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SINDACI IN RIVOLTA

 

Ai sensi dell’art. 54 del d.lgs. 267/2000, il Sindaco è Ufficiale del Governo.

Consapevoli della importanza di tale ruolo, rispettosi delle prerogative di Legge, i Sindaci dei Comuni della Provincia di Taranto, in maniera unitaria e trasversale, manifestano il proprio dissenso nei confronti delle scelte operate dallo Stato in materia fiscale.

Il grido di allarme che lanciamo in quanto primi cittadini, ci rende portavoce delle istanze delle nostre Comunità.

Amministrare oggi un Paese, è compito delicato e gravoso.

Instabilità, incertezza ed impossibilità di programmazione, sono la naturale conseguenza della poca chiarezza che i Governi italiani hanno saputo dare nell’ultimo decennio in merito alla politica fiscale.

Non è più tollerabile che il debito pubblico italiano debba gravare così tanto sul contribuente, mettendo nelle condizioni i Sindaci di limitarsi ad espletare l’attività di “agente riscossore” di tributi.

In rappresentanza dei cittadini tutti, consci delle difficoltà dei contribuenti, da oggi porteremo avanti un’azione di informazione e di protesta, finalizzata ad ottenere chiarezza ed un alleggerimento del carico fiscale sui contribuenti.

Mario de Marco

Giovanni Gugliotti

Vito Egidio Ippolito

Domenico Sgobba

Lino Andrisano

Vito De Palma

Ciro Alabrese

Gianfranco Lopane

Vito Di Taranto

Dario Macripò

Roberto Leonardo Massafra

Francesco Ancona

Alberto Chimienti

Martino Carmelo Tamburrano

Salvatore Prete

Vito Antonio Punzi

Cosimo Birardi

Luigi Pinto

Antonio Tarasco

Michele Labalestra

Giuseppe Ecclesia

Maria Giovanna Iacca

Giorgio Grimaldi

Giuseppe Tarantino

Dario Iaia

Angelo Miccoli

Ippazio Stefano

Emidio De Pascale

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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

Un commento

  • mimmoforleo

    Qualcuno, per favore, spieghi a Tarasco che anche il ridicolo dovrebbe avere un limite.

    Mi va a mettere la sua firma sotto un documento che recita:

    “Non è più tollerabile che il debito pubblico italiano debba gravare così tanto sul contribuente, mettendo nelle condizioni i Sindaci di limitarsi ad espletare l’attività di “agente riscossore” di tributi.”

    Ora. A parte il fatto che di quel debito non possono certo farsene carico i tedeschi o magari i marziani (anche se mi viene il dubbio che nel fantastico mondo di Tarasco pure una cosa simile sembri verosimile), ciò che appare davvero grave è che il nostro sindaco si definisca semplice “agente riscossore”. Proprio lui che ha saputo fare la “cresta” sulle tasche dei suoi concittadini!

    Forse l’avrà dimenticato (anche se è più probabile che non l’abbia affatto compreso), ma uno dei bilanci che ha fatto approvare alla “sua” maggioranza prevedeva una cosa del genere:

    a fronte di una riduzione di trasferimenti statali pari a circa 780.000 euro, lo Stato gli consentì di rifarsi, tramite l’IMU, della stessa somma. Lui cosa fece? Aumentò l’importo di oltre 300.000 euro, facendo raggiungere alla “compensazione” il tetto di 1.100.000 euro.

    Insomma, si è comportato esattamente come quelle serve che facevano aumentare quotidianamente il prezzo delle uova o del latte pur di spillare quattrini alle loro padrone. E adesso ha pure il coraggio di definirsi “agente riscossore”!

    Mimmo Forleo

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