Raccolta differenziata. Perché a Palagiano non si raggiungono le percentuali che invece si raggiungono negli altri paesi?

– Se dobbiamo considerare il fenomeno in senso completo, dobbiamo partire anche dalla poca collaborazione dei cittadini. Perché c’è qualcuno che non fa la raccolta differenziata in modo differenziato. Ma io non voglio colpevolizzare nessuno. Dico solamente che sul territorio comunale di Palagiano, nella zona di Chiatona, ci sono dei contenitori che consentono la raccolta indifferenziata. Nel momento in cui saranno eliminati cambierà la percentuale di resa della raccolta differenziata. Non ci saranno più contenitori per la raccolta indifferenziata. È chiaro?

Sì, si. È chiaro.

(Sembra un siparietto comico ma in realtà si tratta dell’intervista rilasciata da Tarasco a Pinuccio Favale nei giorni scorsi.)

 

Al di là del materiale che potranno ricavarne gli amici di Luce&Sale per il nostro diletto, vale davvero la pena di segnalare alcuni profondi “concetti” espressi da Tarasco in meno di un minuto:

1) “c’è qualcuno che non fa la raccolta differenziata in modo differenziato. Ma io non voglio colpevolizzare nessuno”

2) “nella zona di Chiatona, ci sono dei contenitori che consentono la raccolta indifferenziata”

3) “[A Chiatona] Non ci saranno più contenitori per la raccolta indifferenziata”

Consentiteci adesso di analizzare singolarmente queste tre perle di autentica saggezza. Dopodiché, in un secondo post, vi annoieremo con un po’ di numeri secondo una nostra ormai consolidata tradizione. Numeri che possono servire a svelare il “mistero” che obnubila le menti – altrimenti molto illuminate – dei nostri amministratori. Di ieri e di oggi.

1) Vorremmo ricordare a Tarasco che il problema degli “incivili” è un problema vecchio quanto la differenziata “porta a porta”. Infatti, come s’incaricheranno di dimostrare i numeri che forniremo poi, non esiste paese che non si sia scontrato con questo disagio. Detto disagio, però, è talmente conosciuto che perfino un Capitolato che sembra scritto con i piedi (quello appositamente approntato dall’ing. Basile per il Comune di Palagiano) ne ha dovuto tener conto. Leggiamo cosa recita l’articolo 5, comma 10, di detto Capitolato:

Il servizio si articola nelle attività di seguito elencate e successivamente esplicitate:

10. raccolta dei rifiuti abbandonati abusivamente lungo le strade e le aree pubbliche”

Inoltre, e non poteva essere altrimenti, la prescrizione di cui sopra venne interamente recepita dalla Proposta di Appalto (in pratica il contratto attualmente in itinere) presentata dalla Ditta. Leggiamo cosa dice la Proposta alle pagg. 119-121 (“Elenco dei servizi”, punto 10):

10. raccolta dei rifiuti abbandonati abusivamente lungo le strade e le aree pubbliche”

Cosa vuol significare questo benedetto comma, o punto, 10 contenuto nel Capitolato e ripetuto nel contratto attualmente vigente? Una e una cosa soltanto: alla Ditta è fatto obbligo di raccogliere tutti i rifiuti, anche quelli “conferiti” con modalità diverse da quelle previste per il “porta a porta”.

Ora. Alla luce di quanto detto, sindaco e amministratori potrebbero lamentarsi della presenza degli “incivili” da qui alla fine dei tempi, ciò non sposterebbe di una virgola il pesante fardello di responsabilità che ricade interamente sulle loro spalle: consentire infatti che la Ditta si disinteressi tranquillamente dei rifiuti non correttamente “conferiti” si traduce in menefreghismo ai danni dei cittadini e difesa degli interessi della Ditta, che andrebbe invece sanzionata pecuniariamente per via del disinteresse dimostrato.

2) Quando Tarasco afferma che a Chiatona ci sarebbero i contenitori per l’indifferenziato dice una cosa ovvia. Purtroppo per lui, però, dimostra anche di non conoscere ancora il Capitolato e come gli venga facile proferire solo castronerie.

La raccolta dei rifiuti a Chiatona è stata prevista di tipo “stradale”… dal Capitolato! Il motivo di questa scelta è spiegato nel Capitolato stesso: essendo la popolazione lì residente per gran parte di tipo stagionale, introdurre il “porta a porta” avrebbe comportato ogni anno il ripetersi del cosiddetto periodo di “rodaggio”.

Se oggi Tarasco si dice scontento di tale scelta, prima di farcelo sapere avrebbe intanto dovuto chiederne conto all’ing. Basile e, soprattutto, dovrebbe ripensare alle tante volte in cui durante la campagna elettorale si diceva convinto che la gara approntata per Palagiano fosse ottima! Il suo principale competitore nella corsa a sindaco, Ciccio Serra, chiese ripetutamente che si aprisse un confronto su quella gara e sui disagi (per non dire disastri) che essa avrebbe certamente provocato, Tarasco però fece spallucce. Non tanto perché avesse una qualche idea su quella gara, ma solo perché così gli veniva “ordinato” di dire e fare dagli “esperti” che lo avevano di peso portato sui palchi comiziali.

3) Impegnarsi come fa Tarasco con la promessa di eliminare i contenitori per l’indifferenziata da Chiatona, denuncia in un colpo solo tutta l’insipienza amministrativa e la totale ignoranza dei prìncipi essenziali del diritto che possono affliggere chi è diventato sindaco per caso.

Prima di spararla tanto grossa, Tarasco avrebbe dovuto chiedersi con quali uomini la Ditta potrebbe far fronte a tale impresa, atteso che con le “sue” attuali forze dimostra di essere in pericoloso affanno, senza riuscire ad assolvere tutti gli obblighi già previsti. Tarasco non si rende conto che la sua richiesta equivale a quella che potrebbe rivolgere come medico ad un ammalato costretto a starsene a letto per via di una polmonite: Domani, oltre ad alzarti dal letto, dovrai presentarti puntuale in miniera!

Il colmo viene raggiunto allorquando, senza rendersene minimamente conto, Tarasco si imbarca in una pretesa che ha dell’incredibile: nonostante l’esistenza di un contratto che impegna due parti, Comune e Ditta, a precisi diritti e ad altrettanto precisi doveri, ritiene di poter modificare unilateralmente quel contratto!

È mai concepibile una cosa simile? Sì. Ma solo a condizione di immaginare le gravi conseguenze che ne deriverebbero per il Comune: la Ditta non farebbe passare neanche un giorno prima di rivolgersi a un giudice e ottenere: a) l’immediato ristabilimento dei termini contrattuali sottoscritti da entrambe le parti; b) il ristoro economico ad essa spettante per aver dovuto operare in deroga alle norme contrattuali sottoscritte, per un periodo la cui durata sarebbe da calcolare considerando il tempo intercorrente tra il manifestarsi della pazzia di un sindaco e il momento in cui il giudice stesso decide che ce n’è abbastanza.

Mimmo Forleo e Giacomo Di Pietro

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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