Palagiano,  Scuola

“IO NON DIMENTICO” – La Giornata della memoria 2016 presso l’I.C. “Gianni Rodari”

Sono passati setti decenni dal 27 gennaio 1945 quando i Sovietici aprirono i cancelli di Auschwitz, scoprendo l’orrore che vi si nascondeva. I campi di sterminio sono un abominio che la perversione della mente umana ha messo in atto, umiliando l’umanità e i valori universali della fratellanza, dell’amicizia, dell’amore, dell’uguaglianza tra tutti i popoli della Terra. Nonostante il raccapriccio dello sterminio e le prove inequivocabili della tragedia, ancora oggi qualcuno nega quella terribile strage di Ebrei, di omosessuali, di disabili, di oppositori politici e del popolo rom.
Abbiamo il dovere di ricordare, quel “…buco nero nella storia dell’umanità», come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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In particolare in questo momento storico in cui l’intolleranza sembra ancora una volta far capolino, nell’epoca del terrorismo islamico, in cui c’è il concreto rischio che si ripetano ancora una volta quegli orrori.

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“Il progresso, lungi dal consentire il cambiamento, dipende dalla capacità di ricordare… Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo.” (George Santayana).
Proprio affinché non si ripeta quel passato, si deve conservare la memoria, intesa come insegnamento e monito per non tornare nell’oscurantismo. La memoria è impegno e responsabilità per la scuola in quanto, come dice WangShu “Perdere il passato significa perdere il futuro.”
Si sono raccolti la sfida e l’impegno per far sì che i nostri alunni “costruiscano una nuova storia”, facendo tesoro degli errori del passato. La manifestazione del 27 gennaio, realizzata in collaborazione con le altre scuole del territorio el’Amministrazione Comunale per ricordare le vittime della SHOAH, ha voluto lanciare questo significativo messaggio. Essa ha visto la partecipazione di tutti gli alunni, dai piccoli della Scuola dell’Infanzia, ai più grandi della Scuola Secondaria di II grado. E’ partita dall’Istituto “Rodari” in Via Bachelet, si è snodata per le strade principali del paese, giungendo in Pazza Vittorio Veneto dove i bimbi della Scuola dell’Infanzia hanno lanciato simbolicamente dei palloncini bianchi.

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Il corteo è si concluso in Piazza Falcone e Borsellino dove alle 11,59 è stato osservato un minuto di silenzio.. Gli alunni hanno così testimoniato che anche loro coltivano la memoria della Shoah, che continueranno a raccontare e a trasmettere nella quotidianità l’insensatezza della guerra, della violenza, dell’intolleranza.
Anche le autorità presenti in piazza Falcone-Borsellino (i Dirigenti Scolastici dei tre istituti del territorio e i rappresentanti del Comune di Palagiano) hanno ribadito che “La memoria è senz’altro uno degli antidoti più efficaci contro la barbarie, lo è ancora di più se viene praticata quotidianamente e soprattutto se viene accompagnata da momenti di riflessione ed approfondimento”.
Le riflessioni sono continuate giovedì 28 gennaio nell’Auditorium “Fratelli Asta” del Plesso “G. Rodari” dove si è tenuto il convegno “L’importanza della Memoria per le giovani generazioni”. All’incontro sono intervenuti il Dirigente Scolastico, Prof. Preneste ANZOLIN e il Prof. Pinuccio STEA, storico dell’ANPI (Associazione Naz. Partigiani d’Italia).
Nel corso della serata sono stati proiettati video, eseguiti canti e letture sul tema a cura delle ragazze e dei ragazzi della Scuola Secondaria.

G D M 2016 N 8
Il Prof. Stea, rievocando le fonti storiche della trageda e i racconti dei sopravvissuti, accompagnati dalle immagini dell’olocausto, ha ancora una volta messo in luce l’importanza di far rivivere la storia per capire il valore della pace, dell’uguaglianza tra gli uomini, della libertà di pensiero e di espressione, dei diritti inalienabili della persona umana, i quali troppe volte sono dati per scontato, poiché non sono frutto di una conquista personale.
Il virus razzista e l’ossessione del diverso, l’odio e il fanatismo, il nazionalismo, l’intolleranza religiosa stanno minando la pace e la democrazia e stanno, purtroppo, mietendo ancora vittime in molte parti del mondo.
«Auschwitz ci ricorda di quali orrori può essere capace l’uomo».

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Noi, però, la memoria non l’abbiamo persa, perché, come ha concluso il convegno il D.S., Preneste Anzolin, citando Einstein,“L’unica razza che conosciamo è quella umana”.
L’Ins. Rocchina Gentile

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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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