Ospedale_di_Castellaneta_(prospetto)

La CIA Confederazione Italiana Agricoltori e il Patronato Inac lanciano l’allarme sulla paventata chiusura di tutti i presidi ospedalieri periferici della provincia di Taranto.

“Per quanto riguarda in particolare il presidio occidentale di Castellaneta, vogliamo ricordare che esso è al servizio di una popolazione consistente di quasi 130.000 abitanti su un territorio considerevole di oltre mille chilometri quadrati: si tratta del secondo bacino di utenza dopo l’area di Taranto capoluogo”.

I consistenti tagli imposti al versante occidentale della provincia tra il 2010 e il 2011 hanno già comportato la perdita di quasi il 60% dei posti-letto in un bacino di utenza ampio quasi metà dell’intera provincia.

Più in generale la CIA ritiene che la provincia di Taranto abbia già pagato un prezzo elevatissimo ai tagli di posti-letto; ogni ulteriore intervento sarebbe assolutamente insostenibile.

La Cia comunque ritiene che alcune notizie vengono forse diffuse ad arte per creare caos e malcontento nella popolazione ed alimentare la confusione, per giunta utilizzando dati vecchi e non più rispondenti alla reale situazione a oggi presente (derivante dalla messa a punto del piano di riordino, effettuata a fine 2012). Evidentemente si tratta di una genialata di qualche tecnico rintanato in scantinati ammuffiti e non areati da aria fresca (e dati aggiornati) del Ministero.

Vorremmo ricordare al ministro Lorenzin e all’intero Governo Letta che la provincia di Taranto ha necessità di una rete periferica di presidi, poiché i dati evidenziano un aumento di patologie gravi; sarebbe impensabile per la sanità pubblica in provincia di Taranto rispondere adeguatamente alle esigenze della popolazione.

Per il presidio occidentale di Castellaneta da tempo se ne sta proponendo il rafforzamento, magari utilizzando personale nullafacente “imboscato” sotto casa e super-protetto da qualche esponente politico della maggioranza di centro-sinistra alla Regione.

L’ospedale di Castellaneta si regge grazie alla presenza di professionisti seri nei vari reparti che con abnegazione e responsabilità tengono in piedi la struttura.

La CIA e il Patronato INAC chiedono alla Regione Puglia di sostenere con forza le ragioni di un territorio già pesantemente provato dagli effetti devastanti dell’inquinamento nell’area di Taranto che si ripercuotono pesantemente in tutta la provincia.

 

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

Un pensiero su “No alla chiusura degli ospedali periferici della provincia di Taranto”
  1. Fa piacere leggere queste denunce, ma nessuno ha il coraggio di attribuire questo tipo di scelte ai veri responsabili che, secondo la mia modesta opinione, sono riconducibili ai governi di centro destra della gestione FITTO e di centro sinistra della gestione VENTOLA. L’aspetto aberrante di queste scandalose politiche consiste nel fatto che, i consiglieri eletti in questo territorio, sia quando si sono trovati al governo e sia quando sono stati all’opposizione, non hanno mai coltivato gli interessi della propria provincia. Il dato è incontrovertibile Proprio per i danni rivenienti dall’alto tasso di inquinamento prodotto dal polo industriale della provincia, i vari governi regionali che si sono succeduti avrebbero dovuto ripagare i fruitori di questo territorio, seriamente martoriato, anche da RISATE DI SCHERNO DI QUALCUNO, così come si evince dalle intercettazioni telefoniche tra i responsabili dell’ILVA e i nostri GOVERNANTI.
    Questi sono i fenomeni che allontanano la gente “COMUNE” dalle URNE o che preferisce dare il proprio consenso a gruppi politici come il MOVIMENTO 5 STELLE.
    ADANEGRO

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