Borracci: “Consiglio comunale illegittimo, per violazione del Regolamento”

29 Marzo 2009 0 Di Life

Ressa: “Dimostreremo ancora una volta di saper gestire con onore questo Consiglio”

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Repetita iuvant. Ottimo investimento per il Consiglio Comunale indigeno. Oggetto e Soggetto: Convocazione Consiglio Comunale in sessione straordinaria, firmato Pietro Cifone;

Toccata e fuga, con abbandono del ring alla fine dell’inizio, firmato Donatello Borracci, Francesco Mancini, Cataldo Stellaccio. Il Segretario comunale aveva appena terminato l’appello, che pronta arriva la pregiudiziale forzista (fino a fine marzo, poi si vedrà).

In sintesi: i firmatari contestano la regolarità della convocazione del Consiglio per violazione dell’art. 48, comma 3, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.

L’art. 48 del Regolamento, al comma 3, statuisce che ‘L’adunanza che segue ad una prima iniziatasi con il numero legale ed interrotta nel suo corso per essere venuto meno il numero minimo obbligatorio dei presenti è pure essa di seconda convocazione per gli affari rimasti da trattare’.

Non risulta, infatti, iscritto all’o.d.g. dell’odierna seduta, l’argomento iscritto al n. 8 dell’o.d.g. della precedente ed ultima seduta di Consiglio Comunale.

“L’articolo citato, intende subito chiarire Pierdomenico Gallo, Segretario Comunale, è una norma a garanzia della maggioranza. Il problema vero è che c’è una aspettativa dei consiglieri alla trattazione di quei punti, cosa che sarà fatta in prima convocazione. Questo è un altro Consiglio, con altri punti all’Ordine del Giorno”.

Di parere opposto Stellaccio, perché “la ratio della norma non è favorire la maggioranza, ma consentire che argomenti all’O.d.G. vengano definitivamente trattati. Quei punti non possono restare appesi”.

Continua Borracci: “Il Regolamento, proprio perché disciplina il Consiglio, ha norme a tutela di tutti, non di una sola parte. Quei punti non furono trattati perché così volle il Consiglio con un voto, ma per mancanza del numero legale, e non si capisce perché il Consiglio non debba riprendere da quel punto i suoi lavori. Questo ci pone in una situazione di illegittimità. Si prega di prendere atto di questo e di non calpestare il Regolamento”.

Rocco Ressa, Sindaco: “Condivido il parere del Segretario. Per l’ennesima volta questo Consiglio prende atto di un ostruzionismo che non ha precedenti nella storia di questo Comune. Noi andiamo avanti”.

Michele Amatulli, UDC: “Non è ostruzionismo, perché si sta violando il Regolamento. Vogliamo lavorare con serenità, cosa che accade quando si va avanti nel rispetto del Regolamento”.

Giuseppe Catucci, gruppo di maggioranza: “E’ opportuno conoscere anche il parere del Presidente del Consiglio, dopo quello del Segretario”.

Cifone: “E’ un Consiglio ex novo, mi associo a quanto detto dal Segretario”.

Mancini: “Per evitare future polemiche, revochiamo questo regolamento, tanto viene disatteso”.

Borracci: “E’ preoccupante l’atteggiamento del Sindaco, che ogni volta cerca di creare polemiche. Invito tutti i consiglieri a votare a favore di questa pregiudiziale, perché le regole vanno rispettate”.

Ressa: “Il Consiglio è regolarmente convocato, ed è evidente l’atto di strumentalizzazione dell’opposizione, che a breve si alzerà e se ne andrà, come altre volte. Le vostre denunce di violazione del Regolamento sono state tutte cestinate dal Prefetto. Dimostreremo ancora una volta di saper gestire con onore questo Consiglio”.

Maria Grazia Mellone, capogruppo P.D.: “In ogni Regolamento ci sono norme fondamentali e norme strumentali. Cerchiamo di interpretare seriamente la ratio della legge. La ratio di questo Regolamento è contenuta nelle norme fondamentali, ed è tutelare tutti i consiglieri. Avete paura di affrontare ragioni serie. Questo sarà il pretesto per l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione”.

Si vota per la pregiudiziale. Sette favorevoli (Francesco Marra, Graziano Mellone, Mancini, Stellaccio, Borracci, Amatulli, Grazia Maria Tagliente), contrari dodici. Il discorso della staffa.

“Prendiamo atto, dice Borracci, di aver votato di violare il Regolamento. Riteniamo l’intera seduta viziata, ed abbandoniamo l’aula. Ringrazio l’UDC per aver condiviso una battaglia per il rispetto delle regole e della democrazia”.

Sulla stessa scia Amatulli: “Abbandoniamo l’Aula perché non è stato rispettato il Regolamento, andava completato l’O.d.G. del Consiglio precedente”.

Dai banchi dell’opposizione, ultimi due interventi.

Quello di Mellone, che ripercorre gli ultimi anni del suo Partito e della coalizione, per poi annunciare la nascita di un nuovo Gruppo consiliare e del suo capogruppo, Marra.

Quello di Marra, che approfondisce in alcuni punti quanto detto dall’altro aennino, con punte velate (mica tanto!) da un accenno di polemica. “Per qualcuno verranno meno rendite di posizione, conclude infatti, per altri si apriranno opportunità inaspettate”.

Ressa domanda: “Ci saranno due gruppi, PdL 1 e PdL 2?”.

“Sei stato poco attento, risponde Mellone”. Giusto per non farci mancare niente, avviciniamo l’aennino. “Evidentemente, anche io mi sono distratto, e non ho ben capito gli sviluppi futuri del Gruppo PdL. Marra capogruppo è il preludio di due Gruppi distinti?”. “Il Gruppo PdL sarà unico, è la risposta, e quando gli amici di Forza Italia vorranno fare il Gruppo PdL, allora ci fonderemo in un solo Gruppo. Decideremo in seguito chi sarà il capogruppo”.

Si prosegue con i punti all’O.d.G. “Approvazione nuovo regolamento per applicazione dell’imposta comunale sugli immobili”, considerato necessario per il Comune dotarsi di un nuovo regolamento anche per quanto innovato in materia dalle ultime leggi finanziarie; “Perseguimento obiettivo di equità fiscale. Recupero evasione ICI e bonifica delle relative banche dati – indirizzo politico amministrativo”.

Si legge nella proposta di deliberazione: “Premesso che il Comune ha provveduto alle verifiche in ordine alla lotta all’evasione e all’elusione dell’imposta comunale sugli immobili, in sede di attività di accertamento il Comune ha l’obbligo di verificare la posizione del contribuente in ordine a tutti i cespiti facenti capo allo stesso e assoggettabili all’imposta comunale sugli immobili”.

Dal punto 4 al punto 14, riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Per tutti, dodici voti favorevoli, nessun contrario,

un solo astenuto: il pubblico.

Giuseppe Favale