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TASI ed IMU 2017. Quanto pagheremo?

Con delibera del Commissario Prefettizio del 19.01.2017, a seguito di parere favorevole dell’Ufficio di competenza, sono state deliberate le aliquote TASI per l’anno 2017.
Da una prima lettura del testo deliberativo emerge purtroppo l’incertezza nella quale dovrebbero muoversi i cittadini.

Non è chiaro infatti se alcune categorie immobiliari saranno oggetto di tassazione e in quale misura: mi riferisco in primis ai fabbricati rurali la cui presenza è parecchio ricorrente nelle nostre campagne, ma anche alle case concesse in comodato a genitori e figli e a quelle locate secondo il regime del canone concordato, nonché alle aree fabbricabili.

Avendo riscontrato tali profonde incertezze che rinvengono dalla mancanza di un’esplicita esclusione di alcune tipologie immobiliari dal testo della delibera, già in data 6 febbraio scorso ho richiesto all’Ufficio Tributi del nostro Comune gli opportuni chiarimenti che, devo dire, sono tempestivamente giunti.

L’Ufficio, nell’ammettere che effettivamente il dettato deliberativo può facilmente trarre in errore, ha precisato che rispetto allo scorso anno nulla è variato a proposito di aliquote TASI ed IMU.

Il primo tributo è dovuto esclusivamente sulle case di abitazione appartenenti alle categorie “di lusso” A/1, A/8 e A/9 – che ritengo a Palagiano siano pari a zero o a pochissime unità – applicando l’aliquota dello 0,25%.

Confermate anche le aliquote IMU dello scorso anno per le altre tipologie di immobili: 1% per fabbricati (diversi dall’abitazione e relative pertinenze) e aree fabbricabili; 0,76% per i terreni agricoli non posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella relativa previdenza.

Sebbene non vi sia il richiamo esplicito all’esclusione dalla tassazione dei fabbricati rurali strumentali, soggetti per legge a TASI nella misura dello 0,1%, gli stessi non saranno colpiti da alcun tributo.

All’uopo appare opportuno ricordare che i detti fabbricati, per essere esentati da qualsiasi tassazione, non è sufficiente che si trovino nelle nostre campagne e siano strumentali alle attività agricole esercitate, ma devono essere di categoria catastale D/10 o, se di diversa categoria, devono recare apposita annotazione dei requisiti di ruralità nei relativi atti catastali.

Ove non risultino osservate tali prescrizioni, i fabbricati rurali strumentali – comunemente definiti “camere” – dovranno essere assoggettati ad IMU secondo l’aliquota dell’1% alla stregua di qualsiasi fabbricato diverso dall’abitazione principale.

Considerate le incertezze ancora una volta riscontrate a discapito della comunità, mi auguro sinceramente che i vari amici che si accingono ad essere scelti per la guida del nostro paese si impegnino innanzitutto a riordinare totalmente la gestione della cosa pubblica quanto meno per dare certezze ai cittadini e ponendoli a riparo da quelli che potrebbero diventare duri e defatiganti contenziosi.

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