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Venerdi 27 dicembre 2013 si è tenuto un consiglio comunale del tutto illegittimo.

In spregio alle più elementari norme, leggi o regolamenti questi “fenomeni da….”sono andati in consiglio comunale a votare dei debiti fuori bilancio che sarebbero dovuti passare dalla commissione.

Ormai vanno avanti nell’anarchia più assoluta, fregandosene delle regole e creando precedenti che potrebbero compromettere ogni forma di democrazia.

Con questo modo di fare, il sindaco, il presidente del consiglio e quella sparuta folla di pseudo consiglieri rimasti (con l’anello al naso) stanno trasmettendo messaggi diseducativi soprattutto per i nostri giovani, per cui l’unico modo di bloccare tutto ciò sarà esporre tutto alle autorità competenti, augurandoci che l’anno nuovo ci porti risposte positive.

Noi crediamo ancora nelle istituzioni ed è a loro che ci rivolgiamo al fine di ripristinare la legalità e la democrazia, favorendo gli interessi dei nostri concittadini palagianesi.

Sappiamo che la nostra posizione in amministrazione è una spina nel fianco per molti di loro, però arrivare addirittura a non invitarci alle conferenze dei capigruppo (sede in cui si decidono gli atti da portare in consiglio) o ben più grave non passare dalle commissioni (organo di controllo amministrativo composte da sette consiglieri tra maggioranza e opposizione) è una bassezza inesorabile.

Lo hanno capito tutti che NON VOLETE ESSERE CONTROLLATI, ma almeno quello che prevede la norma, fatelo.. Ovviamente noi non ci fermeremo e continueremo a chiedere le dimissioni di quegli assessori e di quei consiglieri eternamenente incompatibili (vedasi caso città impresa, puliservice meridionale, incarichi legali, assunzioni di coniugi e nipoti in cooperative sociali e tanti altri), ma anche del presidente del consiglio, non incapace, ma sempre meno capace di rappresentare quell’assise..

Infine, al Sindaco, intimiamo di rendere trasparente il suo operato e di chiarire la sua posizione personale e politica nei confronti dell’elettorato e del popolo tutto, altrimenti…SI DIMETTA!!!

Simone Lippolis Presidente della Commissione Bilancio

e

Mauro Tagariello Capogruppo Api-Palagiano in Crescita e Presidente dell Commissione Politiche del Territorio.

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

Un pensiero su “PALAGIANO E L’ANARCHIA…AMMINISTRATIVA!!”
  1. Augurando ai consiglieri Lippolis e Tagariello ogni fortuna (e davvero di tanta fortuna avranno bisogno, atteso che siamo in Italia e non è improbabile che anche a loro tocchi di scoprire che la giustizia amministrativa qui da noi è concetto puramente teorico), voglio approfittare di questa occasione per far notare una similitudine forse sfuggita ai più.

    Qualche tempo fa si ebbe il proporsi di un tormentone simile a quelli musicali che annualmente popolano le nostre estati e finiscono per coincidere con un particolare anno o periodo della nostra vita. Così, molti di noi quando ascoltano, chessò, “Vamos a la playa” dei Righeira ritornano coi ricordi al loro primo amore adolescenziale o alla prima estate passata con la patente di guida in tasca, con tutte le conseguenze anche amorose che ne derivarono. L’altro tormentone di cui dicevo, questa volta politico, faceva così: “Ce m’nport a me d’lu po’pl”.

    Bene. Fatta notare questa singolare coincidenza, è anche il caso di aggiungere che forse la similitudine nei tormentoni che possono darsi e in campo musicale e in campo politico finisce qui. Esiste infatti una grande vera differenza tra i due tormentoni: mentre i primi si danno una volta l’anno e sanno segnarlo quell’anno nella nostra memoria, i secondi si danno continuamente (come ben si può notare anche grazie a questo articolo) e segnano la politica in generale, rendendo perciò impossibile operare distinzioni tra anni o stagioni.

    Questa differenza, probabilmente, ne origina e spiega anche un’altra: dei Righeira ci ricorderemo sempre, mentre degli autori di un tormentone politico che non ha nemmeno un anno di vita ce ne siamo già dimenticati.

    Mimmo Forleo

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