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“Razzismo”… in campo!

Si ripete a Palagiano quello che è già avvenuto nei campi di calcio di Altamura e Mola dove un centrocampista africano del Team Altamura è stato oggetto di epiteti razzisti proprio come qui a Palagiano nel Torneo Bachelet. Un Torneo amatoriale intitolato alla memoria di un concittadino scomparso in cui la squadra “Arci Koinè” interamente composta da africani ospiti del Centro SPRAR del Comune di Palagiano, è stata apostrofata da alcuni giocatori e allenatori delle squadre avversarie con “ animale”,” shit” e”monkey”; parole palesemente razziste e pesanti che sono arrivate come un macigno addosso ai richiedenti asilo e che non sono state minimante sanzionate dal giudice sportivo ; nessuna presa di distanza da parte degli organizzatori che al contrario hanno ritenuto di assecondare la richiesta di espulsione di tutta la squadra da parte delle squadre avversarie per presunte irregolarità commesse in campo. Sui social sono impazzate le prese di posizione razziste, qualunquiste e offensive anche nei confronti degli operatori del Centro SPRAR e per evitare degenerazioni il Centro ha preferito ritirare la squadra che si stava distinguendo per le capacità calcistiche e prestanza fisica dei calciatori.
Capacità che non sono sfuggite, in un secondo momento, al cinismo delle squadre avversarie che si sono fatte avanti nel girone di ritorno , approfittando del ritiro dell’”Arci Koinè”, per accaparrarsi i giocatori migliori della squadra. I “monkey “migliori? e gli altri? e il loro impegno nel mettere insieme la squadra ? nello scegliersi i ruoli? I loro allenamenti ? il loro desiderio di vincere ? la loro voglia di farcela per una volta nonostante il mare, nonostante la guerra, nonostante la morte?
Episodi questi che oltre a lasciare l’amaro in bocca la dicono tutta sulla strada impervia verso l’integrazione; sul salto culturale che occorre per vedere l’altro, il diverso, il vulnerabile, il più debole esattamente come me stesso a cui devo tutto il rispetto e l’attenzione che devo a me stesso. Non come colui che devo deridere, che devo umiliare, che devo sfruttare ma che devo rispettare. Questo è il lavoro di sensibilizzazione e di supporto nei difficili percorsi dei tanti operatori del progetto SPRAR Koinè all’interno delle scuole, delle piazze, delle strade e anche dei campi di calcio.
Coordinatrice Progetto SPRAR Koinè
Angela Surico

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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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