Ascoltate queste interviste raccolte da Pinuccio Favale, al convegno organizzato da varie associazioni palagianesi “ambientaliste” e da alcuni partiti di sinistra.

Il primo a prendere la parola è il dott. Santucci, il quale, dietro precisa domanda dell’intervistatore, «Qual è il sistema di raccolta che giudica migliore?», risponde: «… la raccolta “porta a porta” è quella che permette di raggiungere percentuali di raccolta differenziata più elevate».

Segue il sindaco di Monteparano, Birardi, al quale, dopo che anch’egli ha confermato il lusinghiero giudizio espresso da Santucci sul “porta a porta”, l’intervistatore chiede: «Che tipo di lamentele avete combattuto, da parte dei cittadini?». Sentiamo Birardi: «Poche lamentele. Spesso qualche ottuso ignorante può pensare che non sia questo il futuro, ma in genere parliamo di percentuali vicine al 90-95%, se non oltre, di persone che erano d’accordo sulla raccolta differenziata. I cittadini sono meno stupidi di quel che si vuol far credere…».

Fermiamoci un attimo. Secondo Birardi, il 5, ma anche il 10% dei cittadini sarebbe «ottuso» e «ignorante»; mentre il restante 90-95% sarebbero, bontà sua, «meno stupidi di quel che si vuol far credere». Queste definizioni del tutto gratuite, come vedremo, vi ricordano per caso quelle a suo tempo utilizzate da un ex sindaco? Se sì, non vi sbagliate affatto.

Ma lasciamo stare la “storia” e occupiamoci del presente, per verificare se davvero una piccola parte dei cittadini è ottusa e ignorante; al contrario della stragrande maggioranza che, seppur non meritevole di essere definita intelligente, sarebbe perlomeno meno stupida dell’altra.

Diamo un’occhiata a queste tabelle e in particolare a quella intitolata “Percentuale di riciclo e compostaggio nell’UE 15”, a pag. 6. Scopriamo immediatamente un dato: in Italia, la somma delle due percentuali dà un risultato pari a “33”, per il 2010. Il che significa che in quell’anno, mentre Birardi, o chi per lui, costringeva i cittadini di Monteparano a raggiungere una soglia pari all’80% circa di differenziata, con i relativi aumenti di costo dovuti alla modalità di raccolta scelta per rendere possibile il raggiungimento di quella soglia, qualcun altro, incurante degli sforzi anche economici effettuati dai cittadini, conferiva tranquillamente il 70% circa della differenziata raccolta nelle discariche e/o negli inceneritori!

Detto in sintesi, atteso che sarebbe stato sufficiente fermarsi al 30% circa di differenziata, soglia raggiungibile adottando qualsiasi sistema di raccolta stradale, non si capisce bene a cosa mai possano servire livelli di raccolta differenziata spinta fino e oltre il 70%. Ovvero, lo si capisce benissimo, ma questo Birardi e Santucci non verranno mai a dichiararvelo spontaneamente.

Intanto, differenziare oltre il 30%, potrebbe servire per definire minchioni, senza ombra di dubbio, tutti quei cittadini che Birardi apostrofa come «meno stupidi» rispetto ad altri. Il problema vero infatti, ammesso che la minoranza sia davvero ottusa e ignorante, è che la maggioranza non le è da meno. Si prodiga infatti inutilmente, senza sapere che il frutto del suo sforzo va a finire comunque in discarica! Oltre che ignorante anche minchione, appunto.

Successivamente può servire a portare alla luce una delle truffe meglio organizzate del secolo, assieme a quella delle cosiddette “energie rinnovabili”; con particolare riferimento a fotovoltaico ed eolico, ma di queste vi parlerò in altra occasione.

Stando agli “ambientalisti” infatti, grazie agli alti livelli di differenziata, sarebbe possibile raggiungere la bellezza di ben tre vantaggi in un colpo solo: economico, ambientale e igienico. Io potrei dimostrarvi che l’unico vantaggio raggiungibile è quello conseguito dalla potente lobby nata e cresciuta all’ombra di uno statalismo che considera i cittadini pecore da tosare.

Fermiamoci però all’aspetto economico. Checché ne dicano, a fasi alterne, i vari Ressa e Lorè, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che il “porta a porta” comporta solo un notevole aumento dei costi di raccolta, per nulla compensati da fantomatici “risparmi” conseguibili in sede di conferimento.

Ascoltiamo di nuovo Birardi. Favale gli chiede: «Ci sono dei vantaggi economici [col “porta a porta”]? Se sì, di quale entità?». Risponde Birardi: «Non ci sono vantaggi economici. È solo un vantaggio dettato dalla pulizia dell’ambiente. Un vantaggio morale. Ma vantaggi economici non esistono».

Questa è la risposta proveniente da un sindaco il cui Comune ha negli anni passati raggiunto la soglia dell’80% di differenziata. Ebbene, nonostante questa sua ammissione, poi confermata anche in sede di dibattito pubblico, sentiamo adesso cosa riesce a sostenere Jacopo Lorè dopo averla ascoltata: «…per risparmiare siamo costretti, obbligati a raggiungere soglie (non risparmiare, almeno parare i costi) del 70-75%. Altrimenti i Palagianesi andranno in rovina».

Dunque, secondo Jacopo e nonostante il diverso parere del sindaco Birardi, a Palagiano, con una differenziata al 70-75%, i minori costi di conferimento riuscirebbero a pareggiare i maggiori costi di raccolta. Superata quella fatidica soglia, poi, possiamo immaginare che si schiuderebbero i fantastici confini del risparmio vero proprio. Attendiamo impazienti che questo novello matematico (a Palagiano i matematici paiono spuntare meglio dei funghi) ci faccia avere i calcoli supportanti questa sua tesi. Se vuole può farsi aiutare da Ressa, il quale in sede di dibattito è tornato a ripetere la stessa tesi. Ovviamente senza produrre un solo numero, com’è ormai sua consuetudine.

Mimmo Forleo

P.S. Per completezza di cronaca, nei giorni immediatamente successivi al convegno, la posizione di Jacopo era la seguente sulla questione costi: «E sin dal primo momento ti abbiamo dato ragione sul primo punto perchè non ci voleva molto per capire che, se il costo del servizio aumentava di 550 000 euro, avremmo dovuto raggiungere quasi il 100% di differenziata per risparmiare qualcosina.» Jacopo stava rispondendo a me, su Facebook.

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

2 pensiero su “Tre anni trascorsi inutilmente, a Palagiano”
  1. Durante l’intervista di Pinuccio ho sbagliato la percentuale…o meglio l’ho calcolata senza considerare il costo per il compostaggio e il riciclo di vetro, carta e plastica. Per parare i costi ci vuole una percentuale più alta. Personalmente, anche considerando importante il risparmio (che ci può essere per chi differenzia bene utilizzando una tariffazione diversa rispetto a quella attuale), interessa incenerire di meno e mandare meno rifiuti in discarica ed il sistema porta a porta ma in generale l’adozione della strategia “Rifiuti zero”, lo garantiscono. Un Mondo sostenibile, questo è il mio obiettivo, ed ogni giorno mi impegno per raggiungerlo. Ora puoi continuare tranquillamente a rispondere e a prendere i tuoi momenti di notorietà, io invece continuerò ad aspettare i “fatti” oltre alla filosofia! Saluti, Jacopo Lorè

    1. Se pensi che la filosofia si disinteressi dei fatti, caro Jacopo, è segno che oltre a non essere padrone della matematica, non hai compreso molto neanche dell’altra materia.

      Un errore di calcolo può starci, anche se diventa sospetto tornare a ripeterlo per tre anni di seguito. Sospetto che si materializza quando ti metti a parlare di “tariffazione diversa”. Se anche lontanamente sai di cosa stai parlando, puoi essere così gentile da renderci eruditi attraverso un esempio?

      Inoltre, atteso che affermi che “Per parare i costi ci vuole una percentuale più alta”, dopo una debita correzione dei termini usati (i costi al massimo si pareggiano. Parare è invece termine utilizzabile in tutt’altri contesti), ci fai sapere anche quale percentuale bisognerebbe raggiungere esattamente?

      Ma ciò che è davvero intollerabile è la sicumera con la quale, dopo essere stato smentito sul presunto risparmio, vieni a proporre qui, proprio qui!, una nuova “strategia”. Addirittura!

      Vale anche in questo caso il discorso fatto per il risparmio. Che ne dici di spiegarci in cosa consisterebbe la “Rifiuti zero”?

      Mimmo Forleo

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