Che nel nostro Paese ed anche nella nostra Provincia, soprattutto in un momento di crisi economica, bisogna evitare qualunque spreco, è un imperativo categorico a cui ogni buon amministratore deve aderire sia per utilizzare con parsimonia e secondo precise priorità le poche risorse a disposizione, sia per dare ai cittadini fiducia nelle Istituzioni e in chi le rappresenta.

Ciò detto – ritengo utile affermare – che ogni denaro speso per migliorare la sicurezza del nostro territorio dagli eventi naturali sia denaro ben speso.

Mi riferisco, in particolare, alla conferenza stampa tenuta dal Tavolo Verde durante la quale è stata criticata la Provincia per i soldi che avrebbe “sprecato” nella messa in sicurezza del ponte sul fiume Lato.

A parte il fatto che, come sempre accade in questo tipo di iniziative del Tavolo Verde, si parla di tutto e del contrario di tutto senza mai focalizzare un problema ed analizzarlo in profondità; si parla infatti di ponti, di agricoltura, di tangenti, di cattiva politica, di crisi finanziaria, insomma una torre di babele che confonde il lettore e lo distrae circa il problema principale ossia: IL PONTE.

E’ su questo punto mi permetto di fermare per un attimo la vostra attenzione.

Chi come me ha fatto in prima persona la drammatica esperienza dell’alluvione del 2003 tanto da avere ancora sotto gli occhi l’impeto e la violenza delle acque che portavano distruzione ovunque, che distruggeva raccolti, che inghiottiva strade e demoliva ponti, non può polemizzare sulla messa in sicurezza di un ponte seppure realizzato pochi anni fa.

E’ vero che la realizzazione di un ponte, anzi la sua progettazione, deve necessariamente prevedere la sua tenuta anche durante eventi naturali di particolare intensità, e se questo non fu fatto all’epoca rappresenta certamente un errore progettuale. Infatti, che la nostra zona sia ad alto rischio idrogeologico è cosa risaputa da secoli e, dunque, il ponte sul fiume Lato andava realizzato tenendo presente tale problematica. Oggi però, soprattutto dopo l’esperienza del 2003, nessuno può più chiudere gli occhi, come per molti decenni è stato fatto dalle diverse amministrazioni che hanno competenza sulla salvaguardia del territorio. E’ per questo che ritengo ingiustificata e frutto di bassa politica la critica alla Provincia di Taranto per essersi accorta, seppure con ritardo, che quel ponte bisognava ammodernarlo e renderlo sicuro a fronte di eventi alluvionali con tempo di ritorno di 200 anni.

Sottolineo che un tempo di ritorno di 200 anni non significa che l’evento avverrà fra due secoli, potrebbe accadere, facciamo gli scongiuri opportuni, anche fra qualche anno o addirittura fa 500 anni; il tempo di ritorno di 200 anni è una unità di misura temporale che consente ai progettisti di calibrare e realizzare un’opera con caratteristiche tali da reggere alla furia delle acque di fronte ad una calamità pari o addirittura (come sarebbe auspicabile) superiore a quella del 8 settembre 2003.

Non si tratta, come detto nella conferenza stampa del Tavolo Verde, di un problema di pulizia della lama, pulizia che deve essere ovviamente fatta: la pulizia, appunto, non lo scavo della Lama, anche perché la natura, tempo qualche giorno, riprenderebbe la conformazione originaria. Infelice, dunque, anche la battuta: che facciamo alziamo il ponte ogni volta che l’acqua si alza? Alla quale mi verrebbe di rispondere: e che facciamo scaviamo fino al centro della terra per impedire alle acque di alzarsi?

Suvvia, un ponte per la sua strategicità è una cosa seria, va realizzato tenendo presente la zona in cui sorge, i vincoli presenti e gli eventi già accaduti. Così si prevengono sciagure e danni economici.

Un plauso dunque alla Provincia per avere, in questa occasione, speso bene i soldi dei contribuenti.

Palagiano, 29/08/2010

Rocco Ressa

Sindaco di Palagiano

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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