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Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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  • Arci Palagiano

    PAROLE, OPERE E OMISSIONI SUI LABORATORI URBANI” THE FACTORY”

    “Le dovute verifiche sulla Cooperativa Corda Fratres” per riprender un’espressione che l’Associazione Libera ha usato nella lettera rivolta al Sindaco di Palagiano per sollecitare controlli da parte del Comune di Palagiano, siamo certi che la Magistratura le stia già effettuando. In ogni caso da parte della Pubblica Amministrazione quelle verifiche andavano già fatte in fase di bando e di affidamento del servizio, “The Factory”, destinatario di un finanziamento pari a 630,00 mila euro fondi CIPE e 70.000 di fondi propri dei Comuni interessati e raggruppatisi attraverso un convenzione, quali Mottola, Palagiano e Palagianello per un totale di 700.000 mila euro. Dunque tutto è stato ritenuto legittimo. Questo è il dato che oggi emerge salvo prova contraria.
    Proviamo però a spostare il focus su un altro aspetto dello stesso tema per parlare sempre di legalità e di ciò che ci è dato osservare.
    1) Cosa si doveva realizzare con questi soldi? Quali gli obiettivi da raggiungere?
    A Palagiano : Laboratorio di creatività ed estetica (grafico-pittorico-manipolativo); laboratorio comunicativo e relazionale; laboratorio profumi e sapori (orto botanico-culinario); attività di formazione e sperimentazione degli utilizzi agroalimentari del mandarino I.G.P. e dei prodotti tipici agricoli. A Mottola laboratorio musicale,audiovisivo,stamperia,pub-caffè, internet caffè,mediateca,sportello servizi artigiani. A Palagianello accoglienza al territorio e promozione dell’artigianato tipico.
    Tutto ciò in un’ottica più generale di promozione sia della creatività giovanile che della attrattività, da un punto di vista turistico, del comprensorio del Parco delle Gravine. Ovviamente i risultati ottenuti andavano monitorati attraverso indicatori comuni quali : i risultati attesi e realizzati, il numero di utenti, il numero di attività realizzate. Si badi bene: il numero delle attività realizzate e il numero di utenti non è secondario non solo al fine di poter verificare i risultati in termini di promozione del territorio ma soprattutto in termini di sopravvivenza del progetto stesso, che dopo i cinque anni di sostegno attraverso fondi pubblici, deve essere in grado di realizzare ricavi tali da auto sostenersi attraverso sponsor, tariffe dei servizi a domanda individuale, abbonamenti etc.
    Dunque la Regione Puglia dava cinque anni di tempo per fare un sacco di lavoro con i soldi pubblici, creare attività tali da coinvolgere almeno settecento (tanto si stimava) utenti abbonati per Comune e poi camminare da soli avendo dotato il Comune stesso di un volano per la crescita.
    2) Cosa è stato realizzato?
    Siamo quasi alla fine del quinquennio:secondo il piano di Sostenibilità dei Laboratori Urbani Giovanile di Mottola, Palagiano e Palagianello al 5° anno ogni “The Factory” di ogni Comune doveva essere in grado (avendo raggiunto gli obiettivi) di avere ricavi per : 45 mila euro di abbonamento card, 64 mila euro di rientri tariffari ( cioè utenti che accedono ai servizi e pagano), 20 mila euro di sponsor, mille euro di contributi privati.
    Ovviamente alla fine dei 5 anni doveva aver creato un certo numero di posti di lavoro ormai qualificati e con esperienza: almeno un tutor per ogni laboratorio come era previsto sin dall’inizio almeno per Palagiano.
    Aver consolidato gli orari di apertura al pubblico che ,come previsto, doveva essere quotidiana (mattutina e pomeridiana) sabato compreso.
    Insomma il gestore doveva mettere a frutto le proprie doti imprenditoriali, utilizzare uno start up iniziale di ben 5 anni per realizzare un circuito virtuoso utile al territorio.

    3) E gli amministratori che fanno?
    Intanto il Comune è consapevole di cofinanziare per un 5 mila euro all’ anno. In questi cinque anni i Comuni avrebbero dovuto vigilare dunque, affinchè i soldi pubblici, anche i propri, fossero spesi bene e gli obiettivi raggiunti. Fu istituito infatti un Ufficio apposito (Riqualificazione Urbana) chea tra i suoi doveri aveva quello di vigilare e promuovere ispezioni e controlli. Le eventuali inottemperanze riscontrate potevano persino inibire l’accesso da parte dell’ente gestore alle varie trance di finanziamento. Qual è il risultato di queste ispezioni???
    4) Le associazioni del territorio che ruolo hanno in tutto ciò?
    Le Associazioni potevano firmare con il Comune e l’Ente Gestore un protocollo di rete al fine di garantire la partecipazione a processi di inclusione e coinvolgimento degli attori del territorio.
    Ovviamente fatto salvo il principio che i servizi così come previsto dal bando dovevano essere erogati dall’Ente Gestore .
    Più volte sollecitati dall’Arci di Palagiano, sia il Comune (allora Sindaco Ressa e sempre alla Cultura Mellone) che la Corda Fratres non ha mai voluto firmare il Protocollo predisposto dalla Regione Puglia. Quel protocollo era essenziale per la chiarezza di chi doveva fare cosa. Ci è sembrato che le Associazioni fossero state tratte in una sorta di inganno. Ti do una stanza e svolgi le tue attività qui. Hai uno spazio, non paghi acqua luce etc e sembra che tutto funzioni. L’importante che ci sia movimento. Strumentalizzazione, questo ci è sembrato e per questo ci siamo chiamati fuori dal The Factory .
    Poiché il tempo pare che sia galantuomo e restituisce sempre tutto crediamo che sia giunto il momento della chiarezza. Quantomeno vorremmo “luce” sui risultati raggiunti e sulle modalità di coinvolgimento delle associazioni.
    Angela Surico
    Presidente Circolo Arci SvegliArci Palagiano

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