestione sostenute».
Il Comune, dunque, si fa carico di tutte le spese del Museo e lascia alla Pro Loco gli introiti, senza nulla a pretendere. Fermi tutti, pero! Qui non si scherza mica! L’Ente richiede al gestore di garantire gli orari minimi di apertura: quattro ore ogni domenica in inverno, e otto ore ogni domenica in estate, stagione durante la quale bisognerà tenerlo aperto pure in altri due giorni settimanali, per un totale di ulteriori otto ore… Stacanovisti della cultura.

Ma quali sono i reperti contenuti in questo Museo? Aspettiamo ansiosamente l’apertura per andare a vedere queste meraviglie, visto che quando fu presentato il progetto si parlava di un polo museale che avrebbe attirato «visitatori e ricercatori di tutto il mondo».

Torniamo al punto di partenza: che c’entra, allora, il papa con questa storia? C’entra eccome. Lo scorso febbraio, in un discorso, papa Bergoglio affermava: «Oggi abbiamo inventato altri modi per curare, sfamare, istruire i poveri, e alcuni dei semi della Bibbia sono fioriti in istituzioni più efficaci di quelle antiche. La ragione delle tasse sta anche in questa solidarietà, che viene negata dall’evasione ed elusione fiscale, che, prima di essere atti illegali, sono atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso».
Sarebbe un discorso ineccepibile se veramente le tasse servissero quasi esclusivamente a finanziare quelle “istituzioni efficaci”. Invece, purtroppo, spesso le risorse pubbliche vengono utilizzate per spese di cui potremmo fare tranquillamente a meno poiché si traducono in baracconi economicamente insostenibili, il cui peso ricade sulle spalle dei contribuenti (presenti e futuri). Come, per esempio, per questo immaginifico museo di cui vi ho raccontato.
A meno che, tra qualche anno, vedremo svedesi e giapponesi in fila per entrare al Narracentro. In quel caso chiederò scusa e ammetterò di essermi sbagliato. Purtroppo, però, temo che non andrà così, temo che i nostri amministratori ci abbiano semplicemente accollato un’altra spesa insensata.

P.S. Giacché il gestore ha la concessione gratuita e paga tutto il comune, sarebbe forse opportuno l’ingresso gratuito per i residenti?

Giuseppe Piccoli

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