La principale accusa che i sostenitori del dott. Tarasco muovono a Ciccio Serra, nonché agli altri giovani della coalizione da lui guidata, risulta quella di essere degli spiantati senza mestiere che, attraverso la politica, aspirerebbero a trovare una scorciatoia per sistemarsi lavorativamente.
Al contrario a Tarasco viene riconosciuto, giustamente, di aver conseguito i suoi obiettivi professionali e quindi, non dovendo più pensare ad una sistemazione lavorativa, di potersi ora dedicare alla cura della Comunità.

A dire la verità non sono solo i sostenitori/elettori ad essere caduti in tale errore.
Anche i singoli candidati del centro-sinistra, più volte, hanno puntato il dito verso la condizione lavorativa dei candidati della coalizione del centro-destra.

A memoria ricordo due casi eclatanti.
Il comizio dell’Assessore Manuela Goffredo, in cui invitava i cittadini a chiedere ai candidati di Ciccio Serra cosa fanno nella vita, ed il comizio del Consigliere comunale Salvatore Monaco, il quale rivendicava a pieno titolo di aver cominciato a lavorare a 13 anni, stigmatizzando alcune affermazioni di Ciccio Serra riguardanti la sua adolescenza.
Alla Goffredo è facile rispondere.
Basta chiederle: “Cosa fai tu nella vita? Quale professione svolgi? Da dove trai il reddito necessario per vivere?”.
La risposta è altrettanto semplice: “Di mestiere faccio l’Assessore!”.
Allo stesso modo il Consigliere Monaco, nel suo comizio, rivendicava l’inizio della sua attività lavorativa intorno ai 13 anni lasciando intendere, in maniera nemmeno tanto velata, che Ciccio Serra non sarebbe idoneo a svolgere la funzione di Sindaco in quanto non ancora professionalmente affermato.

Su di un simile modo di ragionare, che ha rappresentato il leit motiv della campagna elettorale del centro-sinistra, va steso un velo pietoso alzando, invece, il velo che nasconde e mortifica, troppo spesso, il mondo dei giovani.
Per cominciare facciamo un nome: Urbano Lazzaro, nome di battaglia Bill – anno di nascita 1924.
Nel 1945, a soli 21 anni, Urbano Lazzaro era uno dei partigiani che arrestarono Mussolini.
Non ci interessa qui la ricostruzione storica degli eventi quanto, invece, un dato anagrafico.
21 anni, la scelta di “andare su in montagna”, mettere a repentaglio la vita per un ideale, per una scelta politica.
Avessero ragionato in quegli anni come si sta provando a (s)ragionare a Palagiano in questi giorni le montagne, permettetemi la provocazione, anziché di giovani partigiani sarebbero state un brulicare di anziani, incerti se manovrare il bastone o azionare il mitra.
Ma vi sono esempi meno cruenti e più attinenti, invece, alla vicenda politica?
Vediamo un po’.
Lonilde Jotti, la compagna Nilde, classe 1920 ed eletta all’Assemblea Costituente nel 1946 a soli 26 anni.
Lazzati Giuseppe, classe 1909, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 37 anni.
Dossetti Giuseppe, classe 1913, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 33 anni.
Foa Vittorio, classe 1910, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 36 anni.
Moro Aldo, classe 1916, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 30 anni.
Scalfaro Oscar Luigi, classe 1918, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 28 anni.
Taviani Emilio Paolo, classe 1912, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 34 anni.
Zaccagnini Benigno, classe 1912, eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 a 34 anni.

Questi nomi dovrebbero essere nel Pantheon del centro-sinistra, nella genetica dell’UDC e del PD soprattutto, sempre che non se li siano persi strada facendo.
Lungi da me il voler paragonare Ciccio Serra ad uno di loro ma occorre fare una riflessione attinente il dato puramente anagrafico.
Se in quegli anni fosse invalso il pensiero dominante la campagna elettorale dell’odierno centro-sinistra palagianese, per cui un 26enne non sarebbe degno di assurgere alla carica di primo cittadino, quelle persone non sarebbero mai entrate nell’Assemblea Costituente.
E chi conosce il contributo, culturale e morale, che essi diedero alla scrittura della nostra Costituzione sa bene quale sarebbe stato il prezzo pagato al presunto valore dell’esperienza.

Dunque, finiamola con questo argomento vuoto.
Tarasco e Serra devono confrontarsi e devono essere valutati sui contenuti e non sui dati anagrafici o sulle già maturate esperienze professionali.
Altrimenti, scusate la franchezza, Ciccio Serra avrebbe tutto il diritto di chiedere al dottore: “Dove eri a 26 anni quando tanti giovani, inseguendo il sogno di un mondo migliore, si dedicavano alla politica tentando di cambiare la società?
Ed in tal caso non sarebbe sufficiente dire: “Stavo studiando o lavorando”.
Perché il fallimento dei giovani di allora, che oggi è sotto gli occhi di tutti, fornirebbe un’amara verità.
Dei tanti dottor Tarasco, visto come è andata, si aveva bisogno allora e non oggi, perché oggi è troppo tardi.

Rollo Tommasi

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

10 pensiero su “Serra-Tarasco. Non è questione di età o lavoro!”
  1. Penso che i sostenitori di Tarasco possano ben permettersi di muovere a Ciccio Serra l’accusa di cui dici. Dimentichi infatti che annoverano tra le loro fila chi ha anticipato perfino Bill Gates nell’abbandonare gli studi, e poco importa se i risultati raggiunti si vedono solo quando legge da un palco e rimangono invisibili quando lo si giudica professionalmente.

    Ti sarà inoltre sfuggito il pieghevole in cui l’assessora confessa candidamente che l’incarico assessorile le ha insegnato “ad amare Palagiano” (prima di allora, probabilmente, dell’esistenza del paese aveva saputo consultando le carte geografiche). A quale titolo Ciccio Serra può affermare di avere “Palagiano nel cuore” se, oltre ad essere piccolo di età, non è mai stato nemmeno assessore? Palagiano, se si è piccoli e non si è assessori, la si può, presumo, solo odiare.

    Soprattutto, però, scrivendo l’articolo hai trascurato di dare il giusto valore che va attribuito al Tarasco-pensiero. Non te ne faccio una colpa, in quanto solo adesso abbiamo gli elementi che permettono di giudicarlo in tutta la sua grandezza (grazie all’apparire di questa lettera: http://www.palagianonline.it/web25/index.php?option=com_content&view=article&id=788:tarasco-lettera-ai-cittadini&catid=156&Itemid=136)

    “Abbiamo interessanti progetti da portare a compimento per rendere più bella Palagiano; per consentire migliori prospettive per i nostri giovani; per aumentare il valore capitale-uomo che ci permetterà di incrementare il valore capitale-territorio, attraverso l’attuazione di grandi progettualità per lo sviluppo industriale, agricolo, commerciale e turistico.”

    Sì, hai capito bene. Il percorso che porta da sant’Agostino a Stalin è finalmente compiuto; forse l’idea di “uomo” che ne vien fuori, invece di ricordare la persona, somiglia a quella che si può avere riguardo a una bestia da allevamento, e magari l’enfasi posta sul valore del capitale-stalla farà storcere la bocca ai palati più fini, abituati ad Agostino piuttosto che a Stalin, ma adesso possiamo dire senz’ombra di dubbio che il dottore un “programma” ce l’ha per davvero.

    Mimmo Forleo

  2. Ho appena ascoltato la conferenza stampa del dott. Tarasco dove viene rimandata al mittente la richiesta di un pubblico confronto avanzata da Ciccio Serra.

    Dice il dottore: “I confronti ci sono già stati. A questo punto della campagna elettorale il confronto significativo è sicuramente con tutto l’elettorato…”.

    Caro dottor Tarasco, così non va assolutamente.
    Lei ha il dovere morale, nei confronti della cittadinanza innanzitutto, di porsi innanzi il suo avversario politico e di mettere a confronto i vostri progetti per Palagiano.
    Tale necessità si rende ancor più impellente ora, dopo il primo turno, che la sfida è ridotta a due persone.
    Il sottrarsi al confronto significa aver scarso rispetto dell’elettorato che, ad oggi, sarebbe chiamato a porre la sua fiducia in quel che Lei è stato piuttosto che in quel che sarà.

    Rispetti l’elettorato, non ci deluda, richiami Serra e accetti di confrontarsi con lui.

    R.T.

  3. Signori è chiaro che Tarasco eviti il confronto diretto con Serra per dei motivi logici:

    1)il fatto che manchino 2 voti due alla sua elezione e che i 1200 e passa sostenitori di cervellera per un semplice discorso politico del “meno peggio” preferiranno votare tarasco piuttosco che Serra.
    2)Tarasco sa benissimo che sul confronto di dialettica e politico con Serra non c’è storia Serra lo potrebbe distruggere in 2 domande.
    Dargli questa possibilità costituirebbe un autogol di quelli storici quindi perchè dare un simile vantaggio all’avversario…
    Non se ne esca Serra con discorsi sulla democrazia etc etc belle parole certo ed anche sensate.. ma il motivo per cui Tarasco risponde no grazie è LAPALISSIANO…
    Ovviamente queste sono mie considerazioni basate su motivazioni matematiche(il numero dei voti che mancano a Tarasco) e politiche (mai uno di Sel andrebbe a votare un candidato del PDL)..

  4. Egregio Mariano,

    smentiamo una cosa.
    A Tarasco non mancano 2 voti per l’elezione, così come a Serra non ne mancano 1400.
    Chi ottiene un solo voto più dell’altro, al ballottaggio, diventa Sindaco.
    Potrebbe finire 3001 a 3000 per Serra e questi diverrebbe Sindaco.
    Così come, al contrario, potrebbe finire 3001 a 3000 per Tarasco ed allora Sindaco diverrebbe il dottore.

    Dunque, è come ripartire dallo 0-0, senza negare che Tarasco sembra avere il vento a suo favore.
    Pertanto, sottrarsi al confronto con Serra è cosa che non fa bene alla democrazia.

    R.T.

  5. Scusami rollo ma non è così qui non stiamo ripartendo da 0 a 0 ma si stanno facendo i supplementari!! le forze schierate in campo hanno già preso la loro decisione una volta…difficilmente uno cambia idea… ovviamente può succedere per carità ma qui parliamo di un gap tra i due elettori (basandoci sulla prima tornata) molto alto…

    1. Be’, non è esattamente come ripartire da 0-0, e non stiamo nemmeno parlando di tempi supplementari. Più che la metafora della partita di calcio, io userei quella della Formula 1: un candidato parte in pole position, e l’altro in seconda fila: la corsa dura solo un giro.

      Ora, quando il candidato che parte in pole position ha già sfiorato non più tardi di una settimana fa la soglia del 50% dei consensi come ha fatto Tarasco, diventa statisticamente improbabile ribaltare il risultato perché sono assai limitati gli spazi in cui “l’inseguitore” potrebbe andare a pescare i consensi necessari per incrementare il suo risultato del primo turno.
      Altra cosa sarebbe un ripensamento da parte di chi ha votato Tarasco al primo turno. Allora, dice bene Mariano che chiedere a Tarasco di accettare il confronto pubblico sarebbe come chiedergli di cercare di contribuire a questo ripensamento perché si chiede al dottore dovrebbe di spostare la campagna elettorale sul terreno che non gli è congeniale.

      Onestamente, dire che il mancato confronto significhi “aver scarso rispetto dell’elettorato” mi sembra un po’ esagerato. In fin dei conti ci sono altri modi in cui le idee ed i programmi dei candidati sono esposti, e quindi l’elettore ha già la possibilità di giudicare, confrontare ed infine di decidere consapevolmente.

      Sulla questione, ognuno dei due candidati prende una posizione che gli sembra più conveniente per se stesso. E la posizione di Tarasco dà certamente un punto di vantaggio propagandistico a Serra. Servirà questo punto di vantaggio a ribaltare l’esito del primo turno? Penso di no.

    2. Come ha ben detto Ciccio nel suo comunicato, il rifiuto del confronto crea grossi interrogativi soprattutto dal lato della credibilità personale del dottore, che non faccio fatica ad ammettere sia stato finora l’unico vero suo punto di forza.

      Chi ha avuto modo di ascoltare il suo comizio di stasera, non può non avere notato il passaggio iniziale in cui si alludeva ancora una volta al presunto uso di un linguaggio “violento” da parte di Serra.

      Bene, il passaggio che sarebbe “violento” è quello contenuto nel comunicato diramato da Serra nella giornata di oggi. Vediamolo di nuovo questo passaggio:

      “Confronto non vuol dire guerra, ma ha il potere di sconfiggere, quando manca, la democrazia.”

      Secondo Tarasco, Serra avrebbe inserito nel discorso politico termini, come la parola “guerra”, che poco si confanno al confronto, che dovrebbe essere invece sereno e tranquillo.

      Provo perfino imbarazzo nel far notare al dottore che, affinché si dia una lettura bislacca come quella che egli ha inteso dare alla frase, sono necessari due elementi tra loro alternativi: la mancata comprensione del testo letto, oppure la volontà precisa di volerne tradire e manipolare il significato.

      In coscienza sento di poter escludere il primo, non fosse altro perché, data l’elementare inequivocabilità del significato della frase in questione, mi toccherebbe in caso contrario dover dare dell’idiota al dottore.

      Non ci resta allora che prendere atto per l’ennesima volta di qualcosa di cui mi dico convinto da quando sono iniziati i comizi: Tarasco ha intrapreso, purtroppo per lui, con estremo ritardo la via della politica; l’avrei visto bene, come politicante però, ai tempi della cosiddetta Prima Repubblica. Oggi invece, nonostante egli si ostini a ripetere di essere l’unico ad aver “parlato di futuro”, rappresenta solo il rischio di un pauroso balzo nel passato. Quello peggiore, che ci ha condotti al punto in cui siamo.

      Mimmo Forleo

  6. Ho ascoltato tutti i comizi di Francesco Serra, convinto che potesse proporre qualcosa di innovativo, di ingegnoso per la futura Palagiano: la fantasia del giovane, l’estrosità, la novità, queste le principali carenze della proposta del centrodestra.
    Anche ieri sera: “grazie cittadini, grazie a chi è sceso in campo con me e poi… ancora grazie per avermi sostenuto, grazie, grazie, grazie…
    Veramente deprimente per un giovane di 25 anni.
    Serra perderà, strano a dirsi, perchè non ha idee giovani.
    La mia sarà una delle poche schede bianche!

    1. Su due piedi mi verrebbe da darti ragione. Purtroppo però la situazione presente e il realismo, e si deve essere realisti se non si vuole apparire poco seri, lasciano poco spazio ai voli pindarici.

      Serra ha proposto, riguardo ai posti di lavoro, ad esempio, soluzioni per crearne pochi ma sicuri nelle aree di proprietà comunale. Tarasco ha invece parlato della possibilità di crearne qualche centinaio grazie alla retroportualità nella zona PIP.

      Faccio notare, anche a Tarasco, che ad oggi non sappiamo neppure se il piano adottato se ne tornerà “promosso” e che le scelte imprenditoriali si rivelano spesso disastrose quando a farle è il pubblico.

      Diverso è il caso, illustrato da Serra, in cui l’imprenditore è incentivato a investire da una burocrazia funzionante e da fiscalità di vantaggio.

      Adesso scegli tu, tra le suadenti parole spese da Tarasco e quelle serie, ma non seriose a mio parere, di Serra.

      Mimmo Forleo

  7. Lei ha ragione sig. Forleo, ha quasi sempre ragione!
    Da Serra mi aspettavo, i palagianesi si aspettavano, di più!
    Serra ha perso al primo turno e perderà al ballottaggio perchè non ha quel “di più”, Serra è “vecchio” semplicemente perchè non ha idee giovani pur essendo giovane punto
    I palagianesi non hanno bisogno di vedere la villa o i cassonetti ridotti malissimo per il semplice fatto che lo sanno gia.
    I palagianesi hanno bisogno di progetti, idee nuove che facciano emozionare e sognare un domani migliore!
    Non faccio un confronto fra i due candidati perchè tra la storia dei due non c’è confronto!
    Lei, sig. Forleo, è molto più giovane di Francesco Serra.
    Lei, sig. Forleo, a volte mi fa emozionare.
    Serra NO

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