Ambiente,  Palagiano

Le nostre battaglie sempre in difesa  dell’Ambiente e della Legalità

 

Non siamo nuovi agli attacchi (diretti ed indiretti) di chi vede nelle azioni di Legambiente e dei cosiddetti “pseudo-ambientalisti” l’ostacolo alle proprie mire sul territorio e all’utilizzo di un “Bene Comune” (il Paesaggio, l’Ambiente, il Territorio) per fini privati e, talvolta, speculativi. Non ci siamo mai fatti intimidire e, certamente, non ci faremo intimidire neanche ora!

Non è nuovo neanche il solito refrein  “dell’occupazione giovanile … dello sviluppo della costa… degli altri lo fanno e perché noi no…” e via elucubrando su amenità simili.

Ora, però, che a questi mezzucci ci ricorrano personaggi le cui mire sono ben chiare e, comunque, hanno interessi economici diretti da difendere , si può anche capire. Ma che a tutto questo dia “copertura”  e “forza” un Consigliere Regionale  che dovrebbe – per definizione e ruolo – conoscere esattamente leggi, Regolamenti, Direttive Europee  e la portata dei vincoli da esse imposti, francamente è insopportabile! Tanto più quando si tratti di personaggi, come il Consigliere Martucci,  che a lungo si sono ammantati della connotazione di difensori di una Italia dei Valori e della Legalità. Ma tant’è!

Torniamo allora al merito delle questioni, non senza una premessa  tanto intuitiva, quanto decisiva: ma se tutti questi “tutori” dell’ambiente e benefattori dell’umanità  ritengono di essere nel giusto, in perfetta legittimità e legalità, di che si preoccupano? Non hanno nulla da temere! O no?

Noi non facciamo altro che sottoporre alle Istituzioni competenti i fatti e le eventuali omissioni di chi deve vigilare sul rispetto di leggi e vincoli; poi saranno questi Organi, ivi compresa la Magistratura, che dovranno semplicemente fare i controlli e le verifiche che loro spettano ed assumere le conseguenti decisioni.

 

Certo che un po’ fa specie sentire parlare di  tutela dei beni ambientali, interventi legittimi, sviluppo compatibile… da parte di chi è partito con la richiesta di una semplice recinzione a difesa della proprietà e poi è arrivato a spianare una duna per farci un parcheggio a pagamento e poi aggiungerci uno chalet con bar e servizi vari, ecc.. Per non parlare di quegli interventi abusivi come il Pino di Lenne che,  al di là dei novelli rappresentanti,  sono stati  pluricondannati  (non certo da pseudo-ambientalisti!) da Magistrature Penali, Amministrative e Civili e dove si CONTINUA ANCORA IN QUESTI GIORNI AD OPERARE INTERVENTI ILLEGITTIMI, SENZA CHE NESSUNO VEDA!   O di chi parte con la richiesta di finanziamenti pubblici  (ben 280.000 euro) per fare la bonifica di un’area  percorsa da incendi (ben 14 anni fa!) e realizzare un viale tagliafuoco, per poi (come viene ben esplicitato nella lettera indirizzata al Sindaco di Palagiano da questi “operatori economici”) puntare a realizzar altri e successivi interventi che chiaramente con lo “sviluppo agricolo” non hanno niente a che fare!

 

La verità è un’altra ed è molto semplice, come  emerge chiaramente dalla “lettera al Sindaco”: non ci sarebbe nulla di male (sic!) se per realizzare parcheggi e stabilimenti balneari o aprire strade  si debbano sbancare un po’ di dune e manomettere un po’ il  territorio e, magari, anche qualche pezzo di pineta!

E questi sarebbero le innovazioni? Queste sono semplicemente le stesse vecchie “teorie” cementificatorie  perseguite sin dagli anni ’60: e noi siamo assolutamente orgogliosi di aver contribuito a difendere questo straordinario ed irripetibile ambiente . Così come siamo assolutamente certi  (guardando retrospettivamente alle nostre battaglie) che se i cittadini di Palagiano (e non solo) possono ancora oggi fruire liberamente delle nostre spiagge e godere di questo Patrimonio Collettivo è anche grazie  alle nostre irriducibili battaglie in loro difesa.

Occorre, peraltro, ricordare che, quando gli interventi sono stati progettati e realizzati nel rispetto delle norme e sotto lo stretto controllo delle Istituzioni Pubbliche, le cose si son fatte. Come  i percorsi naturalistici nella Riserva, gestiti dal Corpo Forestale dello Stato e già meta di visitatori e scolaresche, o come chioschi realizzati in forma precaria  non sulle dune, ma là dove è possibile. Senza dimenticare (ed i consiglieri regionali dovrebbero saperlo) che è dal 1997 che una legge regionale (la n° 19) ha stabilito che le Pinete dell’Arco Jonico Occidentale debbono diventare un Parco Regionale: ma nulla si è fatto!

 

Chissà se qualcuno si è accorto che il vero problema è che l’erosione ha ormai in gran parte portato via la spiaggia tra Chiatona e Venti e tra Fiume Lato e Fiume Lenne!  Di questo e delle misure di difesa dovrebbero occuparsi il Sindaco e i consiglieri regionali, così come dell’esigenza di una periodica “liberazione” della foce del fiume Lenne la cui occlusione rischia di compromettere la “vitalità” del fiume e dei suoi abitanti. Oltre ad impedire la possibilità della discesa a mare delle barche dei pescatori che accedono al fiume attraverso la naturale discesa.

Intanto, nell’interesse di tutti, chiediamo agli Organi competenti, – a cominciare da quelli Comunali! –   di voler accelerare  la propria azione di controllo e verifica  e di tempestiva repressione, ricorrendone gli estremi, degli abusi.

Uno “pseudo-ambientalista” di Legambiente

Preneste  ANZOLIN

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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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