Trovo condivisibili molte delle conclusioni alle quali giunge Pio XIX, anche se andrei più cauto con l’uso del termine “dignità” riferito alla politica. La politica è un terreno diventato sommamente indistinto, nel quale perfino una parola come “coerenza” non sappiamo più bene cosa stia a significare.

Non voglio spezzare una lancia a favore di Cervellera, proprio io che gliene ho scagliate tante contro, ma devo ricordare quando in Consiglio diceva di condividere le scelte operate dall’amministrazione Ressa. Poi, certo, aggiungeva pure di non condividere il metodo “poco democratico” attraverso le quali venivano individuate e attuate, ma questo – a posteriori – serve solo a noi per capire che il nobile discorso sulla democrazia era assolutamente pretestuoso; Cervellera era alla ricerca di un posto al sole e ampie prove in tal senso avrebbe fornito in seguito.

È definibile poco o per nulla dignitoso questo suo comportamento, quando quotidianamente assistiamo a comportamenti simili anche da parte di altri? Probabilmente si ma è più giusto etichettarlo come arrivismo (se non sbaglio fui proprio io a definire per primo l’accordo raggiunto tra Ressa e Cervellera in occasione delle primarie, come frutto dell’arrivismo che contraddistingueva entrambi), trovo invece ingiusto che se ne voglia far pagare il prezzo al solo Cervellera.

Dovremmo prima considerare, per comprendere in cosa si traduca la dignità in politica, che Cervellera è con tutta probabilità il politico meno carismatico oggi in giro per Palagiano e sicuramente il più impacciato di tutti. Tale suo impaccio è dovuto proprio all’errata valutazione che fa del proprio scarso carisma e lo pone costantemente sotto cattiva luce; allo stesso modo – per fare un esempio calcistico – in cui nella Juventus di Platini sarebbero apparsi inopportuni gli atteggiamenti da primadonna provenienti da Bonini o Brio, in politica si paga un prezzo salato quando, disponendo a malapena delle qualità di un gregario, ci si atteggia a leader.

Diverso è il caso di quanti, pur condividendo le qualità dei gregari, sanno attendere il momento buono per apparire come leader. Valga per tutti l’esempio fornito da Ressa, che già nel ’93 pretendeva di essere il candidato sindaco e ricevette dei secchi rifiuti. A distanza di tempo devo riconoscere che seppe lavorare per diventarlo in seguito.

Nel ’93 la sinistra palagianese viveva un momento simile a quello attuale. Scoramento diffuso tra i suoi elettori, ormai certi di essere in un cul-de-sac nel quale erano stati allegramente condotti dal leader di allora, certo Anzolin, e nessuna prospettiva per il futuro, di nuovi leader all’orizzonte neanche l’ombra. Anche allora venne messa in piedi un’operazione elettorale simile a quella del 2012: individuazione di un candidato almeno presentabile e tutti a pregare che l’elettorato abboccasse.

L’elettorato non abboccò e insieme all’elettorato non abboccò Ressa. Rifiutò graziosamente l’offerta di candidarsi a consigliere, lui che fino al giorno prima pretendeva di essere il candidato sindaco, e si mise sulla riva del fiume ad attendere il passaggio dei cadaveri politici della sinistra. Cosa che puntualmente avvenne.

Ressa, intendiamoci, non è che avesse tutte quelle qualità di cui si è detto in seguito, ma poteva contare su un consigliere politico di prim’ordine venuto dalla Sicilia. Anche elettoralmente si rivelò un mezzo disastro, si veda il flop della sua candidatura alle Provinciali, ma era ormai diventato la scelta obbligata per una sinistra in cerca di rappresentanza.

Cervellera, fosse stato più arguto politicamente, una cosa soltanto avrebbe dovuto fare: capire che a Palagiano stava per chiudersi un ciclo della sinistra (quella ressiana, che infatti è uscita distrutta dalle urne) e mettersi in attesa di diventare il naturale rappresentante del ciclo successivo. Per fare ciò gli sarebbe bastato attendere con serenità l’esito delle primarie, che anche in caso di sconfitta l’avrebbero consacrato unico rappresentante credibile della sinistra.

Per fortuna di Palagiano e della sinistra le cose sono andate come sappiamo. Abbiamo perso per strada un altro arrivista e questo è un bene, ma non si dica che Cervellera è politicamente meno dignitoso di qualsiasi altro politico. La politica offre sempre diverse opportunità da cogliere e il politico è quasi sempre un opportunista. Il fatto di sceglierne una in vece di un’altra può esporlo a guadagno come a perdita, ma sempre di opportunismo si tratta.

Mimmo Forleo

7 pensiero su “Il falso problema della dignità in politica. Meglio distinguere tra diversi opportunismi.”
  1. Come l’opportunismo suo, del sig. Di Pietro e del sig. Cuscito di passare all’interno dell’IDV all’indomani del commissariamento ?????? Voci di popolo….. ma come si dice a Palagiano… ci no je tutt e menz!!!

  2. Caro sig. Mimmo Forleo,
    ci sentiamo di condividere a pieno ciò che lei sostiene considerando che molti di noi conoscono i fatti di cui lei parla, tranne, ci consenta di dirlo, per un solo punto.
    A nostro parere, si rischia di fare del qualunquismo dicendo che chiunque decida di far politica sia un’opportunista in quanto, siamo più che mai convinti che di politici onesti ve ne siano. Vorremmo, sempre se non disturbiamo, dare dei piccoli ritocchi alla sua storia. Riteniamo giusto precisare il risultato elettorale di quella candidatura alla provincia: voti 800 circa.
    Poi vogliamo ricordare insieme a lei, l’esordio del dott.Ressa quando, durante il primo consiglio comunale del 93, ebbe il buon gusto di presentarsi tra il pubblico accompagnando un diversamente abile e al termine dello stesso consiglio inscenare un teatrino per poi dimenticarsi completamente di questa gente bisognosa (basta chiedere alle associazioni che si occupano di questi problemi cosa pensino di lui).
    Poi, e siamo certi che in questo sarà d’accordo con noi, l’onda del dott.Ressa è già passata per cui sarebbe opportuno non parlarne più anche perchè, si rischia di dare tanta importanza a chi di fatto non ne ha.
    Un appunto sul dott. Cervellera. Forse ciò che lei sostiene sullo stesso, non è del tutto condivisibile in quanto se prendiamo ad esempio il dott.Ressa, quantomeno lui si è sempre confrontato o ha chiesto il confronto, anche se con metodi più o meno discutibili, mentre il dott. Cervellera, lei sa bene che si è rifiutato di confrontarsi durante le primarie con altra gente del centro sinistra, in particolare del PD ( si ricordi il manifesto dove il PD invitava tutte le forze del centro sinistra a parteciparvi), per poi non disdegnare i voti dello stesso PD durante le primarie contro il dott. Antonio Cuscito. E la storia si è ripetuta anche durante la presentazione delle liste dove ha, ancora una volta, rifiutato l’accordo con tutto il centro sinistra. Tutto ciò per garantirsi il posto in consiglio comunale e infine non disdegnare un premio in giunta dallo stesso centro sinistra fino ad allora rinnegato.
    saluti__________gli indignati

  3. A tryax

    Proprio ieri sera si è tenuto un incontro volto a verificare che esistano le condizioni per l’ingresso delle persone da te citate nell’IDV. Da parte mia ho espresso le stesse riserve già espresse tempo fa: dell’IDV continuo a non condividere la politica economica e neppure altri aspetti.

    Detto questo, ho fatto presente che, a fronte di garanzie riguardanti l’autonomia a livello locale, sono disponibile a dare una mano. Ho anche voluto precisare che escludo in maniera categorica possibili ruoli dirigenziali per me stesso; la politica palagianese ha bisogno di giovani e non di “cariatidi”. Sulla mia stessa lunghezza d’onda mi pare si muova anche Giacomo Di Pietro.

    Come vedi, caro tryax, nel mio caso non serve prestare orecchio alle voci di popolo. Basta chiedere.

    A gli indignati.

    Nel mio post ho specificato che “il politico è quasi sempre un opportunista”. Lungi da me quindi l’accusa di qualunquismo, anche se devo ammettere che provo enorme rispetto per il qualunquismo e la figura di Guglielmo Giannini: un liberale figlio delle contraddizioni dell’Italia di allora. Lui ne pagò tutto il prezzo, altri ricevettero e continuano a ricevere apprezzamenti del tutto immeritati.

    Quanto al discorso sull’onestà, il mio pensiero rimane sempre lo stesso: nel politico non è l’onestà che va cercata ma la politica. Se manca quest’ultima, anche i sant’uomini possono provocare grandi delusioni; mi pare ne abbiate già fatto esperienza.

    Da come poi ricostruite la storia dei rapporti tra Cervellera e il centrosinistra, appare evidente che non vi sono ancora chiare alcune cose: tanto Cervellera quanto Ressa avevano ingaggiato una gara che di politico non aveva proprio nulla. Ressa lottava per la propria sopravvivenza e Cervellera ambiva a un “regno” la consistenza del quale appariva solo ai suoi occhi, atteso che era forse l’unico a Palagiano a non essersi accorto di come fosse svanito da tempo. Ma Cervellera è fatto così, in fondo è un romanticone.

    Mimmo Forleo

    1. Caro Mimmo, tu scrivi: “La politica palagianese ha bisogno di giovani e non di cariatidi”. Ergo, i giovani intelligenti, finché le cose andranno così come sembra continuino ad andare, non saranno mai invogliati alla politica.. I fatti, purtroppo, non aiutano e il cambiamento tanto agognato sembra naufragar nel mare del “nulla”.

  4. Triax, ovvero Vito, Mario o Piero chissa’,
    Che dilla qualcosa di nuovo ed interessante!

    Per esempio come mai e’ stato commissariato? Sai qualche voce di popolo? Dai tienici aggiornati….

    Ciao bello…

  5. Nel 93 il signor Ressa era presidente dell’associazione adelphos, quindi non ebbe il buon gusto di presentarsi accompagnando un diversamente abile come dice lei, poi il teatrino fu opera dell’allora sindaco Stellaccio. Quella fu una battaglia giusta e condivisa da tutti gli inscritti dell’associazione , che porto alla realizzazione di una pedana mobile per dare anche alle persone disabili la possibilità’ di poter assistere hai consigli comunali.
    Elezioni 2002 ho creduto nel signor Ressa ,ho fatto anche campagna elettorale per lui, ero iscritto a rifondazione comunista che appoggio la sua candidatura,sono passati tanti anni e devo dire che ho sbagliato a pensare che fosse una persona seria e onesta intellettualmente.

    1. Gentile sig. Armando D’Elia
      se ci siamo permessi di utilizzare l’espressione “buon gusto”, l’abbiamo fatto solo perchè non crediamo e non abbiamo mai creduto nella buona fede del dott.Ressa ( e solo della sua) che, a parere nostro ha sfruttato la situazione per soli motivi propagandistici e, la conclusione del suo intervento, ce lo conferma maggiormente. Nonostante ciò, siamo concordi con lei che il risultato ottenuto sia stato ottimo e su questo non si discute!
      Se il nostro intervento possa aver creato ombre di dubbi su coloro che hanno partecipato a quell’episodio per motivi certamente nobili, chiediamo scusa ma, essendo nauseati e indignati dalle vicende che si susseguono, a volte rischiamo di non dare il giusto peso alle parole.

      Con affetto ______________________gli indignati

Lascia un commento