Erano destinati alle tavole degli inconsapevoli consumatori italiani, i prodotti alimentari contraffatti intercettati al valico del Brennero dai manifestanti Coldiretti, in collaborazione con i NAS dei carabinieri.
Mozzarelle provenienti dalla Germania e destinate alla Sicilia, latte proveniente dalla Polonia e destinato a Brescia, prosciutti provenienti dalla Germania e destinati a Modena, spaghetti cinesi su camion Ceco diretto a Firenze…
E’ solo una parte dell’inventario del “falso made in Italy” stilato al presidio dalla Coldiretti per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che, dopo aver oltrepassato le nostre frontiere, vengono spacciate per italiane.
Tutto questo è anche il risultato di uno sciagurato processo di banalizzazione e massificazione della produzione agricola, considerata merce qualunque, utile anche per compiere speculazioni.
Nel rapporto privilegiato tra il cittadino – consumatore e il produttore agricolo, da sempre riconosciuto come detentore dei valori forti di genuinità, salubrità e territorialità, cercano, in modo grottesco, di insinuarsi grandi gruppi commerciali.
Questo tentativo di relegare gli agricoltori in un ruolo subalterno e marginale, facendo leva sullo spropositato potere contrattuale, è un processo violento e antidemocratico e la politica e le istituzioni dovrebbero essere sensibili e attente verso questi temi, che rischiano di lacerare ulteriormente il tessuto economico.

Stellaccio Vincenzo

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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