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Al Sig. Sindaco del Comune di Palagiano, Dr. Gaetano Tarasco

Gentile Sig. Sindaco, In occasione del riaccendersi dell’annosa polemica riguardante il verde marittimo palagianese, comprensivo del tratto di pineta tra Chiatona e la foce del fiume Lato, la Pro Loco Palagiano sente il dovere morale di esprimere la propria opinione sull’argomento, forte della propria tradizione istituzionale, delle proprie prerogative statutarie e dell’esperienza dei proprio membri, in particolare quelli del solido e umanamente ineccepibile direttivo. Il problema dell’economia turistica a Palagiano è sempre stato un tema caldo ed a tutt’oggi è vivo come non mai. Mentre intorno a noi altri comuni investono nella qualità dell’urbanistica e nella vivibilità, creando sistemi che muovono capitali  e creano mercato, Palagiano langue in una palude strutturale le cui cicatrici, composte di degrado urbano e tensione sociale, diventano sempre più visibili e oggetto di nuove polemiche ogni giorno. Ed è giusto sicuramente, anzi doveroso, che dei privati cittadini – sicuramente dotati di risorse e qualità adeguate – avvertano la necessità di intervenire ed impegnarsi affinché la direzione verticalmente in discesa di questo degrado venga fermata, arginata, che il suo corso venga invertito verso il rinnovamento che Palagiano merita. La Pro Loco Palagiano, nel suo rinnovarsi, è assolutamente contigua a qualunque forma di impegno e volontà di miglioramento del nostro territorio, socialmente ed economicamente. Senza mai, e lo ribadiamo con forza, cadere nella trappola dell’antipolitica e dell’autoindulgenza che troppo spesso ci porta a guardare le negligenze altrui senza l’autocritica necessaria ad analizzare le nostre stesse mancanze. Perché, forse, potremo dire che è probabile Palagiano in questi anni sia stata amministrata male, è possibile che ci siano state mancanze da parte delle amministrazioni passate e che l’italico sistema di interessi sommersi e odiosi clientelismi abbia impedito ad un luogo di questa bellezza la possibilità di esprimerla al massimo della proprie possibilità. Ma è anche vero che di errori ne sono stati commessi a migliaia da parte di ognuno di noi, ogni volta che ci si rapportava a quell’immenso bacino di possibilità che la natura e il nostro territorio offrivano, e che troppo spesso abbiamo permesso, tutti, ai nostri troppo umani limiti di frapporsi tra noi e la decisione che avrebbe portato beneficio a tutti sul lungo termine, troppo spesso ci siamo piegati alla mentalità del compromesso e del tutto e subito. Queste sono strategie perdenti, Sig. Sindaco. tMa non è questa la sede per discutere del passato. Quello che interessa a noi tutti, ora, è il presente. Un presente che è ricco di vecchie e nuove opportunità, colmo di vecchie e nuove energie, solido nella vitalità dei nostri giovani e nell’esperienza dei nostri anziani. Un presente che, in tutte le sue contingenze, ci offre una rinnovata occasione per valorizzare lo sconfinato territorio a nostra disposizione, un ecosistema di ricchezza e bellezza che non ha nulla da invidiare a più blasonati territori pugliesi e che proteggere, rendere sicuro, conservare il più inalterato possibile, non è pseudo-ambientalismo: è coscienza, è umanità ed è un dovere etico. Siamo fermi nel mettere in chiaro che un sistema naturalistico sano non frena lo sviluppo e non blocca il turismo o l’economia di una comunità. Al contrario li crea, li nutre e li sostiene a lungo. Naturalmente perché basato, per sua intrinseca fisiologia, su equilibri costruttivi e non distruttivi. E dopo almeno vent’anni in cui il mondo ci ha mostrato le meraviglie delle architetture sostenibili, delle energie rinnovabili, della green chemistry ed in generale di come sia possibile, e conveniente sotto ogni punto di vista, investire in un nuovo modo di concepire l’impresa e lo sviluppo. Dopo che, a due passi da noi, il Salento mette sotto gli occhi di tutti come sia auspicabile creare un sistema turismo che rispetti l’ambiente. Dopo che ci è stato dimostrato che non esiste un basso impatto ambientale se chi interviene all’origine di questo impatto non ha la volontà o la possibilità di coinvolgere le competenze necessarie. Dopo che in tutta Italia il fallimento degli ecomostri ci ha mostrato come l’imprenditoria avida e distruttiva porti alla sconfitta, umana ed economica. Dopo tutto questo, noi a Palagiano, in pieno ventunesimo secolo, crediamo che la risposta ai nostri problemi sia disboscare e cementificare? Si può ancora avere l’ardire di affermare che la creazione di aree di parcheggio, magari a pagamento, sia incentivare la vivibilità e il turismo? E si può ancora pensare che il solo turismo, che su territorio nazionale è appena l’11% del Pil, possa da solo risollevare la situazione economica di una terra i cui stessi cittadini hanno perso l’abitudine a vivere? Nella quale gli stessi uomini e donne che ci sono nati hanno perso la speranza di investire il proprio tempo e le proprie risorse? Siamo così ciechi? Così arretrati? Così ansiosi di dare ragione a tutti coloro che squalificano il sud con accuse pretestuose di lassismo, avidità e generalizzata incapacità imprenditoriale? Siamo ancora talmente autolesionisti? Noi della Pro Loco Palagiano non abbiamo delle risposte precise a queste domande, è la cittadinanza che deve decidere cosa rispondere, con la coscienza e l’intelligenza di cui è sicuramente capace. Ma l’amore per il nostro paese e per i suoi tesori naturali e culturali non può che spingerci verso l’ottimismo, non può che spronarci in avanti, con determinazione, verso la tutela di quei valori, di quella natura che è ricchezza e di quella cultura che è radicata nelle nostre tradizioni, secolari come i nostri ulivi. A costo di apparire retorici, signor Sindaco, in questa sede affermiamo che è necessario un reale cambiamento, è dovuto oramai un serio processo di autocritica da parte di tutti, imprenditori, cittadini ed istituzioni. Il nostro patrimonio naturale è immenso, il pino di Aleppo, che adorna le nostre coste, è una delle specie vegetali più antiche del Mediterraneo, una pianta originaria della Siria che è una terra antichissima abbiamo alcuni esemplari, uno in particolare di ben tre secoli d’età, che rientrano nella categoria dei “Grandi Patriarchi Verdi” e che a causa della mala gestione del territorio rischiano la morte. Esiste una legge, la 10/2013 per le Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani che ha recentemente colmato un vuoto legislativo inaccettabile riportando le “disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale” e che obbligai l censimento e la protezione degli alberi secolari nei comuni. Questo ci colma di responsabilità ed al contempo ci onora, Sig. Sindaco, e ci impone di lavorare tutti, con uno spirito di solidarietà e collaborazione di cui la Pro Loco Palagiano si farà portabandiera da ora in avanti. Quello che serve a Palagiano adesso è che, per una volta, gli interessi personali  vengano messi in secondo piano rispetto a quelli di una collettività che va anche oltre il semplice territorio comunale, una collettività che sia anche quella dei valori e dei fini comuni, che crei sì sviluppo, che generi sì progresso, ma che questo sia sostenibile negli anni, nel rispetto dell’ambiente e del territorio, dell’etica che un luogo con una tradizione religiosa e civica forte come la nostra è inaccettabile che non esprima. È responsabilità di tutti, noi per primi. E tutti, noi per primi, adesso è necessario che uniscano intenti e forze per questo fine. Alla luce di questo le chiediamo un rinnovato impegno a tutelare la meraviglia che Palagiano ha le potenzialità per essere, e l’amore verso la quale abbiamo espresso in questa lettera. Aiutando a costruire il sistema futuro che i nostri cittadini meritano. E premiando il lavoro di chi lo vuole costruire.

Palagiano 20/06/2014

Il Direttivo Pro Loco

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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