Abbiamo perso il conto delle volte in cui vi abbiamo raccontato di una gara sui rifiuti scritta con i piedi e difesa anche peggio da un sindaco che si è rivelato capriccioso e irritabile quanto un bambino allorquando viene richiamato per le sue marachelle. A noi dispiace parlare di rifiuti, credeteci, ma non possiamo esimerci dal farlo anche perché sono i cittadini a spronarci.

L’ultimo in ordine di tempo a farlo è stato lo sfortunato gestore di una attività commerciale a Palagiano, si occupa di ristorazione per la precisione. Oggi vi raccontiamo il suo caso, emblematico della situazione che verrà probabilmente a crearsi quando la raccolta differenziata sarà a regime sull’intero territorio urbano. Occorre risolvere al più presto la spiacevole condizione in cui versa la sua attività. Risolverla oggi significherà evitare qualcosa di assurdo che potrebbe darsi l’estate prossima in tutto il paese.

Vi abbiamo già detto dell’aumento dei costi ai danni delle nostre tasche con la nuova gara sui rifiuti. Forse sarà bene ricordavi anche le proporzioni di quell’aumento. Mentre a Lecce, per esempio, il passaggio dalla raccolta indifferenziata alla differenziata si darà a costo ZERO, a Palagiano il passaggio ci costerà un 35-40% in più, quando il nuovo servizio avrà compiuto il suo terzo compleanno. Questo è l’aumento medio che dovremo sobbarcarci come cittadini. Vi sembra un po’, come dire, esagerato? In effetti lo è, ma è di dimensioni “contenute” se paragonato a quello che sopporteranno gli esercenti di ristoranti o pizzerie. Nel loro caso l’aumento è quantificabile intorno al 55%!

Al nostro gestore è stato fatto sapere che è partita la differenziata e che dunque d’ora in avanti non potrà più fare affidamento sui cassonetti dell’indifferenziata presenti nel suo quartiere. Quei cassonetti (considerati peraltro “antiestetici” dal sindaco attuale) sono stati rimossi e in vece loro sono stati distribuiti dei simpatici secchielli colorati. A tutti meno che a lui!, che se vorrà differenziare dovrà arrangiarsi.

Ma questo è ancora il meno. I problemi veri sono cominciati quando il gestore ha chiesto lumi circa la modalità di raccolta dei rifiuti. Saprete già che la modalità di raccolta dell’organico prevista dal nuovo servizio consiste di quattro turni settimanali, che sono forse bastanti per un’utenza domestica. Bene, adesso provate a immaginare cosa può accadere in un ristorante dove la produzione di organico è un multiplo di quella che può darsi in un’abitazione domestica e al quale, per giunta, non è stato fornito neanche il kit di raccolta. Lo avete immaginato, sì? Ne eravamo sicuri. Diamo i ragguagli che stiamo per dare ad esclusivo vantaggio di quei quattro lettori, incluso l’attuale sindaco, meno dotati di immaginazione.

In pratica il nostro sfortunato gestore si è ritrovato il locale pieno di materiale organico, vetro e ogni sorta di altro materiale che, secondo l’illuminato parere degli ecologisti dell’ultima ora, costituirebbero una vera e propria “ricchezza”. Il nostro gestore non la pensa proprio così, atteso che gli toccherà pagare qualcosa come il 55% in più di tariffa per lo smaltimento di questa “ricchezza” e atteso pure che non sa come sbarazzarsene. Ha così deciso di rinunciare alla differenziata e di tornare all’indifferenziata facendosi carico, tra l’altro, dell’onere di trasportare a proprie spese, e a rischio della sicurezza sanitaria della sua famiglia, con la propria auto i rifiuti presso i cassonetti ancora presenti in paese.

Al netto dei costi aggiuntivi e del rischio sanitario fatto correre alla sua famiglia, possiamo comunque dire che il nostro gestore ha brillantemente superato il test “L’Amministrazione ti complica la vita. Cosa fai?”. Un dubbio però si è insinuato nella sua e nelle nostre menti. La soluzione escogitata andrà bene finché a Palagiano ci sarà ancora qualche vecchio cassonetto, ma quando saranno tutti dismessi e la raccolta indifferenziata sarà possibile praticarla solo nella cosiddetta zona ZL? Assisteremo forse alla processione notturna dei gestori di pub, ristoranti e pizzerie palagianesi verso Chiatona?

In teoria, e ai sensi dell’offerta economica presentata dalla ditta aggiudicataria del nuovo servizio di smaltimento dei rifiuti, tale rischio non dovrebbe sussistere. A pag. 177 di quell’offerta infatti viene precisamente riportato quanto segue: “A tutte le utenze domestiche e non domestiche saranno consegnati kit costituiti da contenitori sottolavello da 7 lt. e contenitori antirandagismo da 20 lt. di colore marrone.” (i contenitori di colore marrone sono da utilizzare per la frazione organica).

Ora, a parte il fatto che è difficile capire come sia possibile per un ristorante far stare in soli 20 litri di volume la frazione organica prodotta in due giorni di lavoro, rimane da comprendere perché la TeknoService abbia già rinunciato all’obbligo di fornire agli esercizi commerciali il suddetto kit, con l’eccezione di quello per il vetro.

Il sindaco Ressa, che mesi addietro illustrava le meraviglie del presunto know-how di cui le ditte partecipanti alla gara sarebbero in possesso e che volentieri avrebbero messo a disposizione della nostra comunità, è capace adesso di dirci che fine abbia fatto non diciamo il know-how, ma almeno il buon senso?

Mimmo Forleo e Giacomo Di Pietro

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

2 pensiero su “Dopo l’aumento dei costi, anche la beffa…”
  1. L’essere assidui frequentatori di bar almeno uno in particolare non ci impedisce di essere favorevoli a far pagare di piu’ ai gestori di locali pubblici ormai uniche vere miniere di soldi e come tu stesso dici grandi produttori di rifiuti. Se non hanno ricevuto i contenitori molto probabilmente non risultano negli elenchi degli aventi diritto ma sicuramente non gli mancheranno le risorse per dotarsene di appositi. E comunque c’ e’ la convinzione che la monnezza fa gola per i soldi che fa girare. Diteci invece come dobbiamo fare per pagare di meno

Lascia un commento