Della gestione Florido denuncia che “non è stato realizzato niente, solo parole, e ora è tempo di fatti”

 

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“Ho dato la mia disponibilità al Partito ad una sola condizione, che ci fosse stata unanimità nella sezione sulla mia candidatura. Diversamente, anche con un solo voto contrario, avrei ritirato subito la mia disponibilità a candidarmi”. Si presenta così Michele Amatulli, classe 1966 (24 dicembre, per la precisione), tre figli, Consulente fiscale e del lavoro. La disponibilità riguarda la sua candidatura alle prossime provinciali, per il Collegio Palagiano – Massafra. Il Partito, l’UDC. Da sempre vicino alla Democrazia Cristiana, “naturalmente poi confluito nell’Unione di Centro”. Nel maggio 2007 diventa consigliere comunale e capogruppo. Porta la sua esperienza professionale fra i banchi dell’opposizione, con interventi mirati e attenti. “Il problema dello smembramento dei Collegi è serio, prosegue, siamo molto penalizzati, però contemporaneamente bisogna dire che altri Collegi che sono divisi come il nostro, sono riusciti ad eleggere dei consiglieri provinciali, quindi questo è un momento di riflessione da parte di tutti. Dobbiamo prendere esempio dai Comuni limitrofi, ad esempio Mottola, che riesce ad eleggere due consiglieri provinciali, Gentile e Lattarulo. Non a caso negli ultimi diciotto mesi è stato realizzato l’Istituto scolastico, mentre a Palagiano, anche per l’assenza di un consigliere provinciale, c’è una struttura allo stato grezzo bloccata da molti anni”. L’affondo arriva ben presto. “In questa campagna elettorale verranno a dire che sono stati appaltati i lavori per il completamento dell’Istituto Sforza, ma mi chiedo e chiedo, se non ci fosse stata questa consultazione elettorale, sarebbero stati appaltati questi lavori? Questo modo di fare politica è obsoleto, la gente vuol vedere risolti i problemi dal primo all’ultimo giorno del mandato elettorale. L’invito che rivolgiamo agli elettori di Palagiano, è di valutare con molta attenzione l’individuazione del candidato palagianese che abbia competenze amministrative e politiche per risolvere i problemi di questo territorio, che nell’ultima legislatura provinciale non sono stati per nulla tenuti in considerazione”. Un pensiero ai giovani, denunciando che “sulla formazione la Provincia non ha fatto nulla, e senza formazione non si va da nessuna parte. Il tre maggio c’è un concorso per il CTP, e si sta usando questa tattica per ingannare i giovani, è un concorso bluff. Non possiamo permetterci di avere la mortificazione che i nostri figli, per realizzarsi nel mondo del lavoro, devono andare via”, e la promessa che saranno attivati tutti quei canali per “sfruttare i finanziamenti europei, regionali e quant’altro”. L’attacco finale. “Tutto quello che di buono era stato fatto dalla gestione Rana, Florido l’ha fatto fuori. Oggi la nostra Provincia, come raccolta differenziata, sta nelle ultime posizioni. Si parla di attenzione all’ambiente, al commercio, al turismo, ma non è stato realizzato niente, solo parole, e ora è tempo di fatti”. Dopo aver ricordato le esperienze politiche e amministrative di Giuseppe Tarantino, candidato presidente per la coalizione comprendente l’UDC, e la grande figura paterna, Paolo, indimenticabile Presidente della Provincia, Salvatore Marzo, portavoce provinciale del Partito, ha espresso soddisfazione per la scelta collegiale, ricordando che l’ex Sindaco di San Marzano “non è stato adeguatamente corrisposto nelle attese perché non è mai stato uno yes-man, ma portato al ragionamento. Le consegniamo un Partito rinnovato nelle persone, nei metodi e nei programmi”. Della coalizione, evidenzia che “siamo diversi per storia personale, ma andiamo dritti al cuore dei problemi, ragioniamo con la nostra testa e mettiamo sul primo piano i problemi del territorio. I problemi della Provincia sono tantissimi, ma pochissime sono state le risposte”.
Un saluto da parte di Vito Mastronardi, segretario sezionale del movimento giovanile (“Siamo un gruppo di giovani che credono nella politica. Il nostro pensiero è quello di avvicinare quanti più giovani alla politica, e portare i nostri problemi alle classi dirigenti”), Vanni D’Onghia, Collegio Mottola – Palagiano (“Le elezioni provinciali sono importanti per il territorio. Ho una azienda zootecnica e sono avvocato, ed è importante avere rappresentatività per toccare i problemi dell’agricoltura. Chi ci rappresenta deve essere competente e toccare in maniera reale questi problemi”), e Aldino Leggieri, segretario sezionale. Impegnato nel consiglio regionale ad oltranza sul Bilancio, non ha potuto salutare la candidatura Antonio Scalera, commissario provinciale UDC e consigliere regionale. Quasi in disparte, per scelta, perché più volte chiamato al tavolo della presidenza, Nunzio Scalera. “Non avverto questo ambiente come una casa nuova, esordisce Tarantino, perché mi sembra di tornare alle origini. Forse il mio handicap è stato prendere troppi voti, perché in un Partito dove manca l’intelligenza di tenersi le risorse, significa che non c’è dialettica. C’è una frammentazione politica paurosa e il baricentro della politica non si sa quale sia, ma se non c’è un baricentro geografico c’è il baricentro delle idee, e da qui partiamo per dare un segnale di controtendenza”. Parla di programma di governo reale, e accusa che “non può farlo chi voleva mollare la Provincia per collocarsi su una poltrona dove l’epilogo è noto. Vediamo Stefano che non riesce a governare, ottenne il 75% contro il 25% di Florido. Chi votò Florido al primo turno, al ballottaggio votò Stefano. Di fronte ad un risultato del genere, Florido dovrebbe meditare per non aver assolto agli impegni che aveva preso”. Un accenno al concorso CTP (“offende coloro che cercano lavoro”), per poi ironizzare amaramente sull’attuale Presidente della Provincia, che pensa ai terremotati dell’Abruzzo, mentre “dovrebbe pensare alla gente che lui ha terremotato in questi cinque anni, facendo mancare interventi sul territorio”. Della coalizione, spiega di rappresentare “un tentativo di poter lasciare per un attimo la propria appartenenza ideologica per concentrarci sulla Provincia di Taranto, per dare alla gente che ormai vive di illusioni una speranza reale. Chi ci attacca per At6 è il PdL, che fino a poco tempo fa ospitava Cito, e noi non vogliamo far vincere logiche degli interessi”, per concentrarsi infine su alcuni aspetti programmatici. “Occorre valorizzare e fare della campagna una ricchezza per il territorio, è assurdo che con questa ricchezza non riusciamo a fare economia. Abbiamo spiagge tra le più belle del Mediterraneo, ma anche qui non riusciamo a fare economia. Fra pochi anni saremo tagliati fuori dai contributi comunitari e, se non saremo capaci di camminare con le nostre gambe, ci sarà crisi. Bisogna guardare non solo agli interessi dei Comuni, ma anche a quello più globale dello sviluppo del territorio. Quando andremo a votare, segneremo una pagina nuova per la Provincia di Taranto”. Infine, la sottolineatura, non di poco conto: “Sono abituato a guardare gli elettori negli occhi, prima e dopo le elezioni”.

Giuseppe Favale

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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