Fino alla prima metà del Novecento era impensabile che, nel contesto politico e socioeconomico che tutti noi conosciamo, maturasse tra i palagianesi una cultura della memoria e della conservazione.

In questo piccolo centro pugliese v’erano ancora poche famiglie benestanti, alcuni con un grado di istruzione, che permetteva loro di vivere una vita diversa; la maggioranza era costituita da contadini tra i quali la miseria alimentava ancora l’analfabetismo.

 Le prime trasformazioni  a noi note cominciarono già in questo periodo, ma nonostante tutto avevano prodotto quello che noi dell’era moderna abbiamo cancellato.
E’ dal dopoguerra in poi, con l’avvento del boom economico, che sono stati compiuti i maggiori scempi.
Noi, che cominciavamo ad accrescere il nostro grado culturale e che in seguito abbiamo avuto tutti la possibilità di  possedere un titolo di studio, abbiamo lasciato, fino ai tempi recenti, che il nostro paese venisse privato delle sue testimonianze.

Tanti esempi ne sono la prova!

La scarsità di documenti scritti, sia riguardanti il municipio sia le nostre chiese, ha reso difficoltoso anche la ricostruzione storica dei nostri studiosi.
La consistente dispersione di documenti non è una novità, è risaputo!

Quante continue trasformazioni e demolizioni sono avvenute nel nostro nucleo storico?
Edifici antichi reputati fatiscenti, in stato di pericolosa staticità; disponibilità di suolo per nuove abitazioni che hanno completamente stravolto l’aspetto antico.
La totale cancellazione di costruzioni caratteristiche che testimoniavano la vita di una antica comunità. 
 Oggi che tutti noi possiamo avere la possibilità di farlo, perché non rispettiamo e conserviamo quel poco che ci resta dell’antica civiltà dei nostri padri?

Educhiamoci!

La lezione continua …

Di Life

Libero da ogni schema e appartenza di pensiero. Tutto cio' che non conosco nutre la mia vita. Nel momento che riesco a capirmi... ho gia' fatto un altro giro!

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